Tutti indistintamente, in qualsiasi condizione siano, hanno diritto di stare bene. Eppure, anche se Milano è una città all’avanguardia per la sanità, purtroppo spesso noi disabili facciamo fatica a trovare la struttura giusta. Per quello che mi riguarda, diversi anni fa ho avuto problemi a trovare una struttura preparata, sia dal punto di vista del personale che delle attrezzature, adatta a farmi un esame.

Dopo l’improvviso decesso del neurologo che mi seguiva sin dall’adolescenza, ci siamo ritrovati a fare i conti con la difficile ricerca di un medico che potesse seguirmi. Così siamo venuti a conoscenza del Progetto Dama (ne avevamo parlato nel numero 163, ndr), che da diversi anni ormai mi accompagna per tutto ciò che riguarda la mia condizione. Non essendo cagionevole di salute, mi seguono soprattutto per le visite specialistiche, quando necessarie. Il personale, sia infermieristico che medico, è molto preparato, disponibile e simpatico (il che non guasta). Tutte le visite, anche quelle richieste dal medico di famiglia, vengono eseguite abbastanza celermente.

Al Progetto Dama, nessuna persona viene esclusa, anzi viene accolta sempre con un gran sorriso, che è un sollievo anche per la famiglia che l’accompagna.

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.164

Copertina di Ombre e Luci n. 164 (2023)

E all’improvviso, che fare? ultima modifica: 2024-02-19T09:51:29+00:00 da Arianna Giuliano

Ogni mese inviamo una newsletter

Ci trovi storie, spunti e riflessioni per provare a cambiare il modo di vedere e vivere la disabilità.

Se prima vuoi farti un'idea qui trovi l'archivio di quelle passate.

Ti sei iscritto. Grazie e a presto... anzi alla prossima newsletter ;) Se ti va, quando la ricevi, facci sapere che ne pensi. Ci farebbe molto piacere.