Da ottobre un nuovo gruppo a San Paolo

Facendo già parte del gruppo di Fede e Luce di Santa Silvia mi recavo quasi sempre agli incontri in compagnia di amici.
Venivano quasi tutti spontaneamente e il più delle volte tornavano entusiasti di riprovare la bellissima esperienza.
Essendo componenti di un gruppo “Hands out” sorto recentemente nella nostra comunità dell’Oratorio di S. Paolo, abbiamo trasmesso agli altri le esperienze provate ed i primi contatti avuti con i nostri amici.

È superfluo dire che sono state esperienze meravigliose. Ci sentivano, tutti indistintamente colmi d’amore, perché a mio giudizio, amore o meglio amare è anche donare, ma è soprattutto condividere.

Non si tratta solo di concedere a chi soffre un po’ del nostro superfluo, ma di dargli un posto nella nostra vita, vivere la sua sofferenza, la sua collera, la sua speranza o la sua gioia.

Con l’inizio del nuovo anno di attività, ci siamo proposti unanimi, di dedicarci seriamente al problema, formando così un nuovo gruppo che si inserisce nella zona Ostiense, Garbatella, Eur.

Una volta al mese, sempre di domenica, ci ritroviamo tutti a partecipare con gioia ad una Messa insieme agli Scouts di “Roma 36”, i quali ci sono di molto aiuto, direi quasi indispensabili.

Si organizzano proiezioni di film, giochi, gare canore a premio e canti di gruppo.

Cecilia Baldi

Milano

Ieri è stata la nostra quinta riunione, ma questa è stata un po’ speciale perché ci volevamo fare gli auguri di Natale.
La sera prima i ragazzi avevano decorato la sala che Don Claudio ci mette a disposizione, con festoni natalizi, presepe e alberello.
Abbiamo fatto una bella tombolata. Luigi estraeva i cartellini e ci faceva ridere con la sua “verve” inesauribile. Nico, felicissimo, ha vinto la tombola.
La poesia di Gozzano mimata un po’ da tutti è stata un momento di grande commozione.
Poi i canti di Natale con i bravi chitarristi e lo scambio dei regalini augurali gli “Oh! -e- gli Ah!”, gli abbracci e i saluti che ora estendiamo a tutti gli amici dei gruppi lontani.

Annamaria de Rino

Cuneo

Ci siamo ritrovati insieme domenica 19 dicembre per scambiarci gli auguri di Natale nei locali della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, gentilmente messi a disposizione per noi.
Il cattivo tempo non ha spaventato i genitori e gli amici più lontani che hanno voluto essere presenti a tutti i costi.
Dopo quattro chiacchiere iniziali abbiamo celebrato la messa particolarmente significativa. Tutti vi hanno partecipato con evidente
raccoglimento e impegno.
Dopo la messa, un simpatico regalo per tutti i ragazzi e gli amici più piccoli presenti e anche per quelli che, per qualche motivo erano assenti. Tutto questo per la felicità dei bambini, mentre per gli adulti, torte, pasticcini, panini e vino a volontà come nella migliore tradizione piemontese.

Mimmo ha brevemente ricordato l’incontro internazionale di Fede e Luce a Madrid, in concomitanza del quale fu fissato il nostro incontro per creare così una comunione spirituale con gli aderenti di Fede e Luce.

Abbiamo concluso l’incontro cantando insieme dei canti di festa ed è stato molto bello perché quest’idea è nata spontaneamente.

Roma

Nel pomeriggio di sabato 18 dicembre ci siamo ritrovati nei locali messi a disposizione dai Gesuiti per festeggiare insieme il Natale
Non eravamo moltissimi perché alcuni dei tre gruppi – S.Gioacchino, S.Silvia e S. Paolo non sono potuti venire, ma riempivamo ugualmente le stanze.
Purtroppo io non sono potuta andare presto e così non ero presente alla messa, tuttavia ho potuto partecipare alla festa che mi è piaciuta molto. Raccolti in una grande sala accogliente, eravamo non solo uniti tra noi dalla stessa gioia, ma uniti a tutti fratelli del mondo che erano presenti attraverso le bandiere di ogni nazione appese sui muri, ed uniti in modo speciale a Gesù che ci aveva radunati per celebrare la sua nascita e che era in mezzo a noi raffigurato tra Maria a Giuseppe nel presepe che un’amica aveva disegnato, semplice, su un cartellone.

