In questo caleidoscopio di eventi provo a fissare solo singoli momenti personali, consapevole che non possono dare una descrizione esaustiva di tutto quello che abbiamo passato.

La giornata dal Papa: caotica, temutissima, accompagnata dalla sensazione costante di una catastrofe organizzativa imminente che poi, per fortuna, non avrà luogo. Ho un posto con gli altri Coordinatori Provinciali vicino al Papa ma, prima che l’udienza abbia inizio, rimbalzo come una pallina da ping-pong all’interno della piazza (“Dov’è il regalo del Papa!”, “Quello si è perso!”, “Quell’altro non riesce a entrare!”). Alla fine mi siedo, vestito con la giacca per l’occasione (quello accanto a me ha i pantaloncini da ciclista!!!). Vedo la folla nella piazza e il colpo d’occhio delle nostre comunità, con i loro stendardi, è fenomenale. Solo quello vale tutta la giornata.

L’inizio del pellegrinaggio ad Assisi, nel “vascone”: ci siamo tutti e parte una ola gioiosa che fa tutto il giro della piazza. Sono accanto ad Angela, Carlo e Stefano per i saluti d’inizio e mi sento un po’ spaesato.

La giornata con il percorso a tappe di meditazione e preghiera: sto ad uno dei tavoli, quello in cui si donano abiti da destinare ai poveri di Assisi. Con Enrico abbiamo preparato dei fogli con alcuni brani del Vangelo e di Jean Vanier, per favorire la riflessione. Alcuni li prendono, alcuni no, alcuni li leggono da soli, alcuni in gruppo. I membri della comunità di Perugia si fermano, prendono i fogli, poi si mettono poco distanti a commentare i brani, guidati dal loro coordinatore, Marco. Provo un profondo affetto per questa piccola comunità umbra: sono stato testimone della loro rinascita, dopo anni d’inattività, e mi sento molto legato a loro. Vederli come comunità è per me sempre motivo di gioia e di un pizzico di orgoglio.

La festa con le presentazioni delle comunità. Quando si chiama la comunità di S. Valentino/S. Gaetano, sale a rappresentare la sua comunità Nicolò. Ha 13 anni, è venuto solo lui per la sua comunità ed è orgogliosissimo di rappresentarla. Spesso noi ci rompiamo la testa con mille problemi (perché ci chiamiamo così? Perché facciamo le casette in questo modo? Siamo pochi! Non stiamo in comunità come dovremmo! Non è come un tempo!) e ci bruciamo il piacere di stare insieme. Nicolò, unico rappresentante della sua comunità, quel momento se lo gode tutto ed è felice e fiero di essere lì.

Il ringraziamento ai coordinatori nazionali e provinciali, passati e presenti: nel momento finale, quando si canta tutti insieme, Stefano mi chiama a tenere con lui lo stendardo di Kimata. Stefano ed io siamo molto diversi, con visioni differenti sul ruolo che copriamo, ma uniti da un enorme amore per Fede e Luce. In quel momento c’è solo quest’amore e le differenze scompaiono.

La commozione di Marie Hélène quando ci salutiamo: è incredibile non solo l’intuizione che questa donna ha avuto in passato, quando ha fondato Fede e Luce, ma anche la sua dedizione e la sua capacità di commuoversi dopo così tanti anni. La sua presenza continua al nostro pellegrinaggio ha colpito tanti di noi.

Ci sono mille altre cose di cui si potrebbe parlare: l’emozione di presentare Mariangela, i mimi talmente belli da riuscire quasi ad avvolgerti, la stupenda veglia ad Assisi, momento in assoluto più alto del pellegrinaggio, la presenza della Perla Preziosa, comunità in formazione a S. Maria degli Angeli, e mille altre cose.

Tutto questo non basta a descrivere un  pellegrinaggio che per me è sempre molte cose:  incontri nuovi, luoghi particolari, momenti di preghiera, momenti di festa, momenti in cui si cammina da soli, momenti in cui si cammina mano nella mano;  ne fanno parte anche i preparativi, le riunioni per raccontarci come sta andando e magari aggiustare il tiro per fare meglio il giorno dopo, le  arrabbiature…  un pellegrinaggio ti carica e ti strema nello stesso tempo, prendendoti in un turbinio di eventi!

È stata una tappa di un cammino che facciamo insieme da tanto tempo. Possa essere un augurio di un futuro ricco per le nostre tre provincie.

Pietro Vetro – Coordinatore Provincia Kimata, 2015

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.131, 2015

SOMMARIO

Editoriale

Cinque azioni di Cristina Tersigni

Dossier - Coraggio, sono io!

Tornare ad Assisi passando da Roma di don Marco Bove
La felicità è imperfetta di Isabella Gimmi
Come nasce un pellegrinaggio... di Paolo Tantaro
Con tanta voglia di fare di Flora Atlante
Viaggiare alla pari di Davide
Non ci sono parole! di Carla Gaviraghi
Il nostro scoop di Gruppo Cesano Boscone
Accompagnata e accudita di Pierina Formiconi
In un attimo decine di volti di Angela Grassi
Pronta a riviverlo! di Arianna Giuliano
La forza della fragilità di Gruppo Cesano Boscone
I miei primi quarant’anni di Laura de Rino
Una semplicità bella e ricca di Carlo Gazzano
La relazione e la famiglia di Stefano
Un solo nome di Vanna Rossani
Nonostante alcune delusioni di Caterina Mercurio  
Un turbinio di eventi di Pietro Vetro
Ho imparato a nuotare di Rita Massi

Castel Porziano in festa di C. Tersigni, F. Castoldi, G. Buongiorno
Che bella estate! di Comunità Madonna della Provvidenza 
Bicoca’s Got Talent di Giovanni Grossi
Tempi nuovi per i campi? di Valentina Calabresi
Scampoli di paradiso di don Enrico Cattaneo

Rubriche

Viola e Mimosa di Giulia Galeotti

Un turbinio di eventi ultima modifica: 2015-06-13T14:03:17+00:00 da Pietro Vetro
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