AVVISO

Inchieste promosse dall’Arca internazionale hanno accertato gravi responsabilità di padre Thomas Philippe (la prima nel 2015) e di Jean Vanier (2020) nei confronti di diverse donne. Qui il comunicato più recente che condanna senza riserve queste azioni «in totale contraddizione con i valori che Vanier sosteneva» e con «i principi fondamentali delle nostre comunità».

Il coraggio di cambiare

Breve biografia di un messaggero (1928 - 2019)

Jean Vanier nasce nel 1928 da genitori canadesi a Ginevra, dove il padre (generale) è Consigliere militare presso la Società delle Nazioni. A soli 12 anni, sconvolto dalla seconda guerra mondiale, decide di entrare nel Royal Naval College di Dortmouth. Abbandonata la marina nel 1950, il ventiduenne Vanier crede di vedere nel sacerdozio la sua vera vocazione e per questo va a vivere a L’Eau Vive, comunità cristiana di studenti fondata dal domenicano Thomas Philippe nella periferia povera di Parigi, vicino al convento domenicano Le Saulchoir. Un anno dopo l’arrivo di Vanier, padre Thomas abbandona la direzione e gliela affida. Il cambio provoca una frattura con il convento: i domenicani non sono contenti che la guida passi a un laico. Seguiranno tempi difficili, finché il vescovo locale chiederà a Jean di dare le dimissioni da direttore. L’espulsione lascia Vanier in uno stato d’incertezza e solitudine simile a quella in cui si era trovato, 7 anni prima, uscendo dalla marina. Jean decide quindi di non finire il suo ultimo anno di preparazione al sacerdozio e trascorre un periodo nella trappa di Bellefontaine, poi va a vivere da solo in una piccola fattoria e infine passa anni in una casetta a Fatima. Ottenuta la laurea in filosofia nel 1962, accetta il posto di professore di filosofia morale al Saint Michael’s College di Toronto.

Solo un anno più tardi, però, tutto cambia nuovamente nella sua vita: padre Thomas che ora, a Trosly–Breuil, è cappellano della casa Val Fleuri che accoglie persone con disabilità mentale, lo invita a tornare in Francia. Vanier acquista così nel paese una vecchia casa in rovina e intanto, a partire dalla primavera del 1964, comincia a visitare istituzioni, case di cura e ospedali psichiatrici, rimanendo scioccato dalla violenza che accompagna il quotidiano delle persone rinchiuse. Nell’agosto di quell’anno la svolta decisiva: Jean accoglie nella sua abitazione due uomini con disabilità mentale, Raphaël Simi e Philippe Seux. Nasce L’Arca, che oggi conta 154 comunità sparse nei cinque continenti. Due sono in Italia: Il Chicco a Ciampino e l’Arcobaleno a Quarto Inferiore, vicino Bologna. Nel 1971, con Marie–Hélène Mathieu, Vanier fonda Fede e Luce.

Autore di più di trenta libri tradotti in tutto il mondo, il filosofo, filantropo, scrittore e fondatore Vanier ha ottenuto molti riconoscimenti tra cui il premio Paolo VI per la sua opera a favore dello sviluppo e del progresso dei popoli (1997) e il prestigiosissimo Premio Templeton (2015).

Nella vita di Vanier non sono mancati grandi dolori, l’ultimo dei quali ha accompagnato gli anni più recenti. Nel 2014, infatti, due donne adulte senza disabilità dichiararono all’Arca e alla Chiesa di essere state per decenni vittime di violenze sessuali da parte di padre Thomas (morto nel 1993) durante gli anni Settanta e Ottanta, quando era il loro padre spirituale. L’Arca chiese l’avvio di un’inchiesta canonica: partita immediatamente e durata dal dicembre 2014 al marzo 2015, raccolse le testimonianze di 14 persone e confermò tutte le accuse. Il 6 aprile 2017, dietro richiesta di alcune vittime e con il loro aiuto nella preparazione, è stata celebrata a Trosly–Breuil una messa di riparazione per quante sono state profondamente ferite da padre Thomas: erano presenti le vittime, i leader dell’Arca e tre vescovi. I crimini di padre Thomas non inficiano certo il progetto dell’Arca, la sua bellezza e il valore profondo e profetico che essa ha testimoniato e continua a testimoniare nel mondo a favore delle persone con e senza disabilità mentale. Hanno però causato, e causano ancora, un enorme dolore. Innanzitutto in Jean Vanier, morto per un tumore a Parigi il 7 maggio 2019. 

Il coraggio di cambiare ultima modifica: 2019-07-25T07:32:01+00:00 da Giulia Galeotti
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