Le strade del centro di Roma sono state inondate da condivisione e amore, lo scorso 30 settembre. Invitati dalla comunità di Taizé, giovani provenienti da tutta Europa e da tutte le realtà ecclesiali hanno condiviso un momento di fede. Tra le realtà che hanno risposto all’invito per Together. Raduno del popolo di Dio, c’era anche Fede e Luce.

Nella prima parte dell’evento, in laboratori e tavole rotonde disseminate per la città, sono stati affrontati percorsi tematici insieme ad altre confessioni religiose. Quello di Fede e Luce, intitolato La ricchezza della fragilità, si è svolto nella basilica dei Santi Apostoli, mosso da una domanda: Possiamo vedere la diversità e la fragilità come ricchezze nelle nostre vite? Spesso pensiamo che fragilità e diversità vadano nascoste, mentre Fede e Luce suggerisce di mostrarle perché ci rendono unici. È prezioso imparare insieme a valorizzare e a riconoscere la bellezza di ciascuno. Una delle riflessioni è partita dalla frase del vangelo «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi fratelli più piccoli, l’avete fatta a me» (Matteo 25, 31): ascoltiamo la voce dei più fragili, che è anche la nostra voce, perché ogni singola persona è una storia sacra.

Una lunga camminata ha condotto quindi i pellegrini provenienti dai diversi laboratori prima a San Giovanni in Laterano, per il pranzo e la festa, e poi a San Pietro per il momento più intenso della giornata: la Veglia. Alcuni componenti di Fede e Luce hanno realizzato un mimo sulla parabola del Buon Samaritano, emblema del ringraziamento per il dono dell’altro. Nel suo intervento, Papa Francesco ha ricordato come il popolo di Dio debba camminare insieme: bisogna imparare a fare silenzio insieme per adorare il mistero del Dio fatto uomo perché più siamo uniti tra noi, più saremo vicini a Cristo.

L’alternarsi dei vari momenti di preghiera, dei bellissimi canti proposti da cori e solisti, dei molteplici segni che davano forme diverse alla comune preghiera, è stato guidato da due giovani, Dorota Abdelmoula e Leonardo Mazzarotto. «Quando mi è stato chiesto di partecipare a Together come presentatore della Veglia – ci ha raccontato Leonardo, amico di Fede e Luce – ho avuto subito la sensazione che sarebbe stato qualcosa di bello e di grande. Forse, però, non immaginavo quanto. Non nascondo di aver avuto anche un po’ di paura, di non riuscire a corrispondere a quello che ci si aspettava da me, di fare degli errori. Ma poi è bastato cominciare e tutto ha assunto significato. Non era più paura quella che provavo, ma un forte senso di gratitudine». Il momento del mimo, ha proseguito Leonardo, «ha avuto per me un peso diverso; anche se ho cercato di nascondere il mio coinvolgimento, durante quei minuti il mio cuore ha cambiato ritmo. Il motivo è Fede e Luce, che mi ha sempre permesso di vivere la mia fede e di riconoscere l’amore; in piazza San Pietro lo ha fatto ancora una volta. Quel giorno mi ha regalato un’emozione che rimarrà con me»

Leggi anche il racconto di Giovanni Grossi sul mimo a San Pietro

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.165

 

 

Together a San Pietro ultima modifica: 2024-02-19T12:02:55+00:00 da Melanie Castellani

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