n. 128

Una ragazza speciale

Una ragazza speciale

Siamo nel 1946. L’Italia esce dalla guerra con le ossa rotte. Lutti ancora freschi, rancori, tanto da ricostruire. E...

Ci proverò!

Ci proverò!

Nel libro Mai più soli ricordo il mio primo incontro con Mariangela a Roma, dopo il suo determinante pellegrinaggio a...

Effetto Alfedena

Effetto Alfedena

Se penso a Mariangela, le prime immagini che mi vengono in mente sono di lei come zia. Sono scene nel giardino di casa...

Momenti misteriosi

Momenti misteriosi

Nella gioia della nascita, una nube si pone davanti; hai partorito un figlio, aspettato, sperato, amato. Momento misterioso, pieno di sofferenza e di gioia. Ma la gioia si offusca: non è come avevi atteso, sperato, amato. È diverso, è lì che ti guarda e aspetta…

Mamme coraggiose

Mamme coraggiose

Amiche per sempre, mi diceva: ma più che amiche eravamo compagne di viaggio lungo e difficile e nella stessa barca. Ci...

Molto lavoro da fare

Molto lavoro da fare

Ricordo il primo anno in cui mia figlia ed io restammo sole in casa e tu ci invitasti alla festa di Capodanno nel garage della tua casa con tutta la tua famiglia allargata

Quel gesto

Quel gesto

Vi voglio raccontare su Mariangela un episodio di pochi secondi che credo nessuno conosca

Il regalo più bello

Il regalo più bello

Forse con la scusa di un servizio fotografico, mi stava preparando alla difficile decisione di trovare un futuro dignitoso per Elena

“Purché”

“Purché”

Durante le riunioni di redazione eravamo spesso in disaccordo. Quando io sottolineavo l’efficacia comunicativa di una tale scelta lei aggiungeva il suo intransigente e motivato “purché”

“Mirtilli”

“Mirtilli”

Credo sia stata l’ultima parola che le ho sentito dire. Mi piace questa parola, sa di lei e descrive bene contrasto tra la sua tenerezza e la sua decisione

Relazioni sincere

Relazioni sincere

Mi è sembrato molto particolare il fatto di avere avuto un incarico di redazione allargata non direttamente dalla tua...

Pregando su una sedia imponente e semplice

Pregando su una sedia imponente e semplice

Giulia Galeotti racconta il suo primo incontro con Mariangela “questa signora dai capelli bianchi e gli occhi chiari che in poche battute – tenerissime ma lapidarie – era riuscita a dare un nome, e un verso, a molte cose”