Non era normale incontrare Angelo -per strada, al mercato, in Patronato- e passare senza fare una ciacola, senza lasciarsi strappare un sorriso, perfino una risata. Per la gente è normale sfiorarsi, non guardarsi, ignorarsi. Per Angelo non era normale.

Non era normale che Angelo non si accorgesse – e non facesse notare – che qualcuno non lo salutava, o che qualcun altro fosse triste, o arrabbiato, o isolato. Per la gente è normale starsene nel proprio mondo, magari starci anche male, eppure non volere essere disturbati. Per Angelo non era normale.

Non era normale che Angelo non attaccasse bottone con chiunque, fino a stancarti, con i suoi occhietti furbi ed i suoi discorsi fruscianti e felini. Per la gente è normale non disturbare così da non essere disturbati. Per Angelo non era normale.

Sarebbe stato normale scappare e salvarsi dal fuoco e dal fumo, l’altra notte. Sarebbe stato da persone ‘normali’. Non per Angelo, che si è fermato e perduto per proteggere la sua mamma, come lei ha fatto tante volte con lui. Per chi è normale, non è normale perdere la vita per gli altri. Essere normale non è davvero molto normale, come è normale non essere normali. E poi, chi è davvero normale e chi non lo è, in questa storia che è la vita?

Ciao Angelo, sento molto la tua mancanza anche da qui.

Padre Angelo (canossiano di Nairobi) alla messa di Angelo e Rosa

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.144, 2018

Copertina_OeL_144_2018

Non era normale ultima modifica: 2018-11-03T11:00:34+00:00 da Redazione

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