Nel grande abbraccio del pellegrinaggio per i 50 anni di Fede e Luce, alcuni dei pellegrini raccontano ciò che hanno vissuto: dalle loro parole emerge tutta la gioia di ritrovarsi e di sentirsi parte di una storia che continua, fatta di amicizia e speranza condivisa.

Un momento da cui ripartire

Pompei è arrivato nel momento più opportuno. Perché? Per me era un periodo in cui avevo bisogno di risposte, punti fermi da cui ripartire. Già dal viaggio di andata ho potuto rivedere amici che non vedevo da tempo, è stato bellissimo raccontarci e ricordare ciò che avevamo vissuto insieme negli anni passati. Subito dopo l’arrivo a Pompei, il trasferimento in albergo e poi alla Sala Trapani del Santuario, c’è stata un’esplosione di felicità, come nello stile di Fede e Luce, nonostante la mancanza di amici che non c’erano più, che sapevamo essere con noi a festeggiare un traguardo importante, i 50 di Fede e Luce. Molte delle attività proposte sono state per me fondamentali, mi hanno aiutato nella meditazione, alla riflessione interiore e ancora una volta a capire meglio le Grandi Cose che ha fatto per me. Sono stati tre giorni molto intensi, e oserei dire anche stancanti, ma sicuramente ne è valsa la pena, ho potuto meditare su tante cose, attraverso piccoli gesti, un sorriso, uno sguardo, un piccolo aiuto, che sembra poco, ma per noi e le nostre famiglie è veramente tanto. Questi giorni sono serviti, per me, anche a creare nuove amicizie e rafforzare le esistenti.

Arianna Giuliano (Milano)

Arianna Giuliano (a sinistra, in basso) insieme ad altri pellegrini di Fede e Luce a Pompei

Arianna Giuliano (a sinistra, in basso) insieme ad altri pellegrini di Fede e Luce a Pompei

Qualcosa di prezioso

Fede e Luce è ridere, scherzare, fare festa quando ci vediamo. Riunirci, raccontarci, vivere questa bellissima esperienza del pellegrinaggio. Sentendo le interviste di tante persone si sentiva il calore, l’emozione, la gioia di stare lì. Dobbiamo veramente ringraziare la Madonna, e dobbiamo pure ringraziare chi si è messo in gioco a preparare tutto questo.
Bellissima l’escursione agli scavi, poi la festa con balli, canti, cibo portati da ogni paese. Sabato sera la veglia è iniziata con la processione e i lumini accesi: la chiesa era illuminata da un mondo di persone. La luce entrava nel nostro cuore, alcuni leggevano un passo del Vangelo mentre si mimava. L’ultimo giorno, la messa col Vescovo e tanti sacerdoti che celebravano. Io penso che in questo pellegrinaggio ci siamo portati a casa qualcosa di prezioso: Maria ci ha chiamato e riuniti per festeggiare insieme un intero paese e i nostri 50 Anni di Fede e Luce; Gesù e Maria in quei giorni erano con noi portando l’amore, la fede e la speranza. Un Cammino insieme, speranza che non delude. Grazie a tutti, è stato bello ritrovarci. Evviva Fede Luce!

Nora Buccheri (Gratosoglio – MI)

Nora Buccheri (reporter di comunità) e Raul Izquierdo Garcia (coordinatore internazionale) al pellegrinaggio di Fede e Luce a Pompei

Nora Buccheri (reporter di comunità) e Raul Izquierdo Garcia (coordinatore internazionale) al pellegrinaggio di Fede e Luce a Pompei

Da 50 anni nella mia vita

Fede e Luce fa parte della mia vita da ben circa 50 anni. Era Natale 1978 quando Beatrice detta Bice, la mamma di Rita, mi ha invitato a partecipare alla festa di Natale nel teatro della parrocchia di Santa Silvia. Santa Silvia, il gruppo di Mariangela Bertolini la lungimirante fondatrice di Fede e Luce. Durante quella festa, tutta la mia famiglia è stata delucidata da Anna Cece su quello che era ed è Fede e Luce. Quell’incontro e quella chiacchierata ha cambiato non solo la mia vita ma di tutta la famiglia Colangione. In altre parole, è stato un matrimonio: FL ha sposato Colangione e Colangione ha sposato FL.

Marco Colangione (Roma)

Le persone possono fare la differenza

Mi ha colpito molto la storia di Fede e Luce, raccontata e proiettata attraverso un video: ho percepito il duro lavoro e il grande impegno portato avanti da Fede e Luce in tutti questi anni, fin dalla sua nascita. Cinquant’anni di amore e solidarietà. Eravamo un gruppo di persone di nazionalità diverse, e in molti hanno condiviso le loro esperienze con Fede e Luce.
Un pomeriggio si poteva scegliere se andare a vedere gli scavi di Pompei o rimanere in albergo per seguire un laboratorio di cucina. Io ho scelto di visitare gli scavi. Non è stato facilissimo passeggiare per le strade antiche, ma è stato possibile grazie al fatto che l’area era attrezzata per i carrozzati. Al Colosseo, per esempio, sarebbe impensabile!
Gli scavi mi sono piaciuti molto e consiglio a chi non li ha ancora visti di andarci: ne vale davvero la pena. Uno tra i tanti aspetti belli di questi incontri è che ogni volta affrontiamo tematiche nuove che vengono condivise in cerchio ed ognuno può raccontare la propria riflessione ed esperienza personale. È stato un viaggio pieno di emozioni, imprevisti, incontri e bellezza. Un’esperienza che ha dimostrato, ancora una volta, quanto sia forte e viva la comunità di Fede e Luce, capace di accogliere tutti, superando ogni barriera. Un pensiero particolare va ad Antonio Piscitelli che, con la sua sensibilità e disponibilità ci ha accompagnati con amore in questo viaggio.
Il suo impegno è la dimostrazione concreta di come le persone possano fare la differenza, capaci di donarsi senza alcuno sforzo, in modo del tutto spontaneo e naturale.

