Io non vi ho dimenticato

Io adoro viaggiare, quando ho l’occasione, io sono felicissimo.Io sono un ragazzo di nome Giovanni, ho quasi 43 anni, l’idea di crescere mi piace, e mi spaventa anche perchè non posso più fare sbagli. Io sono della comunità del Girasole come molte persone che conosco, Norina, Emanuela, Alessandra, Sara, Antonia, Paola, Federica, Emanuele, Carlo e altri, io gli voglio bene, e penso che i miei silenzi valgono più di mille parole sbagliate. Anche le persone delle altre comunità mi conoscono, perchè hanno avuto l’occasione di vedermi e sentire la mia voce.
Io quando salgo in macchina, sto in silenzio, lascio parlare chi è vicino a me, trovo difficile fare un discorso. Poi all’arrivo nel posto io sono loquace, scherzo, sorrido, e faccio le cose che sono in programma, canto le canzoni del libretto, la canzone che mi piace è al centro del mio cuore, e un milione di amici. Io sono stato a Penna in Teverina, il posto mi è familiare, perchè conosco le stanze, dove è la cucina e il piazzale d’avanti, dove giochiamo.
Poi ho conosciuto un altro posto, la Bicoca, io ci sono stato, ci ho vissuto, per più di una occasione, nel capodanno, nel week end, e per un campo estivo. Mi è piaciuta la loro ospitalità e accoglienza, sono stato bene con tutti, attorno
alla cascina c’è il verde, la piscina, i gatti, i galli che cantano. Io rispetto a tanti anni fa parlo di più, con l’età svanisce la timidezza, perchè se si vuole, si può migliorare, basta avere forza di volontà per fare tutto.
Giovanni Grossi


Ciao Silvana

Mentre si consumavano i tuoi ultimi giorni ho sognato una persona a noi cara, da poco tornata al Padre, che ti diceva: “Hai fatto tutto bene, non avere paura!”.
È vero, la tua è stata una vita spesa bene. Nella scuola e nella tua speciale famiglia, sempre aperta a tutti noi che abbiamo la fortuna di attingere alla fonte di Grazia incarnata in Giacomo.
Lo avete capito, custodito ed amato in ogni momento come l’Ostia nel tabernacolo, amando allo stesso modo chi non è mai stato geloso del vostro bene condiviso.
Quanta sofferenza si è mutata in accoglienza, feste, pasta al pesto e allegria! Per quanti fossero i problemi ed i momenti bui, fuori c’era sempre da soccorrere qualcuno che stava peggio.
La tua preghiera del pasto era “Signore, dai pane a chi a fame e fame di giustizia a chi pane ha”: ti sei occupata con slancio dei più piccoli che non avevano voce, hai combattuto tante battaglie, anche contro le cause perse, con l’intuizione di tenere sempre la barra al centro.
Che cosa ci mancherà: l’allegria, la tua proverbiale confusione… ma soprattutto la dritta giusta nei momenti di dubbio, l’attenzione e la cura nelle piccole cose.
Più volte hai chiesto che al tuo funerale si cantasse “Grazie alla vita”. Forse in chiesa non è possibile, ma ognuno di noi lo canta nel suo cuore. Non abbiamo intenzione di rimettere insieme i cocci a capo chino, vogliamo piuttosto ringraziare per il privilegio di averti avuta vicino, accogliere la tua preziosa eredità e cercare di portarla avanti, con i nostri limiti e la nostra piccolezza.
Con il tuo aiuto, perché sicuramente sarai già lassù a scrollare Qualcuno perché ci illumini e ci accompagni!
Grazie, grazie, grazie.

Nicoletta e gli amici di Fede e Luce

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.124

Dialogo aperto n.124 ultima modifica: 2013-12-14T13:10:00+00:00 da Redazione

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