Dialogo aperto n. 39

Un progetto di comunità

Ciao a tutti voi, amici di Ombre e Luci. Ho notato che la rivista è sempre più ricca e stimolante e questo mi fa molto piacere; perché non aumentate i numeri, cioè la rendete bimestrale o mensile? Credo, infatti, che arrivi in tante famiglie come una presenza desiderata.
Fino allo scorso anno ho creduto di poter formare una comunità di accoglienza per gravissimi, illudendomi su tante cose e su persone. Non mi è stato facile trovare qualcuno che condividesse la mia idea, finché l’anno scorso ho conosciuto una coppia che sembrava abbracciasse tale progetto.
In seguito ad un mio studio, fatto per una tesi di diploma di educatore, nella quale ho fatto un’analisi socio-territoriale, ho steso un progetto dettagliato di comunità educativa in dialogo, ripreso poi e ridimensionato con la coppia disposta a collaborare. Ma tutto è finito, tutto è caduto nel vuoto. Sono pochi coloro che sono disposti a dare il cento per cento. E così sono rimasta sola, con un progetto utopico nel cassetto. E credo che non potrò mai realizzarlo.
Lo so che voi avete molta più esperienza di me nel campo di comunità, so che avete con voi J. Vanier e quindi non avete bisogno dei miei suggerimenti, ma ho pensato che il mio progetto può uscire dal cassetto ed esere utile a qualcuno. Voi siete in contatto con molte persone; forse qualcuno
vorrà fondare una comunità; vi spedisco una copia della bozza, vedete voi l’utilità. Nelle pagine non si parla dello spirituale che pur ne è l’anima e il sostegno per creare vero dialogo e dare amore.
Grazie della vostra presenza.
Luciana Spigolon

Grazie di cuore

Sono abbonata da parecchio tempo alla vostra bella rivista e mi piace moltissimo perché aiutate e date tanto conforto a molte famiglie sole con i loro più cari figli; loro ti donano tanta gioia che un bimbo normale non sa dare.
Io, sono otto anni che ho perso la mia cara Marinella, mi manca tantissimo!
Colmo questo grande vuoto che mi ha lasciato nel cuore andando a lavorare come volontaria nel centro socio-educativo del mio paese; questo mi aiuta e mi dà tanta serenità; mi basta un sorriso e una carezza di questi miei amici per andare avanti.
Cristina Bormolini

Mi dà buoni consigli

Mimma è la mia psicoioga che mi dà dei buoni consigli, e mi aiuta tanto, perché la prima volta non ci volevo stare al casale, perché non mi piaceva il posto com’era fatto, e adesso ci sto molto volentieri al casale, e con i miei amici, perché mi vogliono tanto bene, e sono gentili, con me. Ho imparato tante cose, da quando sto con loro. E ho imparato a prendere anche l’autobus da sola. E questo mi fa molto piacere, per andare al laboratorio. Finito il laboratorio Franca, mi accompagna al capolinea per riprendere l’autobus del ritorno, A Ponte Galeria, vengono a riprendermi. Mimma per me è molto utile perché ti dà dei rapporti molti sicuri con mia madre, e mia sorella. Mimma mi ha detto di essere una ragazza autonoma e sufficiente, che prima non riuscivo a farle tutte queste cose che ho imparato. E mi ha detto anche che io devo fare la mia vita per conto mio. E con i miei amici. E devo stare con i giovani perché a casa mi annoio, perché mamma lavora alla Clinica Città di Roma. E ha trovato delle assistenze di notte a una signora che sta molto male ed è morta. Mimma è molto simpatica, e mi vuole tanto bene, ti fa capire le cose come le spiega e mi dà dei buoni consigli per il mio bene.
Mirella Stefani

Non è più il mio articolo

Non mi ritengo autore dell’articolo pubblicato nel numero di Gennaio-Marzo 1992 della rivista «Ombre e Luci». Essendo stato tagliato, l’articolo non esprime più le mie idee e i miei pensieri.
Cordialmente
Giovanni Nucci

Dialogo aperto n. 39 ultima modifica: 1992-09-07T15:39:58+00:00 da Redazione
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