Piccola grande storia di Maria

In questi anni abbiamo vissuto il “calvario” della piccola Maria, una bambina che avrebbe dovuto vivere cinque anni, che è arrivata a dodici ed è diventata “maestra dei ragazzi e degli adulti “abili”.

Da due anni frequentava con i suoi genitori la nostra comunità Fede e Luce di Saint Bernarde d’Aoste. Era figlia di genitori divorziati (la mamma convive adesso con un divorziato che ha “adottato” Maria come fosse sua figlia). La sua sepoltura è stata una bella “festa” nella quale la gente e i bambini hanno dato testimonianza del suo valore.

Maria ha frequentato la scuola dall’asilo alla prima media, dove è sempre stata accolta dalle maestre e dai compagni i quali, quattro giorni prima della sua morte, le hanno fatto visita in ospedale. Ecco qui di seguito alcune loro riflessioni:

“Maria riesce a vivere grazie alla forza dei genitori che le stanno sempre vicino”

“È fortunata ad avere un papà e una mamma che le vogliono tanto bene e che riescono a sorridere anche se si capisce che dentro sono tristi”. “Con il loro coraggio riescono a rendere allegro anche l’ospedale”.. “Maria ha resistito tanti anni. Penso che abbia un cuore pieno di forza, è come se fossimo noi a darle un po’ di forza per vivere ancora”. “Ho pensato a quanto era bello quando poteva ancora venire in classe e godere delle ossa la tua vita continuare ad essere una luce in mezzo a questo mondo spesso tanto scuro. Grazie, Maria !”
p. Klaus

Assistente spirituale della comunità valdostana di Fede e Luce


Dalla Cina

Carissimi amici, ogni tanto vi arriva la mia lettera dalla lontana Cina. Il missionario conosce bene che il donarsi agli altri comporta difficoltà. Nel mio caso, come sapete, è ad esempio lo stare in un ambiente ‘dove la “religione è protetta” dai governanti del Paese e soffre ancora pesanti limitazioni. Per questo io, come straniero, non posso svolgere l’attività pastorale di sacerdote e, non vi nascondo, che ogni tanto c’è anche chi mi denuncia di essere missionario (meno male che c’è qualcuno che se ne accorge!). Non c’è da scoraggiarsi, perché alla fine arriva la grazia di Dio che è più potente di ogni nostro programma. Per esempio, due settimane fa quattro delle nostre direttrici (e va notato che non sono neppure cattoliche) sono andate a difendermi dal delitto di essere missionario e hanno vinto la causa. Dio agisce bene anche con i non cristiani, a Lui nulla è impossibile.

Mi è pure capitato che un anziano di quasi 80 anni e cristiano, mi ha fatto una simile denuncia. Pensate un po’ che, proprio lui, per circa cinque anni, mi ha fatto pressione perché voleva vedere prima di morire, il suo figlio disabile mentale, in una bella casa famiglia e capace di andare in un laboratorio protetto. Abbiamo sognato e lavorato sodo per anni, insieme. Ho pure impegnato molte delle vostre donazioni e fatto attività qui a Canton per poter avviare questa nuova casa per disabili vicino a casa sua. Alle fine sapete cosa mi è successo qualche settimana fa? Una bella denuncia e il divieto di realizzare questo progetto perché sarebbe un segno dell’impegno dei cristiani e questo potrebbe generare più fiducia nella religione che nel partito! Va notato che il pimpante nonnetto è pure un cattolico, anche se di quelli che “amano tanto la patria”! Alla fine di questa storia però, posso dirvi con gioia che due direttrici dell’Huiling hanno ripreso il buon nonnetto e i governanti locali, e li hanno fatti ragionare un po’ sul vero bene delle persone più svantaggiate. Così ci hanno dato il documento di registrazione come ONLUS in una sola settimana (miracolo: di solito ci voglionose si hanno buone relazionida 1 a 3 mesi). Tutto questo avviene perché anche i miei compagni di lavoro sono stati “contagiati” da un forte spirito di carità, dalla capacità di perdonare e superare quelle debolezze umane che producono male nella nostra vita. Quando la croce si fa pesante è il momento di grazia più importante in cui si può rivelare la forza dell’amore pieno.
p. Fernando – (Xu Guo Xian)


A proposito di autismo

Spett.le Redazione,
abbiamo potuto leggere la vostra monografia pubblicata sul precedente numero di Ombre e Luci, che ha sempre avuto una grande attenzione alla sindrome autistica e all’associazione specifica più grande, ‘ANGSA. Pertanto anzitutto vi ringraziamo.

