Riportiamo alcuni passi della Omelia dell’Arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini durante la messa del 25 aprile 1986. Le ultime parole di Nostro Signore prima di salire al cielo, secondo il Vangelo di Marco, sono state «…Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato! E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti, e se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno» (Mc 16, 15-70)

[…] E voi, carissimi amici, siete venuti qui ad Assisi come pellegrini proprio in nome della fede, una fede che cerca luce. È questo che ci ha condotto qui: credere, voler credere, cioè affidarsi a Dio, anche per le cose più difficili, per quelle che non possiamo capire, per quelle che ci fanno tanta difficoltà.

[…] Voi siete venuti qui veramente nel segno della fede per chiedere più luce per la vostra vita, per le vostre sofferenze, per quelle di coloro che vi sono cari.

E che cosa dice Gesù di coloro che credono, tra cui vogliamo essere anche noi?

Dice che quelli che credono, avranno dei segni, come dei miracoli.

E questi segni sono cinque. Ci sono due segni, diciamo così, «promozionali»: scacciare i demoni e guarire i malati, cioè vincere la malattia, la sofferenza, vincere tutti gli stati di disagio, psicologico e fisico delle persone.

Poi c’è un terzo segno che invece è la pienezza dello Spirito Santo: parleranno lingue nuove, avranno una tale gioia dentro di sé, che saranno come in estasi.

Adagio adagio, con coraggio, giorno dopo giorno, aiutati da tanti altri… il Signore ci concede di trasformare i momenti di tenebra del nostro cuore in momenti di serenità, di pace, anzi di capacità di dare pace a molti altri

Infine due segni che riguardano la difesa dai pericoli o da minacce: prenderanno in mano i serpenti e non ne avranno danno, e se berranno qualche veleno non farà loro del male. Come vedete sono cinque segni che descrivono un nuovo modo di essere dell’uomo, capace di fare delle cose grandi.

E noi? Sempre ritorna questa domanda: e noi?

Ecco, tutti questi segni si manifestano anche in noi: il Signore ci dà di goderli e di viverli a mano a mano che la nostra fede si accresce. Certo non vediamo sempre dei miracoli come vorremmo vederne, ma questi segni non indicano soltanto i miracoli. Indicano attraverso i miracoli la trasformazione di una vita che da triste diventa sopportabile, da sopportabile diventa anche lieta. Segnano la trasformazione di una vita che dalla tristezza, dalla mancanza di fiducia, prende fiducia in se stessa e dona fiducia agli altri. Designano, segnalano una vita che dalla solitudine, dalla paura diviene capace di fare comunione, capace di portare molti altri a rallegrarsi con Lui. Sono i segni del cammino dei veri credenti. E sono i segni del cammino di Fede e Luce.

Fede e Luce è un cammino mediante il quale si cresce nella fede. In questo cammino i segni della fede sono la capacità adagio adagio, con coraggio, giorno dopo giorno, aiutati da tanti altri, di trasformare situazioni difficili, quasi insopportabili, in situazioni che sopportiamo con l’aiuto degli altri. Il Signore ci concede così di trasformare i momenti di tenebra del nostro cuore in momenti di serenità, di pace, anzi di capacità di dare pace a molti altri. Ecco il cammino della fede che voi state facendo sotto la protezione di S. Francesco. È il cammino che Gesù ci promette con questo vangelo di S. Marco.

Il Card. Martini alle comunità Fede e Luce ultima modifica: 1986-06-30T12:26:04+00:00 da Carlo Maria Martini
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