Cari amici di Ombre e Luci, sono contento di mandarvi un saluto ad un anno di distanza dalle mie vacanze in Italia, dove ho potuto incontrare molti di voi e rinsaldare legami di amicizia che, anche dopo tanto tempo non si erano allentati (…). Il mio rientro a Guangzhou è stato come rientrare a casa. Sono contento di essere entrato un po’ nella vita di questa gente e soprattutto che loro siano entrati nella mia vita. Non voglio dire che dopo tanti anni in Cina sono diventato uno di loro, perché noi missionari non potremo mai diventarlo del tutto. Infatti la nostra cultura di tanto in tanto riaffiora. Il credere di essere superiori in certe cose vorrebbe imporsi. Lo sforzo di tutti i giorni è di avvicinarsi quanto più possibile a loro come amici, come fratelli (…)

Da più di sei anni vivo in una casa-famiglia abitata da sei persone con disabilità mentale. Il quartiere alla periferia di Guangzhou dove è collocata la casa che mi ospita è ben differente dal mio paese sul lago di Como. Ma essere qui con queste persone semplici è un’esperienza preziosa. Ogni giorno ringrazio Dio di questa chiamata, dell’occasione che mi è data di crescere come uomo e come cristiano. La “mamma” (una donna che ha lasciato i figli al lontano villaggio per venire a lavorare in città) mi è di esempio per la pazienza e l’amore con cui tratta i nostri ragazzi, per il senso del risparmio nelle spese ridotte al necessario. Sempre sorridente, accoglie con cordialità tutti coloro che vengono a trovarci. (…)

La Cina sta facendo progressi enormi. Alcuni giorni dopo Natale mi trovavo a settanta chilometri da qui, vicino ad un viadotto della ferrovia. D’un tratto s’è sentito un rombo: in un batter d’occhio è passato velocissimo il treno Guangzhou- Wuhan che dicono essere il più veloce del mondo, appena inaugurato. Quando la linea sarà completata si potrà andare dalla Cina del Sud a Pechino in otto ore. Ritornando a casa ho avuto la sorpresa di salire sulla quinta linea del metrò aperta il giorno prima. Altre nuove seguiranno ora che la città si prepara ad ospitare la quindicesima edizione dei Giochi Asiatici. Benvenuto il progresso materiale, ma lo scarto tra i nuovi ricchi e la gente comune è grande anche in questa provincia. La “mamma” ha commentato così la notizia del nuovo treno per Wuhan, la metropoli da dove deve passare per ritornare al suo villaggio per le vacanze di Capodanno: «È un treno che non posso permettermi di prendere. 500Rmb (50 €) per un viaggio in seconda classe sono la metà del mio salario mensile». La Cina oggi è inaridita da un consumismo esasperato ed ha bisogno di maggior giustizia sociale. In particolare ha bisogno di un supplemento d’anima, perché “Non di solo pane vivrà l’uomo” (MT4,4). Essere lievito nella pasta è la grande sfida per il piccolo gregge dei cristiani cinesi. È una sfida anche per me, che mi sento solidale con questa Chiesa ancora tribolata. Vi chiedo una preghiera perché sia testimone credibile dell’amore di Dio per noi.

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Inizio dell’Anno della Tigre ultima modifica: 2010-01-17T08:12:56+00:00 da Padre Mario Marazzi

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