Il profumo dello strucolo de pomi

Stiamo vivendo un evento di portata immane davanti al quale possiamo solo fare, scrupolosamente, la piccola parte che ci è stata richiesta: fermarci, stare in casa e cercare di stare bene. È bello leggere, scrivere, stare al telefono con gli amici, sistemare finalmente certi cassetti, ma anche cucinare, soprattutto dolci, non fosse altro per il profumo con cui inondano la cucina e la casa. Ai miei amici è sempre piaciuto lo strudel di mele imparato da Alvise, la mia amatissima suocera triestina, che lo chiamava in dialetto strucolo de pomi. Mi aveva insegnato anche lo strucolo di guera, con le patate lesse schiacciate… (ma questo – buonissimo! – un’altra volta).
Per l’involucro dello strucolo de pomi si può utilizzare la pastasfoglia che si trova nei supermercati. Per chi non l’avesse a disposizione e ha il privilegio di avere la farina, ecco le dosi standard (di quello che preparo per gli amici e per le casette), che all’occasione si possono ridurre.
Vorrei salutarvi in maniera leggera, come naturale dopo una ricetta di cucina, ma per quello che sta accadendo mancano le parole. Rimaniamo in silenzio e lasciamo che il profumo buono del nostro strucolo de pomi accompagni i pensieri.

 

Per la sfoglia

  • 300gr di farina
  • 100 gr di acqua
  • 3 cucchiai di olio di semi
  • un pizzico di sale

 

Per il ripieno

  • 750 gr di mele (perfette le renette… però anche miste vanno bene)
  • 50 gr di pangrattato
  • 30 gr di burro o margarina
  • 60 gr di zucchero (io però non lo metto mai…)
  • 1 uovo
  • pinoli e uvetta a piacere (Se il dolce è per i grandi, l’uvetta si bolle nel rum finché il rum si consuma)
  • cannella (Io ne metto tanta perchè mi piace, ma è questione di gusti)
  • scorza di limone (non trattato)

 

Procedimento per la sfoglia (Facile sul serio!)
Si mescola il sale alla farina, che poi si metterà a fontana con dentro l’uovo e via via gli altri ingredienti, l’acqua tiepida, l’olio, si forma una palla morbida che si metterà a riposare un’ora – avvolta nella pellicola o in un canovaccio infarinato – in un punto tiepido della casa (Io copro l’involucro con una ciotolona riscaldata).
Naturalmente chi usa la pasta sfoglia pronta (ottima!) passa direttamente al ripieno.

 

Per il ripieno
Mele a fettine sottili, scorza grattugiata di limone, uvetta ben strizzata, pinoli, cannella.
Mettere la sfoglia su un piano un po’ infarinato e stenderla il più sottile possibile, mettete la carta da forno sulla placca e adagiatevi la sfoglia dandogli una forma rettangolare (ma se rimane irregolare va bene lo stesso!). Abbrustolite il pangrattato nel burro e poi stendetelo sulla sfoglia. Aggiungete l’impasto e arrotolate aiutandovi con la carta forno. Sigillate bene i bordi e togliete la pasta in eccesso. Si potrebbe spennellare lo strudel con un rosso d’uovo o con il latte (ma io non lo faccio mai!). Se fuoriesce un po’ di succo delle mele, ce lo metto sopra.
Si cuoce a 180 gradi per 45 minuti – ma se non vi pare abbastanza cotto potete rimetterlo in forno: è la bellezza dei dolci senza lievito!

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Il profumo dello strucolo de pomi ultima modifica: 2020-03-31T15:30:55+00:00 da Nicla Bettazzi

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