Si chiama Florent. È il bambino che sta giocando insieme alla mamma che abbiamo visto su una recente copertina di «Ombre e Luci». Gioca in una ludoteca specializzata di Parigi, «L’armadio dei giocattoli». Da tempo questa ludoteca non ha più segreti per lui! Aveva soltanto pochi mesi quando incominciò a frequentarla. Di lunedì in lunedì qui si è fatto degli amici, qui ha imparato a giocare, a condividere, a ridere con gli altri.
In Francia le ludoteche sono molto numerose: qui sono disponibili giochi e giocattoli per i bambini e a volte anche per gli adulti. «L’armadio dei giocattoli» ha però qualcosa di speciale. Questa ludoteca è stata fondata a Parigi nel 1975 da una giovane donna inglese, mamma di un bambino Down. In quel tempo le ludoteche erano poco conosciute in Francia, mentre erano già numerose in Inghilterra e nell’Europa del Nord dove erano state aperte soprattutto per bambini disabili e per bambini che provenivano da ambienti svantaggiati.

La singolarità de «L’armadio dei giocattoli» è appunto questa: la ludoteca è stata fondata da genitori di bambini disabili e dalle loro famiglie. Come disse una delle pioniere di questa ludoteca «lo scopo principale non dovrà mai essere quello di mettere semplicemente a disposizione delle famiglie i giochi e i giocattoli. Qui sono fondamentali sia il contatto personale sia i legami affettivi».
Questo contatto è sempre stato facilitato dal fatto che sono i genitori che accolgono gli altri genitori. Quelli che da più tempo frequentano la ludoteca, o che hanno maggiore esperienza, aiutano i più giovani e i nuovi arrivati. Li incoraggiano a scegliere i giochi che richiedono più sforzo ai loro bambini, ma che assicurano loro il successo: attraverso questo risultato un bambino che ha pochi mezzi a sua disposizione acquista fiducia in se stesso. E i suoi genitori tornano a casa riconfortati.

L'armadio dei giocattoli: una ludoteca pensata per i bambini disabili - Ombre e Luci n. 45 - 1994

L’armadio dei giocattoli: una ludoteca pensata per i bambini disabili – Ombre e Luci n. 45 – 1994

Una ludoteca diversa dalle altre

Qui non ci sono giochi speciali, anche se sono stati scelti meticolosamente in funzione dei piccoli disabili. Ciò che è speciale è l’accoglienza, speciale l’atmosfera particolarmente distesa. Un bambino disabile spesso ha bisogno di cure e di attenzioni maggiori, ha bisogno di sentirsi a suo agio. Questo tipo di accoglienza gli permette di trovare tutto questo. Qui a volte i genitori vedono il loro bambino in modo diverso, e si stupiscono delle sue possibilità. Questa bella atmosfera favorisce la comunicazione. Le famiglie fanno conoscenza fra loro; per alcune questo è un appuntamento settimanale al quale non vorrebbero rinunciare. Per i fratelli e le sorelle è un modo di sdrammatizzare e di sapere, mentre giocano, che anche altri hanno un fratello o una sorella disabile.
Mentre i bambini continuano i loro giochi con le amiche volontarie, i genitori si impegnano in discussioni spesso molto interessanti: ci sono dibattiti, condivisioni di esperienze, scambi di indirizzi, ecc. Alcuni hanno soltanto questo luogo privilegiato per esprimersi, raccontare le proprie esperienze, uscire dall’isolamento, trovare soluzioni per tante seccature della vita quotidiana e per la lentezza della burocrazia. Qui non si fanno commenti, c’è una grande solidarietà. Qui non ci sono educatori né medici, né psicologi, né psichiatri, ma solo genitori di ragazzi disabili e amici che vengono ad aiutare.
Tutta questa amicizia si vive con calore intorno a una tazza di tè per i genitori o un succo di frutta per i bambini, e biscotti. L’ambiente é sempre allegro con tutto quel brusio di fondo dei bambini che giocano.
«L’armadio dei giocattoli» è la prima ludoteca nata in Francia per i ragazzi disabili ed è visitata spesso da specialisti. Alcuni di questi, che seguono corsi di formazione o che sono già professionisti, vengono a vedere quello che succede, altri vengono per incontrare le mamme, per fare ricerche o preparare una tesi da infermiera o da ortofonista, un altro ancora, studente in psicologia, offre il suo aiuto per gli accompagnamenti.

Un papà giapponese è venuto ad infornarsi come creare anche lui una ludoteca nel suo paese, come è già avvenuto per altre regioni della Francia.
Squadre televisive e giornalisti sono venuti spesso a visitare la ludoteca: perché bisogna farla conoscere, farne approfittare altre famiglie e moltiplicare questi luoghi privilegiati.

L’indirizzo della ludoteca: «L’armoire à jouets» (APEI de Paris XVe) – 89 , rue Mademoiselle – 75015 PARIS

Marie Claude Chivot, 1994

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.45, 1994

Sommario

Editoriale

Perché ci hai abbandonato? di M. Bertolini

Dio così lontano e così vicino

Mi sentii tradita di una mamma
Ma Lui dov’era? di G. Cosmai
A scuola con Chicco in braccio della mamma di Chicco
La fede è un incontro di J. Lebreton

Altri articoli

L’armadio dei giocattoli di M.C. Chivot
Inaugurazione di Casa Loïc di A. Mazzarotto
La tenerezza di Dio Anonimo brasiliano
Convegno sulla catechesi nell’area dell’handicap

Rubriche

Dialogo aperto
Vita Fede e Luce
Proviamoci un'altra volta

Libri

Due libri sulla psicologia, P. Vitz e P.Raab
Competere col dolore, F. Guglielmotti
Il mio cielo è diverso, F. Emer
Val la pena di vivere, U. Peressini

L’armadio dei giocattoli ultima modifica: 1994-03-16T16:45:01+00:00 da Redazione

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