Vorremmo potere dare ulteriori informazioni ai vostri lettori in merito a diversi punti. Il sito dell’Angsa è: www.angsaonlus.org. La testimonianza della famiglia italiana che porta il figlio a Ginevra non è molto indicativa: le famiglie italiane, nella quasi totalità, tengono i bambini autistici a casa. Se proprio si volesse trovare un istituto, ce n’è anche in Italia, ad esempio l’IRCSS Oasi di Maria SS di Troina, che è sempre stato all’avanguardia nella cura e nella ricerca sull’autismo. Anche altre testimonianze sono contro l’integrazione, in maniera pesante.Tuttavia in Italia prima e nel mondo poi si punta all’assistenza a domicilio e all’integrazione scolastica e sociale degli autistici. La nostra associazione ritiene l’integrazione un grande valore, che merita miglioramenti ma non abbandono. Il TEACCH viene sbrigativamente trattato da M.Lemay come se fosse “un metodo interessante all’inizio dell’intervento e nel caso di autismo profondo, ispirato al comportamentismo etc etc. spago compreso”: si tratta invece di una strategia educativa complessa che si estende dalla primissima infanzia fin alla fase adulta, proprio perché prepara il bambino autistico ad essere inserito nella società adulta. Si tratta di un grande progetto di intervento dello stato americano della Carolina del Nord, iniziato 40 anni fa, all’interno del quale vari metodi possono trovare un loro quadro. Questo viene anche rimarcato da Quattrucci e Fedele, genitori di una piccola associazione romana, che si appoggia al Filo della Torre. Lemay, che dovrebbe essere l’esperto, contrappone al TEACCH il PAKING, stimolazione di freddo, di cui non si è mai avuta notizia nella letteratura, e che non ha alcuna validazione. Schopler (ideatore del TEACCH n.d.r.) è stato da noi invitato in Italia ad ottobre-novembre 2005: vi comunicheremo la data precisa appena stabilita.
Carlo Hanau

Docente universitario, direttore del bollettino dell’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici (ANGSA)

Ringraziamo il professore Hanau per la sua attenzione e le precisazioni. Ricordiamo che Ombre e Luci non è una rivista scientifica e non ha la pretesa di essere esauriente quando tratta argomenti medico-scientifici. Cerchiamo piuttosto di dare ai nostri servizi un carattere chiaro e divulgativo sottolineando nelle varie sindromi soprattutto l’aspetto umano e relazionale che è l’ambito in cui la nostra associazione opera.
La lettera del prof. Hanau si riferisce ai testi pubblicati nell’ultimo Ombre e Luci, in particolare all’articolo del prof. Lemay, psichiatra infantile, direttore della clinica dell’autismo nell’ospedale Saint Justin di Montreal.
Per quanto attiene all’esperienza dei Signori Ruisi (nello stesso numero di OeL), che consideriamo toccante nella sua singolarità, essa risale a 40 anni fa, quando l’’integrazione a scuola era ai suoi faticosi primi passi!

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.90

Sommario

Editoriale

Nel mare di Assisi di V. Giannulo

Ricordo di Giovanni Paolo II

Non sembrava né prete né Papa di Nicolina di Pirro
Io e Karol di Immacolata
Visto da vicino di F. e S. Poleggi
Il regalo” di TAU comunità di Arcene
Giovanni Paolo II e le persone disabili

Il nostro Don Francesco

Abbiamo imparato che i nostri figli sono persone vere di Maria Varoli
Trent'anni pieni d'amore di G. Ferrari

Articoli

Elena e il mistero di F. Poleggi
Paradiso Infernale di M. Pensi
La domanda ultima di d. Antonio Torresin
Le chiavi di casa di R. M. Sanzini
Controvento di L. M. Loy

Ai nostri ragazzi piace il bello

Incontriamo Giotto di Anna Maria de Rino
Proposte di Laura Nardini

CONCORSO “RACCONTA LO SGUARDO”
Alla mia bambina di D. Marazzini

Rubriche

Dialogo Aperto

Libri

Il mondo delle cose senza nome, D. Rossi
Fratello Sole Sorella Down, I.Manzato e F.Bellan

Dialogo Aperto n.90 ultima modifica: 2005-06-17T14:44:40+00:00 da Redazione

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