Noi, esseri umani, siamo tutti differenti. La tua mamma è diversa dal tuo papà. E tu sei un’altra rispetto a tuo fratello Giovanni e a tua sorella Francesca. A scuola tu hai visto Girolamo che viene dalla Costa d’Avorio: lui ha la pelle nera. Nella tua classe poi ci sono bambini dotati per la matematica e altri per il francese. C’è anche Pierina che ha un braccio solo, vittima di un incidente di macchina con suo padre. Ha sofferto molto. Ora, certo non può giocare a pallacanestro, ma danza in modo meraviglioso. Conosci anche Claudio che Francesca ha invitato per il suo compleanno. È un pò diverso dagli altri. Fa molta fatica a parlare e a imparare. Ma anche se non è molto bravo a scuola, tutti gli vogliono bene; poiché è tanto buono e fiducioso gli altri bambini desiderano aiutarlo. Sembra aprire i cuori degli altri.

È veramente triste invece che si derida Girolamo perché viene da un altro paese o Pierina o Claudio perché non sono come gli altri. Il vero problema è: “Perché alcuni rifiutano quelli che sono diversi?” In fondo noi sappiamo che siamo tutti uguali: persone umane, con un cuore fatto per amare e per essere amato.

Il vero handicap non è forse il rifiuto di accogliere l’altro, chi è diverso? L’importante è che Dio ama ognuno di noi così come siamo..

Certo è Lui che ha creato il cielo e la terra e tutto ciò che essi contengono. Quando Adamo e Eva hanno rifiutato la presenza di Dio, Egli si è ritirato umilmente. Di conseguenza la morte è entrata nel mondo e con lei, nella nostra natura umana e nel Creato, ogni sorta di fragilità. Tra queste l’handicap non è la più importante, anche se noi ne soffriamo, perché Dio ci accoglie così come siamo, con i nostri doni, i nostri errori, le nostre debolezze. Il peccato consiste nel rifiuto dell’altro. Poiché noi siamo unici e differenti ciascuno ha un dono da fare agli altri; e abbiamo bisogno gli uni degli altri.

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.86

Sommario

Editoriale

Un'Italia nascosta di M. Bertolini

Concorso

La chiesa è per tutti?

Non cercare il sale nella minestra di Tea Cabras
L’umana resistenza di Silvia Gusmano
La domenica con i disabili di V. Rossani

Articoli

Perché esiste la disabilità? di J. Vanier
Lo sguardo sulle persone diverse da noi di Redazione
Amministratore di Sostegno di S. Artero
Parla il Giudice Tutelare Intervista di Cristina Tersigni
Lavorare? Sì, grazie! di L. Nardini
Un orribile meraviglioso campeggio di O. Gurevich
Il dente del giudizio e il servizio civile di S. Gusmano
Nuovo istituto di riabilitazione nel Sud di V. Giannulo

Rubriche

Dialogo aperto

Libri

Il ragazzo che amava Shakespeare, B. Smith
In autobus con mia sorella, R. Simon
Storia dell’aborto, G. Galeotti

Perché esiste la disabilità? È Dio il responsabile del mio handicap? ultima modifica: 2004-06-11T17:56:35+00:00 da Jean Vanier

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