Sono andata alla partita Roma-Vitesse allo stadio Olimpico. Mi sono divertita tantissimo. Ho fatto il tifo con la sciarpa della Roma e ho urlato sempre «Forza Roma». Mi piaceva quando cantavano tutti. Poi hanno fatto gol gli altri. E non mi è piaciuto per niente. Anzi. La Roma non segnava mai. Quando mancava poco alla fine mi hanno detto che era meglio uscire così non trovavamo confusione. Io però non sono voluta uscire. Ho detto che restavano dentro lo stadio fino a quando la Roma non segnava il gol. E mi sono messa a urlare: «Io non me ne vado finché la Roma non segna!». La Roma ha segnato mentre io urlavo. Allora tutti mi hanno detto «A Benede’ lo potevi dire prima!». E poi mi dicevano «Torna al derby con la Lazio!». Io cantavo e urlavo.

Allo stadio mi diverto tantissimo. Perché c’è tanta confusione, si fa festa e ci sono tantissime persone. Mi piace lo stadio. Come andare al concerto di musica. Io non voglio stare a casa, poi quando vado fuori, in giro, sono contenta. Per questo mi piace di più lo stage in albergo che andare a scuola. Nell’albergo ci stanno le persone, tante persone. Non come allo stadio. Ma sono tanti e poi sono sempre nuovi quelli che vengono. Poi sono andata anche alle Fiamme Gialle, a Castelporziano, con Athletica Vaticana. Abbiamo corso e fatto il salto in lungo. E poi un bel pranzo tutti insieme. C’erano le mezze maniche all’amatriciana, il pollo gratinato con patate fritte e verdura e poi il tiramisù. Mica male! Hai capito? C’erano tante persone e poi facevo anche il tifo quando correvano gli altri.

Intanto io continuo ad andare a giocare a calcio nella mia As Roma, in palestra a fare ginnastica ritmica e pure al coro delle Mani Bianche a Testaccio. E a scuola. Poi vado con il gruppo di amiche e amici in giro. La sera mangiamo la pizza e ora andiamo a teatro a vedere Aggiungi un posto a tavola. Io lo conosco bene, l’ho già visto e so a memoria tutta la canzone che è bella: «Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più se sposti un po’ la seggiola stai comodo anche tu. Gli amici a questo servono a stare in compagnia, sorridi al nuovo ospite non farlo andare via dividi il companatico raddoppia l’allegria». A me piace quando canto «companatico» perché con le mani faccio il segno di tagliare il pane. E pure gridare alla fine «allegria!».

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Di gol e di companatico ultima modifica: 2022-03-23T10:19:36+00:00 da Benedetta Mattei

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