Tra i pochi italiani che parteciparono a quel primo pellegrinaggio a Lourdes nel 1971, oltre ad alcune famiglie legate alla realtà dell’Anffas, c’erano suor Ida Maria Ferri, canonichessa di Sant’Agostino a Roma e don Renzo del Fante, cappellano di un istituto di ricovero per anziani e disabili. La religiosa era impegnata nella catechesi per bambini con disabilità, anche grazie all’adattamento del metodo montessoriano del Buon Pastore ideato da Sofia Cavalletti con la quale collaborava nella diffusione di questo interessante approccio al potenziale religioso di ogni bambino. Suor Ferri e don del Fante presero parte alla riunione internazionale del settembre 1973 volta a decidere se Fede e Luce avrebbe organizzato un pellegrinaggio a Roma in occasione dell’Anno Santo del 1975 oppure se le nascenti comunità si sarebbero semplicemente aggregate alle varie iniziative diocesane. Decisivo fu l’intervento di suor Ida, descritta da chi la conosceva – è il caso di Enrica Nucci – come «donna di poche parole ma di molti fatti», e – nell’aggiunta di Letizia Lanzetta, allora bambina – «con le caramelle sempre in tasca». Fu proprio il suo accorato appello a far cambiare idea ai delegati che invece sembravano ormai convinti dell’eccessiva difficoltà di organizzare un altro pellegrinaggio.

Se in Francia – disse suor Ida – proprio il pellegrinaggio a Lourdes era stato un grande impulso alla diffusione delle comunità, per gli italiani questo non era avvenuto. «Eravamo troppo pochi, non siamo riusciti a trasmettere la fiamma ma, ne siamo certi, se verrete in Italia, la fiamma si propagherà, si diffonderà ovunque nel nostro Paese e anche più in là». Don Renzo confermò: «Se Fede e Luce attraverserà le Alpi, sarà la scintilla che appiccherà il fuoco in Italia e oltre le sue frontiere!».

I delegati si convinsero e si decise il pellegrinaggio della Riconciliazione: venne formata un’equipe incaricata di organizzarne la logistica, coordinata da Mariangela Bertolini, cui seguì pochi mesi dopo la costituzione di un’associazione legalmente riconosciuta. E la nascita di diverse comunità in Italia, e non solo.

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n. 156, 2021

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SOMMARIO

Editoriale
Stupiti e grati di Cristina Tersigni

Focus: Alle radici di cinquant'anni di storia
Come non perdere quanto abbiamo vissuto? di Marie-Hélène Mathieu
Jerome Lejeune di Cristina Tersigni
Loïc che oggi continua a benedirci di Angela Grassi
Le caramelle e la forza di suor Ida Maria Ferri di Cristina Tersigni
Ci siamo svegliati di Enzo Ferrazzoli
È nato qualcosa che nessuno aveva previsto di Vito Giannulo

Intervista
Poco a sud dell'Equatore di Cristina Tersigni

Testimonianza
Le donne e gli uomini della seconda fila di Giovanni Intini

Associazioni
Dai tram notturni alle luci del palco di Silvia Camisasca

Spettacoli
Quel che non si guarda ma non si vede di Enrica Riera

Dialogo aperto

Libri
Noi due siamo uno di Matteo Spicuglia
Speranza di Gianni Rodari
Basaglia, il dottore dei matti di Andrea Laprovitera e Armando Miron Polacco
Il mistero del London Eye di Siobhan Dowd

Diari
Stavolta ho tifato per la Primavera dell'Empoli di Benedetta Mattei
L'oro che sta per terra di Giovanni Grossi

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Le caramelle e la forza di suor Ida Maria Ferri ultima modifica: 2022-03-27T12:57:42+00:00 da Cristina Tersigni

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