Dialogo aperto n.33

Grazie ancora

Ieri, tornando a casa, non credevo ai miei occhi: sul mio tavolo l’ultimo numero di Ombre e Luci; che bello! Che emozione sfogliarlo. Subito ho sentito dentro di me il desiderio di esprimere a tutti voi la gratitudine per quello che fate da tanti anni, veramente con passione, con amore e tante volte, con sacrificio (anche economico!). Coraggio, ne vale la pena.
Sono convinta che questo numero di Ombre e Luci, oltre ad essere un ottimo regalo per il santo Natale, può essere motivo di scambio in comunità, di approfondimento; può servire a scoprire e meglio ancora, a riscoprire che cosa è Fede e Luce, la sua vocazione, il suo valore ecumenico.
Bellissime le testimonianze, un incoraggiamento per chiunque si trovi in difficoltà, un tendere la mano per far capire a ognuno che l’Amore
vince tutti i mali del nostro tempo.
Insomma, senza togliere niente agli altri numeri, questo lo custodirò molto gelosamente e sono certa che nei momenti in cui avrò bisogno di un
pò di ossigeno, leggendo qualche pagina del vostro giornalino, sentirò rieccheggiare dentro di me: «Non temere, non sei più sola». Grazie
ancora, un grosso Hurrà per voi tutti.
Con affetto
Marina Serino

Bisogno di dire grazie

Quest’estate Agnese è stata in casa di cura per un mese; quindici giorni è dovuta stare a letto e ha avuto piaghe di decubito. Ringraziamo il Signore: dopo un mese è stata meglio ed è uscita.
Adesso è sotto terapia.
Dopo l’uscita di Agnese io non sono stata più bene. Mie è venuto l’esaurimento: da settembre a gennaio non mangiavo, non dormivo, ero dimagrita moltissimo e mi ero anche allontanata dalla Chiesa. Ringrazio la mia cognata Vanda che mi è stata vicina con amore e ha telefonato a Mariangela che si è interessata subito per mandarmi a Villa Giuseppina dove sono stata un mese. Uscita in forma perfetta, un grazie di cuore per Cecilia e Stefano, i miei figli che hanno avuto con Agnese tanta pazienza e tanto amore. Cecilia è stata a casa mia un mese con il suo bambino e così stavo tranquilla. E’ arrivato il giorno dell’uscita e posso dire di essere guarita, veramente rinata. Ringraziando con tanto amore il Signore, Cecilia, Vanda e Mariangela. Sono sicura che Ettore dal cielo ha pregato per tutte le persone che mi sono state vicine.
Angela

Con affetto

(dal retro di un conto corrente postale per la causale del versamento)
Buon Natale e felice anno nuovo auguro con tutto il cuore agli operatori instancabili di Fede e Luce e ai carissimi loro assistiti con tanta umanità.
Un bacio con affetto
Annina Paradiso

Un grido del cuore

Sono la maggiore. Mia sorella più piccola è handicappata. Avevo sette anni quando ho percepito la sofferenza dei miei genitori, probabilmente troppo poco manifestata a parole. Entravamo allora nel mondo della consapevolezza. Trovo che la vostra rivista è un pò troppo ottimista. La sofferenza dei fratelli e sorelle esiste. E’ profonda. A volte penso che anche a me l’amore è mancato. Ho l’impressione che i miei genitori, troppo preoccupati dalle cure per mia sorella, non sono stati sempre disponibili. Ho voglia di dire a tutti i genitori: «Amate il vostro figlio handicappato, ma non di più degli altri vostri figli. Questi sentono la vostra angoscia e le vostre sofferenze. Anche loro hanno bisogno di essere amati. Non sono là per compensare le mancanze che deplorate in chi vi sembra più fragile. Fragili sono anche gli altri, anche se si vede di meno». Scusatemi di dire queste cose, ma è veramente un grido del cuore.
D. V.

Quelli che ti vogliono bene

Il 25 settembre, per la prima volta, ho perso una persona cara e per questo sto soffrendo molto. Pur avendo 18 anni, non ho mai visto la morte come un elemento naturale che fa parte del ciclo della vita. Da quando sono nata ho sempre visto persone nascere, ho visto sempre i miei parenti felici, non avevo motivo di preoccuparmi che prima o poi qualcuno avrebbe dovuto lasciarci.
Purtroppo il momento è arrivato e per me è stato un colpo molto basso che non ho accettato.
Per un breve periodo ho preferito trascorrere questo momento da sola, in quanto volevo capire cosa era successo e soprattutto il perché di tutto ciò. Il 20 ottobre è stato il mio 18° compleanno, uno dei giorni più importanti della vita. Avevo cominciato la giornata con un pensiero fisso: «Oggi è il giorno in cui io divento maggiorenne ma è anche il primo compleanno in cui manca una persona che amo». Poi alla sera, grazie agli amici di FL che avevo invitato, sono riuscita ad evadere per poche ore dal pensiero che mi assaliva dal mattino. Da questo ho capito che le persone che ti vogliono bene, con le loro parole dette con il cuore, non solo ti danno forza, ma ti fanno capire e, a volte, accettare, le difficoltà, piano piano. Ora deve solo passare il tempo, quel tempo che rimargina le ferite.
Alessandra (S. Anna Roma).

Il cardinal Martini ci scrive
Vostro aff.mo nel Signore Carlo Maria Card. Martini Carissimi genitori di Fede e Luce, neU’avvicinarsi del santo Natale vi invio un breve pensiero che vi dica la mia gratitudine e il mio affetto.
Ricordo ancora con gioia rincontro con molti di voi ad Assisi, nel 1986; ma già da prima vi conoscevo attraverso il cammino delle comunità. Nel campo dell’accoglienza la situazione generale è certamente migliorata e tuttavia presenta a tutt’oggi serie difficoltà. A questo si aggiunge la situazione personale di ogni famiglia, assillata da tanti pesi, da incalzanti problemi di vita quotidiana, da angosciosi interrogativi esistenziali e da gravi preoccupazioni per il futuro.
E penso che il mistero del Natale, che pure richiama alla dignità di ogni persona, se da una parte esalta la gioia e la bellezza della famiglia «normale», dall’altra può acuire il dolore delle famiglie «diverse».
Ecco perché ho sentito il bisogno di scrivervi, nel desiderio di entrare nelle famiglie di Fede e Luce, perché, nonostante la fatica del quotidiano, riuscite a farvi portatori di significativi gesti di amore e di speranza che, superando le mura di una casa, diventano motivo di conversione per la società intera. Di tale testimonianza vi rendo atto esprimendovi la mia più viva riconoscenza e, incoraggiandovi nel cammino, vi invito ad avere sempre più cura di quel «tesoro» in vasi di creta che è Fede e Luce.
Con affetto vi auguro buon Natale!

Vostro affezionatissimo nel Signore
Carlo Maria Martini
L’arcivescovo di Milano, a Fede e Luce

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.33, 1991

Sommario
Con la vostra collaborazione - Inchiesta di Mariangela Bertolini
Famiglie diverse? di Giacomo e Maria Labrousse
Educare è desiderare di Marie H. Mathieu
La Stelletta di Nicole Schulthes
Quel che mancava ai nostri figli di Laura Delay

Rubriche

Dialogo aperto

Libri

L'omino di vetro di M.C. Barbiero
Vita! riflessioni sulla cultura dell'hadicap di C. Imprudente
Il mio piede sinistro di C. Brown

Dialogo aperto n.33 ultima modifica: 1991-03-15T11:35:37+00:00 da Redazione
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