Per chi è nato a Pescasseroli è un pezzo di storia del paese ed un appuntamento religioso annuale. Per gli escursionisti e gli amanti della mountain-bike, la salita al Monte Tranquillo è una bella e non troppo impegnativa passeggiata nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo: oltre 400 metri di dislivello su strada sterrata, dai 1.167 metri di Pescasseroli ai circa 1.600 del Santuario dedicato alla Madonna. Le guide indicano tempi di percorrenza da due e mezza a tre ore.

Per chi ha partecipato al pellegrinaggio di Fede e Luce del 1982, la salita al Monte Tranquillo è un ricordo prezioso.

Effettivamente è stata un’esperienza fuori del comune. A distanza di poco più di un anno dal pellegrinaggio internazionale di Lourdes 1981, diverse comunità di Roma si rimettono nuovamente in cammino.

Ricordo bene il periodo della preparazione. Le lunghe serate sul grande tavolo della camera da pranzo a costruire le maschere per la veglia in paese del sabato sera. Le mani dei miei genitori sporche di vinavil, pittura e carta crespa, creavano — fra una risata ed una critica — ali piumate multicolori per la predica di S.Francesco agli uccelli e la feroce testa del lupo di Gubbio con tanto di lingua rossa penzolante fra i canini.

Ricordo la professionalità di Nicolina e Claudio Di Pirro per trovare a Pescasseroli le migliori soluzioni per alloggio, vitto e trasporti. Ricordo le perplessità del Parroco di Pescasseroli, che sconsigliava l’avventura perché programmata per un periodo piovoso e saremmo stati troppi per ripararci nel santuario.

Effettivamente appariva come un’impresa con scarse possibilità di successo. Basta pensare a quante cose hanno dovuto pensare gli organizzatori. Per la festa ed il soggiorno in paese le cose erano abbastanza gestibili. Ma portare duecento persone in montagna non è così semplice, soprattutto se appartengono al variopinto e delicato mondo di Fede e Luce. Eppure, dall’acqua ai panini, alle pappe speciali; dalle jeep che facevano la spola per recuperare chi non ce la faceva più a camminare, alla tenda con il bagno chimico per chi non poteva nascondersi fra i cespugli del bosco, tutto era lì al posto giusto. O quasi. Come il calice che, ci siamo accorti al momento di iniziare la messa, era rimasto al paese e che un fuoristrada si è precipitato a recuperare con una spericolata discesa a Pescasseroli.

Nel frattempo, l’anziano parroco, con tanto di tricorno, seduto su una roccia scuoteva la testa, constatando che la Madonna di Monte Tranquillo ci stava regalando una splendida giornata, smentendo le sue funeste previsioni meteorologiche.

Anche sotto questo profilo è stato un episodio straordinario. Forse è stato il modo scelto dalla Madonna di Monte Tranquillo per ringraziare le Comunità di Fede e Luce per il loro sforzo. Per molti è stato davvero difficile percorrere a piedi o con le carrozzelle, spesso alzate a più braccia, anche solo il tratto di strada fino alla prima più breve tappa. Ma c’era l’entusiasmo degli amici, la disponibilità fiduciosa dei ragazzi, la solidarietà della gente di Pescasseroli che si è unita numerosa e generosa alle comunità di Roma.

Contemplare Dio nella natura, contemplare Dio nei fratelli, contemplare Dio. Questi i temi di meditazione proposti nelle tre tappe di ristoro, riposo, preghiera. Ma dietro tutto, nel ricordo, vedo soprattutto la forza e l’amore dei genitori. Oltre ai miei, penso a Brunella e Massimo D’Amico, ad Olga e Francesco Gammarelli, a Nicolina e Claudio Di Pirro che, con l’aiuto di altri, hanno ideato, progettato ed organizzato il pellegrinaggio. Otto genitori con storie completamente diverse, quattro famiglie che si trovano sulla stessa strada, aperta dalla nascita di figli tutti gravemente handicappati. Alcuni erano più avanti nelle tappe di quella difficile, lunga, stancante strada sempre in salita. Ma si sono voluti dare una mano, come si fa in montagna, convinti che, nonostante tutto, ci sarebbe stato il sole.

Io mi sento privilegiato. Sono salito con loro. Nicolina e Claudio mi hanno affidato Daniele per l’ultima tappa. L’abbiamo portato in braccio a turno, con Anne Da ed un’amica di Pescasseroli.

È stato bello camminare in silenzio, nell’antica faggeta, lontani dal gruppo, ormai quasi soli. Ed è camminando insieme, cuore a cuore, su questo tratto di strada in montagna, che ho chiesto a Daniele se potevo diventare suo amico.

N.B., 2009

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.106

Sommario

Editoriale

Il coraggio di osare di Mariangela Bertolini

Dossier: Il coraggio di osare

Piccoli passi in sicurezza di Comunità Tau di Arcene
Clown “Cicciola” di C. Tersigni
Dimitri, il teatro fra sogno e progettualità di T. Guerrisi
Vivere i miei limiti nella verità di A. e M. C.Taurine
Nomen omen di Redazione
Eppure splende il sole di N.B.
Sotto i riflettori, sempre senza protesi Intervista a Cerrie Burnell di L. e M. S. Bertolini

Altri articoli

Sotto l’ombrellone, per grandi e piccini di T. Mazzarotto, A. Floris
Coralmente. Le voci dell’anima di L.Nardini
Ritardo mentale nelle malattie genetiche: la ricerca di una possibile cura
Rosa di Pennablù

Rubriche

Dialogo Aperto

Libri

Il resto (parziale) della storia, C.De Angelis e S. Martello
Amore caro, C. Sereni
Quel puntino un po’ sfrangiato, G. Martino

Eppure splende il sole ultima modifica: 2009-06-10T10:05:15+00:00 da Nanni Bertolini

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