Federico Fucili (Roma)

Federico (a destra) e Lorenzo agli scavi di Pompei

Federico (a destra) e Lorenzo agli scavi di Pompei

Se lo racconti?

Chi in aereo, chi in treno, chi in pullman, chi con le auto, ci siamo trovati a Pompei, città molto accogliente. Ci ritroviamo in circa 500 tra Italia ed estero. Ogni comunità aveva il suo stendardo per farsi riconoscere e ogni regione aveva un foulard di colore diverso… un arcobaleno di colori! Quanti sorrisi, quanti abbracci, che bello ritrovarsi ognuno con le proprie fatiche, le proprie esperienze, ognuno con la voglia di stare assieme e alla scoperta di nuove cose. Sono ritornata carica, rigenerata; avevo voglia di rivedere tanti amici storici e in queste occasioni si fanno tante nuove amicizie. La famiglia di Fede e Luce cresce, le mie aspettative sono state appagate. Rivedersi per confrontarsi, per scambiarsi idee, per aggiornarsi: nelle piccole cose si vedono le grandi cose. Anche chi è venuto per la prima volta al pellegrinaggio ha scoperto cose nuove, ha visto una realtà che se la racconti non ti rendi conto ma la devi vivere.

Flora Atlante (Cesano Boscone – Milano)

Non conta il luogo ma incontrarsi

Si va in pellegrinaggio, di solito, verso luoghi santi e/o dedicati a qualcuno. Si va anche in compagnia di persone care certo, ma il pellegrinaggio è “riservato” alla località o al santo o beato di turno.
Il pellegrinaggio di Fede e Luce al quale abbiamo appena partecipato, invece, è concepito ogni dieci anni circa, per ri-incontrare qualcuno: quelli che hai visto, abbracciato tanti anni fa, ci hai parlato, hai guardato da vicino negli occhi, hai mangiato, pregato insieme. Hai conosciuto i suoi problemi o hai parlato dei tuoi e hai ricevuto attenzione e comprensione. Rivedi e puoi riabbracciare i fragili delle comunità che ti riconoscono e ti dedicano un sorriso e uno sguardo disarmante perché la loro sensibilità ti dipinge ai loro occhi come qualcuno che li accetta e vuole loro bene. E le giornate diventano piene e dense di attività con gli amici vecchi e nuovi: quasi non conta il luogo dove ci si incontra, che è sempre degno di massimo rispetto e bello da vedere, ma è lo stare insieme in maniera gioiosa. Al termine di soli quattro giorni di attività ti parrà di conoscere da sempre colui o coloro con i quali hai dialogato e vissuto per così poco tempo. Ti sembrerà di aver fatto “il pieno” di messaggi di amore e gioia e porterai per i giorni e le settimane a venire una nostalgia per quei momenti. E basterà aspettare il prossimo incontro per risvegliare all’istante la pienezza di quei momenti e desiderarli ancora!

Giuseppe Domanico (Bari)

Alcuni pellegrini di Fede e Luce a Pompei

Alcuni pellegrini di Fede e Luce a Pompei

A distanza di qualche settimana…

Ritornare ad un pellegrinaggio di FL è stato come fare un bagno nella fonte della giovinezza. Ho ritrovato volti, emozioni, gioie vecchie eppure nuovissime. E oggi durante la messa, ho trovato anche la risposta alla terza domanda del nostro momento di condivisione (“Hai mai provato la gioia del Magnificat, la gioia di vedere che Dio agisce?”ndr). Ho provato quella gioia vasta, indescrivibile, quasi immotivata e nello stesso tempo travolgente e inarrestabile guardando gli occhi dei miei amici, di quelli più vistosamente fragili e di quelli che lo sono in modo più nascosto. C’era una luce, uno scintillio che rendeva tutto trasparente e faceva intravedere l’anima, quel bello che ognuno di noi ha e che a volte solo Gesù sa vedere. L’ho vista nei sorrisi larghi, a volte un po’ sghembi, sorrisi che andavano da un orecchio all’ altro e diritto al cuore. Eccoli ho sentito la gioia di vedere la luce di Dio, la sua azione, il suo amore. Ho partecipato a diversi pellegrinaggi ma mai mi sono sentita così spesso un nodo stringermi la gola e le lacrime offuscarmi gli occhi, anche ora che scrivo. Abbraccio tutti con immenso amore e gratitudine.

Elena (Milano)

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.172

 

Diagolo Aperto n. 172 – Dal cuore di Pompei ultima modifica: 2026-01-26T10:13:33+00:00 da Redazione

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