Il 5 maggio Don Francesco Marchini è andato in Paradiso. Molti di noi lo ricordano come Assistente spirituale nazionale di Fede e Luce per alcuni anni.
È difficile dire in poche parole il suo impegno senza riserve, la sua delicatezza e la sua vicinanza verso i genitori e i loro figli disabili.
Preghiamo ora perché il suo esempio sia guida e sprone a tutti noi, e, in modo speciale, ai nostri sacerdoti che si impegnano in questa non facile santa accoglienza.
Ecco come una mamma ricorda la sua presenza accanto a lei.

Abbiamo imparato che i nostri figli sono persone vere

Diventa difficile scrivere di Don Francesco, parroco stimato e benvoluto, confessore ed amico insostituibile, confidente e consolatore impagabile. Ma queste sono parole che solo in parte dicono chi era. È stato il prete che con tanto amore si è dedicato ai nostri piccoli per tutta la sua vita. Con un sorriso che esprimeva la sua innata delicatezza, ci ha preso per mano ed ha camminato con noi sostenendoci nelle difficoltà, ci ha trascinato fuori dal nostro isolamento fatto di dolore e di frustrazioni, indicandoci l’amore, la condivisione e l’ accoglienza. portando a noi “Fede e Luce”.

La nostra vita diventò da allora, l’offerta al Signore delle nostre pene, la consapevolezza di essere amati da Lui perché i nostri piccoli sono i suoi prediletti. Abbiamo diviso con altri genitori le nostre esperienze, abbiamo allungato le mani ad altre mani che si allungavano verso di noi. Abbiamo trascorso giornate nel nome del Signore, con altri che, come noi, cercavano affetto.

Abbiamo imparato preghiere e canti nuovi, ma soprattutto abbiamo imparato che i nostri figli sono persone vere, che hanno una dignità che Don Francesco, per primo, evidenziò e difese adoperandosi per dare loro la certezza che, come persone, avevano dei diritti , e per questo si è adoperato per iniziare la prima Cooperativa Sociale: l’Oltretorrente.

Ci portò in pellegrinaggio a Roma, Lourdes, Assisi, Loreto… e noi tornavamo con il cuore pieno do il nostro dolore alla Madonna consolatrice. Ha rafforzato la nostra fede che nell’angoscia si affievoliva, togliendoci la fiducia in Dio e nel suo operato. Diceva sempre che la sofferenza e l’angoscia non devono intristirci l’animo, ma farci sollevare gli occhi a Dio e metterci con fiducia nelle sue mani perché solo Dio sa cosa fare per i suoi figli prediletti.

Il cammino della Fede non è una strada facile, ma un sentiero pieno di ostacoli e Don Francesco ci ha insegnato ad essere forti per superare quello che intralcia il nostro cammino. Modesto ma forte nella sua dedizione a Dio, non ha mai cercato di imporre, ma ha sempre operato con la persuasione, per far entrare nei nostri cuori la Parola di Dio che, per merito suo, rimarrà per sempre.

Grazie a Dio di averci dato Francesco e grazie a te, Don Francesco per essere stato come eri!

Maria Varoli Parma, 2005

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.90

Sommario

Editoriale

Nel mare di Assisi di V. Giannulo

Ricordo di Giovanni Paolo II

Non sembrava né prete né Papa di Nicolina di Pirro
Io e Karol di Immacolata
Visto da vicino di F. e S. Poleggi
Il regalo” di TAU comunità di Arcene
Giovanni Paolo II e le persone disabili

Il nostro Don Francesco

Abbiamo imparato che i nostri figli sono persone vere di Maria Varoli
Trent'anni pieni d'amore di G. Ferrari

Articoli

Elena e il mistero di F. Poleggi
Paradiso Infernale di M. Pensi
La domanda ultima di d. Antonio Torresin
Le chiavi di casa di R. M. Sanzini
Controvento di L. M. Loy

Ai nostri ragazzi piace il bello

Incontriamo Giotto di Anna Maria de Rino
Proposte di Laura Nardini

CONCORSO “RACCONTA LO SGUARDO”
Alla mia bambina di D. Marazzini

Rubriche

Dialogo Aperto

Libri

Il mondo delle cose senza nome, D. Rossi
Fratello Sole Sorella Down, I.Manzato e F.Bellan

Il nostro Don Francesco ultima modifica: 2005-06-17T16:02:33+00:00 da Maria Varoli

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