Nella prima parte della festa abbiamo rivissuto alcuni aspetti del Natale: la fatica del lungo viaggio compiuto da Maria e Giuseppe e la povertà della stalla in cui è nato Gesù; l’adorazione di Magi giunti dall’oriente; l’amore di Dio che nel giorno di Natale rende uniti gli uomini, sono i temi proposti dalle scenette di S. Silvia, S. Gioacchino e S. Paolo.

Dopo la merenda è ripresa la festa con una carrellata di canzoni natalizie attraverso il mondo: abbiamo ascoltato le voci dell’Inghilterra, della Francia, dell’America, del Belgio, dell’Irlanda e per finire abbiamo unito tutte le nostre voci in un inno a Gesù Bambino.

Salutandoci, ognuno ha avuto un regalino per Natale, segno concreto del dono più grande che avevamo ricevuto e che ci impegnavamo a condividere con quelli che avremmo incontrato: l’amore.

Ciò che mi è piaciuto di più di tutta la festa è stato il modo in cui è stata organizzata. Dalle piccole recite eseguite senza alcuno scenario, ai costumi che i personaggi indossavano, fatto di carta crespa o trovati con un po’ di immaginazione tra stracci, coperte e camicie da notte… dalla merenda a base di panettone e aranciata sena quei dolci buonissimi e complicati che alcuni tra noi sanno fare molto bene, ai regalini che consistevano in oggetti fatti tra noi.

Tutto era all’insegna della semplicità e della povertà.

Credo che sia stato il modo migliore per prepararci ad accogliere Gesù che nasce povero in una misera stalla.

Lucia, 1977

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A Madrid ha avuto luogo l’incontro internazionale di Fede e Luce. Daremo un resoconto completo nel prossimo numero.

Ai gruppi di Roma ricordiamo che, in occasione della festa internazionale di Fede e Luce il 6 febbraio, non avrà luogo la messa del 1° sabato che ricorre il giorno 5.

La S. Messa riprenderà Sabato 5 Marzo e Sabato 2 Aprile, sempre alle ore 18.30, nella cappella dell’Istituto Nazareth, via Orazio n°2 (angolo via Cola di Rienzo)

Ultimissime

Con molto piacere riceviamo da Agrigento, all’ultimo minuto, queste notizie che ci affrettiamo a comunicarvi:

Agrigento 26/1/77

Il Natale ha riunito i bambini, i genitori, gli operatori, attorno all’albero.

È una grande famiglia quella della “Casa della Speranza”, che tiene conto di ogni festività, a volte anche la domenica, per riunirsi, discutere, sentirsi vicini, affrontare i problemi comuni, consigliarsi.

I bambini si fanno onore: recitano, cantano, improvvisano anche e le loro inaspettate manifestazioni lasciano un po’ tutti perplessi, disorientati, felici.

Sono capaci di tanto questi nostri bambini?

La loro abilità è motivo di orgoglio e di stimolo per chi, ogni giorno, nell’ambito della scuola li segue amorevolmente, li cura e li guida e per i genitori che, consapevoli dei progressi delle loro creature, affrontano con maggiore serenità le difficoltà che giornalmente si presentano per la loro educazione e il loro inserimento.

Anche le notizie che pervengono da “Insieme” incitano la Casa della Speranza ad andare avanti, a continuare negli sforzi comuni, a cooperare a trovare mezzi sempre più efficaci e soprattutto l’accomunano spiritualmente alla grande famiglia cdi coloro che soffrono.

La casa della Speranza

Questo articolo è tratto da:
Insieme n.12, 1977

Notiziario Fede e Luce n.12 – marzo 1977 ultima modifica: 1977-03-20T09:20:34+00:00 da Redazione

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