Una mamma racconta la storia del suo rapporto con la figlia Fiorangela, una giovane Down: il suo sguardo si rivolge a tutto l’ambiente in cui questa storia si è svolta, al marito, ai due figli maggiori, ai parenti, agli amici. Ma il nucleo del racconto è proprio lei, Fiorangela, che con il suo entusiasmo, la sua dolcezza, il suo amore per la vita e per le persone che la circondano, è diventata il centro della famiglia, la consolazione e la gioia di chi la conosce. L’autrice è un’insegnante della scuola elementare ed è attivamente impegnata in parrocchia, alla Croce Rossa, in una casa di riposo.

I primi anni della vita di Fiorangela sono stati difficili e dolorosi; la bimba ha poi frequentato la scuola materna ed elementare. Oggi ha ventisette anni e frequenta la Polisportiva Bresciana Handicappati. La sua specialità è il nuoto. 1 genitori hanno fatto costruire per lei, vicino alla casa, una grande piscina dove accolgono anche gli amici e chiunque in paese ne provi piacere o bisogno. Fiorangela è contenta di stare con loro. L’amicizia è per lei uno stimolo a crescere, a dare tutta la sua energia e la parte pensosa e gioiosa di sé.

L’immagine del suo sorriso pervade tutto il libro. Ciò commuove in modo particolare, perché nella sua vita e nella vita della sua famiglia vi sono state sofferenze, lutti: tra questi, il più grave, la perdita deH’amatissimo fratello Paolo, morto a ventitré anni per lo scoppio di una bombola vicino alla quale stava lavorando. E’ proprio Fiorangela, in quei giorni “a invitare tutti a guardare in alto, là dove è felicità autentica”. E’ sempre lei che, accompagnando la mamma a trovare le persone anziane o i disabili o gli ammalati, nella sua spontanea semplicità sa come avvicinarsi a una persona sofferente e sussurrarle: “Sai, ieri sera ho pregato per te”. Sono pagine commoventi, che fanno riflettere. Dice la mamma: “Ci siamo accorte, Fiorangela ed io, che è la condivisione la grande forza che ci unisce indissolubilmente a tutti gli amici che soffrono. Poiché anche noi abbiamo sofferto, riusciamo a comprenderli appieno, siamo dalla loro parte, condividendo le gioie e i dolori che la vita ci offre, accettando il quotidiano com’è, senza fare tragedie”. Rivolgendosi poi idealmente ad una mamma angosciata perché ha avuto da poco un bimbo “diverso”, scrive parole toccanti che riassumono la storia del suo rapporto con Fiorangela e conclude dicendo: “Qualunque sia la situazione psicofisica del tuo piccino, ti accorgerai sempre di più che a lui, più che agli altri, il Padre ha rivelato i misteri del Regno”.

Natalia Livi, 1998

Natalia Livi, è stata una delle storiche collaboratrici di Ombre e Luci. Ha contribuito alla rivista dal 1991 al 2004.

Ombre e Luci n.62, 1998

Sommario

Editoriale

Aspettate, arrivo! di M. Bertolini

Creatività in teatro

Cirano insegna di M.T. Mazzarotto
Teatro in piazza di M.T. Mazzarotto
Teatro in un gruppo Fede e Luce di B. Dinale
Teatro privato di B. Dinale

Creatività

Maria e i delfini di N. Schulthes
Approfittiamo delle vacanze per imparare
Sull'Himalaya di N. Schulthes
Creatività al servizio dell'handicap

Altri articoli

Per i bambini: Alice

Rubriche

Dialogo aperto
Vita Fede e Luce

Libri

Giulia non è bella, Mary Rapaccioli
Fiorangela - Un inno alla vita, Gesuina Bergamaschi
Se mi vuoi bene, dimmi di no, Giuliana Ukmar

Fiorangela – Un inno alla vita ultima modifica: 1998-06-17T08:04:04+00:00 da Natalia Livi
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