Sta calando la sera nel mio giardino afoso e silenzioso. Le ombre della sera: un altro giorno passato: ancora una volta, dopo tante ripetute volte, è l’ora di prepararsi per la notte.
Quanti pensieri si affollano nel coricare il figlio «speciale»; ore dedicate a lui, quanti sacrifici, quante privazioni. Quante notti difficili e agitate, quanti momenti di tensione e di stanchezza.
Vorrei che poteste trovare qualche luce che illumini le vostre notti.
Dorme male? Non si tiene pulito? È agitato prima di dormire? Vuole che io sia sempre lì con lui? Si alza di continuo? Che cosa si può fare perché si adatti alla notte? Eccovi in questo numero alcune risposte. Serviranno ai genitori dei figli più piccoli, disabili o meno, o di adolescenti; ma qualche suggerimento sarà utile anche per i più grandi.
Resta vero poi che alcune tensioni o insonnie sono dovute, in certi casi, all’atmosfera che il ragazzo e il bambino respirano durante il giorno e verso sera: rumori troppo forti, litigi in famiglia, sedute televisive a tinte troppo eccitanti; o anche, ad ansie che «sentono» con i loro «radar» speciali, nei genitori, nelle mamme sopraffatte.

È il momento in cui alcuni genitori, avanti nell’età, pensano con ricorrenza quasi automatica, al domani che si presenta sempre così incerto e senza soluzioni… e senza accorgersene depongono sul viso del figlio tanto amato un bacio turbato e avvolto d’angoscia.
Il giovane intuisce questa incertezza, e a lungo andare, è proprio di notte che anche in lui l’incertezza si fa strada, inconsciamente, certo.
Romolo, fratello gemello di Remo, in questo numero ci racconta un po’ la sua vita di oggi: vivono insieme, ora, in un piccolo appartamento: sono sostenuti e aiutati da amici, da suore, da sacerdoti… Le sue parole dovrebbero dare speranza: non per tutti sarà possibile vivere da soli come loro, ma per tutti la via di uscita dalla propria famiglia sta nella solidarietà e nella fratellanza. Questo è uno dei pilastri nei quali i genitori devono imparare a credere e ad appoggiarsi con tutte le loro forze: dandosi da fare per preparare con cura questo appoggio per il proprio figlio.
Poi c’è la storia di un gruppo di genitori di Carugate. che si sono «messi insieme» per dar vita, passo dopo passo, a una realizzazione che darà i suoi frutti. Perché non imitarli, invece di sostenere che nessuno ci pensa, che nulla si fa, che si è perennemente soli?

Coraggio, dunque, coraggio, speranza, fiducia. Questi tre atteggiamenti dell’animo, sono quelli da ricercare sempre, dovunque, comunque, per prepararsi serenamente alla notte della vita.
A chi, se non al buon Dio — a colui che ha detto che il nostro nome, quello di ognuno di noi è inciso nel palmo della sua mano — rivolgere la nostra fiduciosa preghiera, come il naufrago alla stella del mattino: «Resta con noi, Signore, perché si fa sera».

Mariangela Bertolini, 1993

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.43, 1993

Sommario

Editoriale

Si fa sera di Mariangela Bertolini

Se la notte è agitata

Prima di andare a letto intervista a M.Réthoré
Se dorme male di D. Laplane
Di notte bagna... di P. Lemoine
Io grido verso te

Altri Articoli

Imparando a vivere bene con Jimmy di M.S. Tomaro
Viviamo da soli intervista a Romolo e Remo
Quando i genitori si rimboccano le maniche di Antonio e Milena
Ce l'abbiamo fatta di Milena

Rubriche

Dialogo aperto
Vita Fede e Luce
Proviamo un'altra volta

Libri

Cammino di preghiera, M. Quoist
Esploderà la vita, AA.VV.
La cinquataseiesima colonna, M.Gillini e M.Tonni
La forza del debole, E. Robertson

Si fa sera ultima modifica: 1993-09-09T10:07:35+00:00 da Redazione
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