Una ragazza autistica, Benedetta, affetta da sclerosi tuberosa, schizofrenia ed epilessia, un’adolescenza da affrontare. La passione per la saga di Herry Potter, suo amico immaginario e suo alter ego. Il libro è un susseguirsi di mail tra mamma e figlia, la madre, autrice del libro, ha l’idea di aprire una casella di posta elettronica e di scrivere a Benedetta sotto le spoglie del famoso mago, comincia così un lungo e fitto epistolario.

La madre, attraverso questa ingegnosa idea, sperimenta un vero metodo educativo alternativo, che tiene conto degli aspetti emotivi, affettivi, relazionali e pedagogici; accetta e riconosce la patologia della figlia, ma è soprattutto consapevole di avere davanti a sé una figlia adolescente alla ricerca di una sua identità, impegnata nel cercare di risolvere piccoli e grandi problemi della crescita e della sua quotidianità come la cura della persona, la propria affettività nonché la gestione delle proprie patologie.

Come tutti gli adolescenti, per Benedetta è più facile accettare consigli e rassicurazioni dall’amico Harry piuttosto che dalla mamma, la quale riesce così a farle affrontare prove, a rassicurarla nei suoi timori, ad ampliare i suoi interessi e a darle maggiore fiducia in se stessa.
Il libro è molto interessante e vale veramente la pena leggerlo non solo per gli utili ed interessanti suggerimenti pedagogici, ma anche per cercare di dare risposta a qualche inevitabile domanda circa una relazione educativa comunque basata su un piccolo raggiro e inoltre: come e fino a quando andare avanti?

Elisabetta Aglianò, 2017

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.139


Hello Harry! Hi Benny! – Recensione ultima modifica: 2017-09-06T09:00:44+00:00 da Elisabetta Aglianò

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