AVVISO

Inchieste promosse dall’Arca internazionale hanno accertato gravi responsabilità di padre Thomas Philippe (la prima nel 2015) e di Jean Vanier (2020) nei confronti di diverse donne. Qui il comunicato più recente che condanna senza riserve queste azioni «in totale contraddizione con i valori che Vanier sosteneva» e con «i principi fondamentali delle nostre comunità».

Jean Vanier e l’arca – Una comunione d’amore

Kathryn spink - EDB - Edizioni Dehoniane Bologna pp. 214

La storia di Jean Vanier e quella dell’Arca sono così intimamente connesse che non si può parlare di una senza parlare dell’altra. Quella di Jean Vanier è iniziata molto prima di quella dell’Arca, nei vari paesi dove si è svolta l’attività di suo padre e dove egli è cresciuto e maturato. Osservando le vicende di questa storia nulla appare come un caso e lo stesso si può dire della storia delle comunità dell’Arca dalla loro fondazione alla crescita e diffusione in tutto il mondo. L’Arca ora cammina da sé in tanti e tanti paesi, senza staccarsi dall’ideale che l’ha messa in moto, ma andando avanti e diffondendosi per forza propria.
Ma le due storie sono una. Come è incominciata e come si è sviluppata? Quale è stata la convinzione e la ricerca inesauribile che l’ha guidata e sostenuta? Attraverso quali fasi, quali incontri? In quali vicende la grazia del Signore, lo Spirito Santo, l’hanno accompagnata?
Il libro cerca di rispondere a queste domande. Oggi noi conosciamo già i punti salienti e i frutti della vita di Jean Vanier e di quella dell’Arca, di ciò che è avvenuto nei decenni passati e di ciò che avviene oggi. Ma il libro ci accompagna anche attraverso tanti episodi di cui non sappiamo nulla e che sono importanti per capire meglio e di più.
L’Arca si chiama così perché accoglie e salva. È una comunione d’amore, come afferma il sottotitolo del libro. Una comunione d’amore tra Jean Vanier e le sue comunità, e tra i vari membri di queste; una comunione d’amore vissuta attraverso le persone prive di autonomia, le persone disabili.
L’autrice si è trattenuta a lungo con Jean Vanier e con le persone che gli sono vicine a Trosly-Breuil e ha passato mesi a visitare le comunità di Londra, del Canada, degli Stati Uniti e dell’Honduras. Attraverso l’esperienza della vita quotidiana insieme ad esse ha potuto conoscere quello che è «il mistero» dell’Arca. E le sue difficoltà, le sue gioie.
Spiega Jean Vanier, con quel suo tipico e limpido linguaggio che nasce dall’esperienza e dall’amore per chi soffre: «Dobbiamo imparare che cosa significa lavarsi i piedi l’un l’altro, mangiare con i poveri, perché sono convinto che questi atti saranno sempre legati al concetto di comunione. I due poli della Chiesa sono il corpo spezzato di Cristo nell’Eucarestia e il corpo spezzato dell’umanità».

– Natalia Livi, 1998

Natalia Livi, è stata una delle storiche collaboratrici di Ombre e Luci. Ha contribuito alla rivista dal 1991 al 2004.

Jean Vanier e l’arca – Una comunione d’amore ultima modifica: 1998-03-04T09:36:06+00:00 da Natalia Livi

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