Tanta attesa, tanti incontri per preparare tutto e poi… quattro giorni vissuti davvero all’insegna della gioia: vera, palpabile, fatta di risate e sorrisi e mescolata talvolta alle lacrime. Il pellegrinaggio a Loreto è stato un momento molto ricco, forte. Restano nel cuore incontri, volti, piccole confidenze affidate in amicizia.È difficile dire a parole quanto abbiamo vissuto. Le foto e le frasi scritte da amici e genitori possono aiutare a cogliere qualche aspetto, ma solo il cuore può intuire cosa ha rappresentato questa esperienza vissuta quarant’anni dopo lo stupore di Lourdes 1971. Qualcosa di indimenticabile, qualcosa che porteremo sempre con noi.
Angela

Scoprire le debolezze

Si parte sempre con qualche dubbio o perplessità.. si portano dietro le proprie povertà.. ma alla fine si torna comunque più ricchi di prima e certi che ognuno di noi pur nella sua piccolezza è importante per gli altri.. è unico, irripetibile e soprattutto amato da Dio per come è. … Penso soprattutto al gesto della lavanda dei piedi: a volte è più difficile “lasciarsi lavare i piedi che non lavarli agli altri”, perché questo richiede necessariamente un affidamento all’altro e ci costringe a mettere allo scoperto le nostre debolezze.
Grazie.. perché ho incontrato volti conosciuti e volti nuovi.. ho condiviso quel poco che potevo con gli altri.. ho compreso che ognuno di noi ha un grande tesoro in se stesso.. ho assaporato la bellezza dell’essere tutti figli di uno stesso Padre..
Grazie perché è bello e importante godere del dono di queste amicizie.
Grazie perché la Gioia di questi momenti la sento viva in me ogni giorno e spero proprio di poterla trasmettere agli altri!!!
Cristina

Affidarsi

Momenti forti sono stati la lavanda dei piedi e il momento della riconciliazione: mi sono lasciato guidare, liberare da quanto in me non mi permetteva di incontrare in modo autentico i fratelli… Dopo quel momento guardavo tutto in modo diverso e più aperto, certo che il coraggio e la capacità di fidarmi e affidarmi stavano lavorando in me. Grazie di cuore a tutti.
Tony

Siamo dono gli uni per gli altri. Rendiamo grazie a Dio per la fratellanza che ci permette di vivere.
Carla

Ci siamo sentiti proprio discendenza di quelli che hanno fatto il primo pellegrinaggio nel 1971 a Lourdes, è da loro che abbiamo imparato a metterci in cammino…Ora ognuno di noi è alla ricerca dei segni del pellegrinaggio a Loreto sulla propria quotidianità.
Cesarina

Non sono sola

Quando è nato Matteo, mi sono chiesta cosa vuole questo figlio da me, cosa mi chiede Gesù.
Non ho avuto risposta.
Mi sono messa in cammino con ansie, angosce e paure.
Ho chiesto a Gesù una cosa: fammi capire, entra veramente nel mio cuore, fammi capire che non sono sola.
Nel cammino ho incontrato persone che si sono occupate di mio figlio e anche di me e, piano piano, la ferita lacerante si rimarginava.
Poi Paolina, un’amica della comunità, mi ha chiesto di venire a Loreto. Ho sentito dentro di me una strana emozione, paura e speranza. Speranza di un incontro importante, di un incontro vero.
Ho incontrato i testimoni, che con le loro paure, speranze e gioia mi hanno accolto con tutti i miei limiti, le mie incertezze.
A Loreto ho capito che per accogliere veramente Matteo devo aprire realmente il mio cuore alla gioia.
Matteo nella sua semplicità aveva già da tempo la risposta. Infatti, quando ho chiesto a mio figlio perché gli piaceva così tanto Simone, marito di Paolina, mi ha risposto semplicemente: “Simone è gioia”.
Grazie a voi per averci accolto.
Dorella, Mauro e Matteo

Anche io con il mio passo

A qualche mese dal pellegrinaggio a Loreto rimane forse l’essenziale di quei giorni: l’accoglienza della città, l’incontro semplice con la gente, i momenti in piazza come il concerto o la via crucis…..
Ma per me, come assistente di Fede e Luce da tanto tempo, quello che porto a casa è ancora una volta la possibilità di condividere il cammino di tanti: genitori, ragazzi e amici che in diversi momenti e in diversi modi, nella confessione o in una semplice chiacchierata, mi hanno confidato una gioia, un problema, un sogno. E tutto questo a Loreto è stato non solo condiviso, ma affidato… mi sono sentito solo un tramite, l’occasione per mettere nelle mani di un Altro tutto questo.
E anch’io ho potuto affidare le mie preoccupazioni e i pesi del mio cammino. Sentirsi fratelli insieme, in cammino ciascuno secondo il proprio passo, è sempre un dono prezioso. Ma questo è il segreto di Fede e Luce, anche per un assistente spirituale: anch’io mi sono sentito fratello in mezzo a tanti fratelli, anch’io con il mio passo. Anche in me questo incontro ha lasciato il segno.
Don Marco

