Sono giorni davvero difficili e carichi di angoscia per la guerra scoppiata in Ucraina e ogni giorno ci giungono notizie di scontri armati, morte e distruzione. È un’angoscia che ci prende pensando alle popolazioni civili, a tante persone che stanno soffrendo e che, da un giorno all’altro, hanno visto la loro vita completamente stravolta.

Ma tutto questo ci tocca anche perché ci rispecchiamo in quelle persone: potremmo essere noi al loro posto, potrebbero essere i nostri bambini quelli che vediamo o di cui sentiamo tutte queste notizie. Dentro di noi c’è un misto di solidarietà e di paura: solidarietà che tantissimi hanno mostrato, offrendo accoglienza, denaro, medicinali; ma anche paura, perché la domanda, non detta ma sentita, potrebbe essere: «E se arriva anche da noi la guerra? E se domani dovessi scappare anch’io e lasciare tutto?». E ci sentiamo impotenti, perché davanti a una minaccia di questo genere non abbiamo difese, e fare qualcosa per aiutare chi sta scappando dalla guerra è già qualcosa ma non basta, perché non fa finire una guerra che consideriamo una follia e che papa Francesco ha definito un sacrilegio.

Ma per noi, che come credenti ci troviamo davanti a una simile tragedia, non ci dovrebbe essere qualcosa ancora che possiamo fare? In effetti in queste settimane più volte siamo stati invitati a pregare per la pace, abbiamo scambiato immagini, abbiamo condiviso inviti e alcuni di noi hanno anche partecipato a momenti di riflessione, marce per la pace e veglie di preghiera.

In Ucraina ci sono 39 comunità di Fede e Luce, e in queste settimane siamo riusciti a rimanere in contatto con Oksana e Ulyana, le due coordinatrici di Fede e Luce in Ucraina, che ci hanno dato notizie e ci hanno invitato a pregare con loro e per loro. Anche noi in Italia abbiamo pregato e stiamo pregando per la pace, ma intanto la guerra va avanti e tante persone innocenti continuano a soffrire e a morire. Ma serve davvero pregare per la pace?

Io credo di sì, io credo che la preghiera può cambiare le cose per due motivi: anzitutto può cambiare il nostro cuore e il nostro sguardo, perché ogni guerra, dalla più piccola alla più grande e devastante, comincia dentro di noi, nelle nostre relazioni e nel nostro modo di stare davanti all’altro, che può diventare un nemico se non viene riconosciuto come fratello o sorella.

Ma pregare per la pace serve perché là dove noi non possiamo arrivare e non abbiamo più strumenti disponibili, arriva la forza dello Spirito Santo, che tocca i cuori e riesce a guidare le decisioni, consola chi soffre e dona speranza a chi non riesce a vedere un possibile futuro. «Nulla è impossibile a Dio» (Luca 1,37) leggiamo nel vangelo dell’annunciazione, e dunque anche oggi la nostra preghiera può servire a questo, cioè ad affidare alle mani di Dio ciò che a noi non è possibile, a chiedere a Dio di arrivare dentro le stanze dove si prendono le decisioni importanti di questo conflitto, ma soprattutto in quella stanza che è la nostra coscienza, il nostro cuore, dove sono in lotta il bene e il male, la vita e la morte, il perdono e la vendetta.

La pace comincia dunque dentro di noi, per poi estendersi a tutte le relazioni e le decisioni della nostra vita. La pace può diventare contagiosa, ma è un compito che dobbiamo prenderci tutti e non può essere delegato a nessuno, nemmeno a Dio. Lui fa la sua parte certamente, ma chiede a noi di prenderci la responsabilità di cercarla e costruirla, ogni giorno. Se ogni giorno non costruiamo un pezzetto di pace, anche se questa guerra finirà, presto o tardi ne scoppierà un’altra.

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n. 158, 2021

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SOMMARIO

Editoriale
Perché? di Cristina Tersigni

Focus: Elaborare il lutto
«Papà, dove sei?» di Anna Maria Canonico
Affrontare la perdita di Cristina Cangemi e Matteo Tobanelli
Come abbiamo comunicato la morte di una persona cara di Ivana Perri
Cammino di trasformazione di Tiziana D'Ambrosio
Riannodare il filo di Chiara Gatti

Intervista
Se le università sono state le prime ad ascoltare di Silvia Camisasca

Testimonianza
Serve davvero pregare per la pace? di Marco Bove

Associazioni
Tifosi dell'accessibilità di Enrica RIera

Spettacoli
Fotografie da Chernobyl all'Afghanistan di Claudio Cinus

Fede e Luce
Specialità? «Catechista!» di Liliana Ghiringhelli

Dall'archivio
Voglia di comunicare di Maria Valeria Spinola

Dialogo aperto

Libri
Siamo una rivoluzione di Giulia Galeotti
Sono Vincent e non ho paura di Enne Koens e Maartje Kuiper
Per sempre, altrove di Barbara Cagni
Modus Navigandi di Mauro Pandimiglio

Diari
Qualche volta voglio e qualche volta no di Benedetta Mattei
Mi piace andare al mare di Giovanni Grossi

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Serve davvero pregare per la pace? ultima modifica: 2022-07-14T21:49:20+00:00 da Marco Bove

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