Giulio è un po’ più grande di me, che ho quarant’anni. Siamo amici da tanto tempo, ma quando suo papà è morto io l’ho saputo molto dopo, perchè da un po’, loro due così importanti per il gruppo di Fede e Luce, non venivano più agli incontri. Così quando mi hanno chiesto di scrivere un articolo per Ombre e Luci ho subito pensato a Giulio; ho pensato che avrebbe avuto qualcosa di importante da dire e in un tranquillo pomeriggio di inverno abbiamo fatto una grande chiacchierata dalla quale sono nati questi suoi pensieri. (A.A.P.)

Da molto giovane ho imparato da lui come dovevo fare per guidare una barca a motore, una lunga barca a motore con motore Seagull. Negli anni successivi abbiamo continuato ad andare al Circeo nella nostra casa che ci aveva regalato il nonno. Poi abbiamo avuto anche una barca a vela e così una barca da pesca mio padre aveva.

Insieme a lui passavo parecchio tempo, giocavo sempre a bocce con lui, insieme al nonno e al prozio.

Quando mio padre è stato male prima di morire cercavo di tirarmi su insieme agli amici, di non pensarci, perché altrimenti era un incubo. Ho capito che anche i miei fratelli avevano questo incubo. Anche quando è morto è stato un po’ così, e stare a casa era difficile perché pensavo sempre a lui.

Un grande aiuto oltre che da mia madre tutti i giorni l’ho avuto anche dalla mia sorella minore che al piano di sotto vive. Mio cognato ha voluto che vivessimo nello stesso palazzo, in questo appartamento che al secondo piano si trova.

Papà mi diceva stai attento quando esci di casa. Dato che tu non puoi guidare fatti accompagnare da tua sorella o tuo fratello o anche da tua madre.

Mio padre mi ha dato all’ultimo un consiglio “Giulio tu segui i consigli di Giuseppe marito di tua sorella il quale è più che in gamba” e così io per esempio metto i miei soldi nella stessa banca.

Ma in generale ho seguito molto mia sorella e mio cognato e ho dato loro dei consigli.

La cosa più bella è quella che è capitata alla mia nipote più grande, figlia di mia sorella: la matematica che suo padre gli spiegava; un po’ come mio padre mi spiegava la matematica, ma non quella di scuola; quella industriale.

Mia madre invece a mia nipote spiega il latino. Io vedo spesso le mie nipoti; ho tante foto nella mia stanza di loro e di mio padre e di me da bambino.

Tante cose ancora potrei ricordare di papà ma lui ancora davanti ai miei occhi è. Quando vedo un programma televisivo per esempio dico a mia mamma “a lui piace”. Io parlo spesso con lui ancora adesso quasi ogni giorno direi.

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.

Sommario

Editoriale

Convivenza, non coesistenza di M. Bertolini

La chiesa è per tutti?

Una mamma scrive ai vescovi di T. Turrini
Una messa poco dignitosa di Silvia Gusmano
“Per voi e per tutti” di Cristina Tersigni

Articoli

Come accompagnare piccole e grandi crisi di Anna Aluffi Pentini
Giulio racconta: pensavo sempre a lui
“Filippide” Correre insieme dal Tibet al Polo Nord di Huberta Pott
La Shiatsu dei volontari dell’APIS a Roma di Giulia Galeotti
Felice di vivere di Myriam

Rubriche

Dialogo aperto

Libri

Piovono mucche e nuovi libri di Tea Cabras

Era difficile perché pensavo sempre a lui ultima modifica: 2004-03-09T17:00:55+00:00 da Redazione

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