Cinema e disabilità: i 3 film di Edoardo Zaccagnini

Abbiamo chiesto ad alcuni critici cinematografici di elencare 3 film che affrontano il tema della disabilità. Edoardo ha scelto questi.

Edoardo Zaccagnini

Edoardo Zaccagnini

Scrive per l’Osservatore Romano, Romasette, Cineforum, Cittanuova, I quaderni del CSCI.

Lo scafandro e la farfalla

(Le scaphandre et le papillon – Francia, 2007, durata 112 minuti) – Regia di Julian Schnabel. Con Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner, Marie-Josée Croze, Anne Consigny, Patrick Chesnais.

È la storia vera del giornalista Jean-Dominique Bauby (Mathieu Amalrich), rimasto paralizzato a 43 anni in seguito a un ictus. Può muovere soltanto la palpebra di un occhio, mentre il suo corpo è un fardello immobile. La disperazione inizialmente lo assale, ma poi reagisce utilizzando la sua mente ancora integra, comunicando con il battito delle ciglia fino a dettare la sua storia che diventerà un libro. Ricorda, questo bel film diretto da Julian Schnabel, che non è necessario avere un corpo perfetto per sentirsi vivi, e che la nostra interiorità e la nostra forza mentale possono donarci serenità ed energia nonostante la fragilità che ci caratterizza e le avversità che possiamo incontrare sul cammino.

Le chiavi di casa

(Id, Italia, Francia, Germania, 2004, durata 105 minuti) – Regia Gianni Amelio. Con Kim Rossi Stuart, Charlotte Rampling, Alla Faerovich, Pierfrancesco Favino, Manuel Katzy, Michael Weiss (II), Ingrid Appenroth, Dimitri Süsin, Thorsten Schwarz, Eric Neumann, Dirk Zippa, Barbara Koster-Chari, Anita Bardeleben, Ralf Schlesener, Andrea Rossi.

Paolo è nato con una patologia neuromotoria. Sua madre è morta durante il parto e suo padre Gianni, un bravo Kim Rossi Stuart, l’ha affidato alle cure degli zii, di fatto abbandonandolo. Oggi, all’età di quindici anni, Paolo incontra per la prima volta quel genitore impaurito e col suo carattere solare e positivo lo spiazzerà aiutandolo a sgretolare il pregiudizio e la paura della diversità e dell’imperfezione. Gli farà capire che una patologia come la sua porta certamente sofferenza, ma dietro le difficoltà evidenti c’è una persona da scoprire che può essere stupenda come Paolo. Diretto con sensibilità da Gianni Amelio, liberamente tratto dal romanzo Nati due volte di Giuseppe Pontiggia

Pulce non c’è

(id. – Italia, 2012, durata 97 minuti) – Regia di Giuseppe Bonito. Con Pippo Delbono, Marina Massironi, Francesca Di Benedetto, Ludovica Falda, Piera Degli Esposti.

È la storia di Pulce, una bambina autistica di otto anni che non parla, ma sorride e va pazza per il tamarindo. È anche la storia della sua famiglia, che la ama profondamente così com’è, anche se darle tutto ciò di cui ha bisogno costa molta fatica. Non importa, racconta questo piccolo ma importante film sull’autismo, diretto da Giuseppe Bonito senza pietismo, a partire dal libro omonimo di Gaia Rayneri, a sua volta basato su una storia vera. Ciò che conta davvero, per la famiglia di Pulce, è che la piccola stia bene: la sua felicità coincide con quella di suo padre, sua madre e sua sorella maggiore, testimoni anche della solitudine in cui può trovarsi una famiglia quando vive una situazione così complessa, per la scarsa preparazione con cui le istituzioni possono accostarsi all’argomento.

Speciale Cinema e disabilità

Con i contributi di:

Federica Aliano

Federica Aliano

Emanuele Rauco

Emanuele Rauco

Alessandro de Simone

Alessandro de Simone

Giorgia Sdei

Giorgia Sdei

Adriano Ercolani

Adriano Ercolani

Valerio Sammarco

Valerio Sammarco

Andrea Guglielmino

Andrea Guglielmino

Boris Sollazzo

Boris Sollazzo

Gabriele Niola

Gabriele Niola

Edoardo Zaccagnini

Edoardo Zaccagnini

Emilio Ranzato

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Vuoi essere tu?

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Cinema e disabilità: i 3 film di Edoardo Zaccagnini ultima modifica: 2019-11-27T21:38:58+00:00 da Redazione
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