Cose straordinarie

L’ultima settimana di maggio sono stato informato dai miei superiori che dovevo fare un pellegrinaggio con “Fede e Luce. Non conoscendo nessuno di questa comunità e sapendo poco del loro lavoro, ho passato una settimana di vero nervosismo. Pensando a come rendermi il più utile possibile.
Pietro, vicerettore del seminario, mi ha spiegato che la cosa era molto semplice che io non dovevo fare cose straordinarie. E anche il direttore spirituale del seminario mi aveva detto di stare sereno e tranquillo, dato che Fede e Luce svolgeva una missione molto importante, ma con molta semplicità.
Davvero adesso posso assicurare, senza timore di sbagliare, che le cose più semplici e che vengono fatte col cuore, sono quelle che ci aiutano a dare un senso alla nostra vita: c’è la forza di Dio, che attraverso le persone semplici si manifesta e tocca il nostro cuore, trasformando momenti di sofferenza in momenti di gioia.
Tutto si svolge come ha detto Gesù: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Questo fa Fede e Luce, trasmettendo gratuitamente tutto quello che gratuitamente le è stato donato.
Io sono partito pieno di ansia e nervosismo non sapendo che andavo incontro a persone che godono di quel che fanno nella semplicità del cuore poiché piene di gioia e non una gioia qualsiasi.
Riconosco la barca, simbolo di Fede e Luce, nel vangelo di Marco 6 ,50-51: “Lo avevano visto tutti mentre camminava sull’acqua e si erano spaventati, ma egli disse loro: coraggio! Sono io non abbiate paura. Quindi salì con essi sulla barca e il vento cessò, mentre essi erano presi di stupore”.
Lo stupore indica meraviglia, sorpresa e un’invasione di gioia infinita. Dopo essersi presentato e avere incoraggiato quanti provavano paura, salì con loro sulla barca ed ecco un nuovo compagno di viaggio, che non è uno qualsiasi, ma incoraggia, che dà animo e sa tranquillizzare nel momento dell’angoscia.
Fede e Luce, con lo stile di tutti coloro che stanno su questa piccola barca, sa animare, incoraggiare e tranquillizzare nel momento giusto, non solo con le parole o con i gesti, e in grande semplicità.
Luis Said Bececerra

Cambiare lo sguardo

 

Ho partecipato per la prima volta ad un pellegrinaggio di Fede e Luce. Ero un po’ delusa, perché pensavo di andare a Lourdes. Ma, man mano che trascorrevano i giorni lì a Paola, il mio sguardo è cambiato e il mio cuore si è alleggerito. I primi momenti ho colto di più gli aspetti negativi, percependo un certo disagio il primo giorno in quella piazza di Paola. La popolazione mi è sembrata indifferente, a volte ostile. Mi sono sentita osservata come facente parte di una umanità di serie C.
Guardavo i volti pieni di entusiasmo e di gioia di Carlo e degli altri responsabili sul palco e non riuscivo a condividere quel loro stato d’animo fatto di felicità e partecipazione. Non riuscivo a cogliere attraverso i loro gesti e attraverso il complesso cerimoniale quella spiritualità a cui agognavo. Durate la via Lucis è invece avvenuto il mio cambiamento di sguardo, ho ritrovato un senso al tutto e ho cominciato a scorgere negli altri, l’impegno, la fatica, il dono gratuito di sé, specie di quegli amici che non hanno il “problema” in casa e che con grande sacrificio e amore spendono il loro tempo con noi.
Al ritorno sul pullman ho sentito la necessità di ringraziare i nostri amici e i nostri responsabili (e le loro famiglie) per tutto il lavoro svolto. Il ricordo più bello del pellegrinaggio e che vorrei non dimenticare è il discorso che Cosimo ci ha fatto sul pullman attraverso un suo messaggio. Cosimo fa parte della comunità di Emmaus a Bari ed è un ragazzo semplice e gioioso, adorato dai nostri figli, anche piccoli. Da un po’ di tempo accusa uno strano malessere che non gli permette di parlare. Parla a gesti e con i suoi occhi espressivi. Ci ha fatto leggere il suo sms che diceva pressappoco così:
“ I ragazzi mi chiedono perché non parlo. Io gli rispondo che loro sono la mia voce e che io con il mio sorriso e con i miei gesti sono la mano che li aiuta”
Questo è Fede e Luce! Questi sono i suoi amici!
Una mamma

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.116

Messaggeri di gioia ultima modifica: 2011-12-04T09:30:14+00:00 da Redazione

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