Per molto tempo mi sono colpevolizzata per aver ricevuto molto, per essere nata in una famiglia numerosa dove ho ricevuto amore e fede: in una parola, in una culla dorata. Colpita dal passo del Vangelo “A quelli che hanno ricevuto molto, molto sarà chiesto”, mi sono detta: “Adesso, cerca di dare come puoi”.

Ho finito gli studi sociali a 21 anni. Col diploma in tasca, prima di lanciarmi nella vita attiva, ho sentito il bisogno di fermarmi. Sapevo che avrei lavorato in Francia perciò ho preferito partire all’estero e lasciare l’Europa.

Non ho scelto io il Vietnam, né ho scelto le persone disabili. Al Mep ho detto che ero disponibile per qualsiasi destinazione, e che avrei desiderato essere a contatto con i bambini.

Il Mep cercava soprattutto professori di francese… Sono stata fortunata! Proprio prima di partire mi hanno prospettato un cambiamento: metà tempo corsi di francese delle suore vietnamite, metà tempo in un orfanotrofio.

L’addomestiacmento

Quando sono arrivata il primo giorno, le volontarie di prima erano partite da poco. Una suora che parlava un francese approssimativo mi ha fatto visitare il luogo.

Abbiamo concluso la visita nella sala dei bambini. Avevo le lacrime agli occhi: lettini di ferro, poco decorata; bambini tutti ripiegati su se stessi che piangevano e gridavano… Mi sono sentita sola. Ho fatto come ho potuto: ho passato molto tempo con ogni bambino. Abbastanza presto non vedevo più il loro handicap. È un’esperienza molto particolare.

Quando sono arrivate nuove volontarie che piangevano davanti a me, non capivo la loro emozione, che potessero essere tristi per la sorte di quei bambini. Avevo ormai cambiato sguardo! Mi è parsa molto lontana la mia prima reazione.

Con i bambini ho stabilito delle relazioni forti, a dispetto del loro handicap fisico o mentale. Su una trentina, solo Phat camminava con urì deambulatore e parlava un pochino. C’era anche Bao Minh che aiutavamo a camminare con dei sostegni. E poi Phi Nam che non parlava per niente ma di cui si intuiva una grande intelligenza. “Captava” un mucchio di cose, ma essendo molto mal messo non poteva esprimere nulla. Per capirci abbiamo stabilito con lui un codice: gli facevo una domanda in francese e lui rispondeva con il pollice alzato per dire sì, il pollice verso per dire no.

Mi ricordo anche di Lai che era stato abbandonato a 4 anni. Cieco e con gravi turbe psicologiche. Magrissimo, rifiutava il cibo. Mi sono occupata di lui in modo speciale e ho trovato un metodo di cui vado fiera. Ogni volta che mi avvicinavo a lui o mi allontanavo, cantavo una canzone. Ho passato mesi a cantargli “Au clair de la lune”! Una mattina, entrando nella sala, ha riconosciuto la mia voce e si è messo a canticchiare “Au clair de la lune”… Questa canzone è diventata il segno del suo ben-essere. È per me un ricordo molto significativo e valorizzante.

Mi sono anche resa conto che dovevamo mantenere una certa distanza per non attaccarci troppo ai bambini; eravamo lì solo per un anno. Poco tempo ma tale da permetterci di vedere i progressi dei bambini, di vederli crescere e migliorare secondo le loro capacità. Imparare a mangiare, per esempio: Hien e Bao Minh all’inizio, all’ora dei pasti erano Hiroshima!

Una scuola di pazienza

Ripensandoci, credo che quest’anno mi abbia insegnato soprattutto la pazienza… anche se ci devo lavorare sopra ogni giorno. Ogni mattina svolgevo gli stessi compiti: srotolavo i tappeti, facevo uscire i bambini dal letto, ne mettevo qualcuno sui sedili, aprivo la scatola dei giochi, davo loro la pappa… Ero là, piantata davanti a uno di loro cucchiaio dopo cucchiaio, per un’ora. Qualche volta ero tentata di chiedere la sostituzione ad una nurse. Poi mi dicevo che ero lì per loro e che se io, volontaria, non concedevo questo tempo, nessuno forse l’avrebbe fatto.

Malgrado questa routine, era tutto ipergioioso. Gioia del quotidiano. La si vede nelle foto. I bambini restituiscono un sacco di gioia.

Priscilla, 2011

(Ombres et Lumiére n. 179)

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.114

Un sacco di felicità ultima modifica: 2011-06-04T17:47:14+00:00 da Redazione

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