Il mio amico Carlo
Ho conosciuto Carlo nel lontano gennaio del 1982. Già allora io e mio marito Paolo con i nostri figli facevamo parte del Gruppo Fede e Luce «S. Gaetano» di Milano.

Carlo aveva allora 55 anni ed aveva da poco perso anche il papà, rimanendo solo a vivere nella stessa casa popolare in cui era nato. Qui i suoi genitori lo avevano allevato attorniandolo di tante amorevoli e intelligenti cure che gli hanno permesso, nonostante il suo handicap, di crescere come persona sveglia, curiosa della realtà e dotata di un eccezionale senso delFumorismo. Mi capita spesso di parlare con lui dei suoi genitori e di ricordarli insieme nella preghiera.

Da quel gennaio di 19 anni fa Carlo molto presto si inserì appieno nel nostro gruppo. Era impossibile non accorgersi di lui; partecipava sempre felice ai canti ed ai giochi nelle feste del gruppo. Guai a noi se nell’organizzazione di qualche iniziativa non veniva tempestivamente avvisato e coinvolto: le gite, i campeggi, le pizzate e le feste… erano tutte sue!

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Uno dei disegni fatti da Carlo

Passati i primi mesi di reciproca conoscenza, Carlo è diventato anche un assiduo ospite a casa di molti di noi. Una cenetta, un week-end, un pomeriggio insieme: tutto questo ha reso la sua amicizia con tutti noi sempre più familiare ed affettuosa.

Una delle attività più amate da Carlo è il disegno; un regalo a lui sempre gradito sono album e pennarelli!
In proposito mi viene in mente un pomeriggio del giugno scorso, quando era da noi a Laveno in giardino, seduto al tavolino con Giulia, la nostra nipotina di 3 anni. Entrambi non hanno proprio come qualità istintiva il senso della generosità e, mentre disegnavano, stavano ben attenti e sospettosi che l’altro non si impadronisse dei propri “ferri del mestiere”… Dopo un po’ però mi sono accorta che Giulia guardava con curiosità un certo pennarello di Carlo e Carlo invece aveva bisogno di una gomma che era della piccola. Io li guardavo un po’ incuriosita e un po’ preoccupata chiedendomi come sarebbe andata a finire. Con estrema naturaleza quei due si presero beffa di me e lo scambio avvenne con semplicità e nel migliore dei modi.

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Uno dei tanti disegni di Carlo

Lo stile dei disegni di Carlo è ‘naif’; fa dei bellissimi paesaggi cittadini, palazzi, vie, automobili, antenne. Disegna per ore senza stancarsi mai; questo lo aiuta molto a passare le sue ore da solo nella sua casa accompagnandosi con l’ascolto della radio o della TV.

Inoltre lui è un appassionato lettore; legge di tutto dalla Famiglia Cristiana ad Ombre e Luci, come pure interi romanzi, ultimamente i “Fratelli Karamazov”. La sua passione sono i libri sugli animali e quelli di storia e di geotrafia; è capace di passare delle ore su un atlante o su una carta stradale. Ne sanno qualcosa gli amici Pinto che quando lo invitano a cena gli fanno spesso leggere dei libri su qualche argomento che lo interessa. Di tutto è informato e parla volentieri nelle sue quotidiane telefonate.

Ora Carlo ha 73 anni, non esce più di casa tanto spesso come prima e una cara signora del suo caseggiato si è assunta l’incarico di prendersi in tutto cura di lui ed è diventata per lui una preziosa “mamma e amica”. Anche Berto, nostro consuocero, va da lui regolarmente a fargli la barba e intanto l’amicizia cresce….

“PONTO! Sono Callo, tao Beatite, come tai?”… Carlo mi telefona tutti i giorni intorno alle 18,30 e, se non mi trova, riprova la sera dopo cena, dopo aver lasciato traccia della sua delusione nella segreteria telefonica. Certo non tutto è sempre un “idillio tra noi, specie al telefono; a volte sono occupata, non ho tempo per dargli retta e rimando frettolosamente l’appuntamento all’indomani. Talvolta è lui che, nervoso, ha una “magica” capacità di metterti addosso il suo nervosismo; generalmente però basta che io mi impegni un attimo a mettere da parte l’idolo del MIO tempo, e la conversazione spazia serenamente dalle notizie del Tiggì, al tempo, alle informazioni che gli dò sui nostri figli e sulle loro famiglie, a quello che abbiamo mangiato, ai programmi della comunità e via dicendo.

Carlo è per me un amico molto caro; la cosa più bella che mi ha insegnato è la fedeltà, il che a Fede e Luce è davvero il massimo! Grazie Carlo!

Beatrice (Trixi) Pezzoli, 2001

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.

Sommario
La presenza dei piccoli di Mariangela Bertolini

Il lavoro

Cooperativa sociale di A. Mazzarotto
Una cooperativa sul mare Produzione di alta qualità a cura della redazione
Spazio aperto di V. Paoli
Il mio amico Carlo di Beatrice (Trixi) Pezzoli

Quella terza preziosa età

Quella preziosa terza età di V. P.
Zio Giorgio di Nicole Schulthes
Mantenere viva la giovinezza del cuore di Marie Baptiste
«Sto invecchiando» Preghiera antica

Altri articoli

Progetto Calamaio

Rubriche

Dialogo aperto
Libri
Non c’è persona più ricca di me, Carla Porrati
Il piano educativo riabilitativo individualizzato per il disabile mentale adulto, Vittore Mariani
La forza dei carattere, James Hillman

Il mio amico Carlo ultima modifica: 2001-06-17T17:33:17+00:00 da Betrice Pezzoli

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