Un incidente d’auto cambia drammaticamente la vita di un giovane sacerdote che si ritrova d’un colpo «paraplegico», cioè senza l’uso delle gambe. Col racconto di questa esperienza si apre al lettore tutto il mondo di problemi delle persone con handicap fisico e ne vengono svelati i mille retroscena, spesso ignorati: il lento processo psicologico che porta (non sempre) all’accettazione della propria condizione, tutte le difficoltà pratiche da superare, i difficili rapporti col personale medico e paramedico e quelli ancora più difficili col mondo dei «validi»: visitatori, amici, familiari.
Lo stile è quello di un uomo che non usa mezze parole, rifiuta di essere considerato «oggetto di compassione» e non ha paura di far luce né sui sentimenti propri né sugli errori degli altri, smascherando senza clemenza da una parte disperazione, rivolta, insolenza, dall’altra pregiudizi, ignoranza, impaccio, indiscrezione… Partendo dall’esperienza personale raggiunge il più vasto mondo dell’handicap facendosi portavoce e amplificatore di chi vive nelle sue stesse condizioni. Lancia, così, un messaggio «a nome di tutti i suoi». E il suo messaggio, oltre che di denuncia, è anche di speranza, duramente maturata, che lo porta in fine ad ammettere di aver conquistato, nonostante tutto e tutti (ma con l’aiuto di alcuni), la sua «felicità».
Il volume, in fondo un romanzo, è destinato sia ai «compagni di ventura», che potranno rivivere la loro storia e contribuire con le loro idee, sia, e forse anche di più, a chi, come medico, paramedico, volontario o semplicemente amico, incontra persone con handicap fisico e vuole imparare a comprenderne i problemi e ad evitare gli errori di comportamento che spesso maldestramente si commettono volendo entrare in relazione con loro. In questo senso può essere un aiuto concreto e quindi ne consigliamo la lettura. Abbiamo bisogno, infatti, di un linguaggio chiaro e diretto, come quello che l’autore ha usato anche a costo di irritarci.

A.C. , 1987

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.20, 1987

Sommario

Editoriale

Basta poco per non farci sentire soli di Mariangela Bertolini

Dossier: Il ruolo del padre

Sono il papà di Francesca... di Antonio
Il padre assente di E. C.
Con suo padre di Redazione
Umili gesti che sono tutta una vita di Anna Cece
Quanti sanno...? di Paolo Bertolini
Atteso a braccia aperte: domande al medico M.O. Réthoré

Altri articoli

Il Chicco — (casa-famiglia dell'Arche) di Anna Cece
Che cosa è l'Arche

Rubriche

Dialogo aperto
Vita di Fede e Luce

Libri

Handicap e comunità cristiana di Renato Rondini
A nome di tutti i miei di Jean-Pierre Goetghebeur

A nome di tutti i miei ultima modifica: 1987-12-20T10:11:59+00:00 da Redazione
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