Cinquant’anni di storia, una lunga avventura che prosegue in Italia dal 1975. Una bella avventura, che viene portata avanti con tutte le fatiche di questi nostri tempi complicati, ma che rimane viva grazie ai legami tessuti in questo cammino, che tocca tante regioni, tante comunità.

Il cammino di Fede e Luce è iniziato con il grande pellegrinaggio del 1971 a Lourdes. Poco dopo, grazie a Mariangela Bertolini e ad altri pionieri, il movimento ha mosso i suoi primi passi anche nel nostro Paese. Nell’Anno santo del 1975 si ricorda l’avvio italiano con un altro pellegrinaggio, indimenticabile per chi c’era, in cui Paolo VI gettò i fogli del suo discorso e disse ai partecipanti: «Non ho altro da dire a ciascuno di voi, se non che Dio ti ama così come sei».

Nella scia di quella esperienza le prime comunità sono nate a Roma e poi piccoli semi sono spuntati al nord e al sud, per crescere a poco a poco. Oggi si continua a seminare, mentre qualche gruppo arranca un tantino. È la vita: c’è chi corre spedito e chi vacilla. Ma la fiamma rimane accesa e Fede e Luce vuole celebrare ancora oggi la presenza di un Dio che ci ama così come siamo e cammina al nostro fianco.

Lo faremo accanto al Santuario della Beata Vergine Maria del Santo Rosario di Pompei, dal 18 al 21 settembre 2025. Giornate di festa e di celebrazione, nel nostro stile. Il pensiero corre a Maria, che ci accompagna dalla grotta di Lourdes. Così, il filo rosso che collegherà tutti gli eventi del pellegrinaggio nazionale sarà l’incontro tra Maria e la cugina Elisabetta, che dà il la al Magnificat. «Grandi cose ha fatto il Signore per noi», dice Maria in attesa del Salvatore. «Grandi cose ha fatto per noi» ripeteremo noi, riuniti a Pompei.

Vogliamo esprimere il nostro grazie per tutto quello che ci è stato donato in questi cinquant’anni: la gioia di ogni incontro, i passi condivisi, feste, pizzate, casette, campi estivi. Grazie per tutte le volte che ci è stato possibile essere segno, nella società e nella Chiesa, di un modo semplice di accoglierci gli uni gli altri: davvero fratelli tutti, come suggerisce Papa Francesco. Fratelli tutti fragili, perché il nostro cammino si regge proprio su questo: sulla fragilità di ciascuno di noi, persona con disabilità intellettiva, genitori e fratelli, amici, sacerdoti e religiose che accompagnano la vita spirituale di tutti quanti.

Al centro di tutto, l’incontro. Come l’episodio della visitazione, ricorderemo il passato per favorire nuovi passi verso il domani

A Pompei vogliamo rendere grazie e guardare con speranza al futuro, in questo anno giubilare in cui siamo a livello internazionale «pellegrini di speranza». Ricorderemo il passato per favorire nuovi passi verso il domani.
Due équipe sono al lavoro da mesi, per pensare agli aspetti logistici e tematici, mentre il presidente nazionale Pietro Vetro e la segreteria ci supportano costantemente, cosa di cui siamo loro molto grati.

Le comunità saranno protagoniste, perché è stato chiesto a ciascuna di esse di rappresentare il numero «50» in modi diversi, con tutta la fantasia possibile. E di filmare il risultato delle loro proposte.
Poiché sappiamo di essere parte di una grande famiglia internazionale, avremo con noi anche amici che arrivano da lontano: in primis il coordinatore internazionale Raul Izquierdo, che condividerà il nostro pellegrinaggio con la moglie Laura. Poi ci saranno delegazioni di Slovenia e Croazia, con cui i legami stanno crescendo in questi anni e amici di Cipro e Albania, legati a Kimata.

Sarà bello fare festa, alzando i nostri stendardi nel grande salone: tutti riuniti, come avviene ogni dieci anni, per dirci quanto è bello questo cammino, quanta gioia ci regala.
Non vogliamo anticipare nulla sugli ospiti che saranno con noi. Di sicuro sarà emozionante la veglia che vivremo nel Santuario di Pompei, ricordando tutte le componenti di Fede e Luce. E non mancherà la visita al sito archeologico: cercheremo di viverla con attenzione alle fragilità di ciascuno, nel modo più sereno e ordinato possibile. Grandi cose ha fatto per noi il Signore. Grandi cose ha fatto per noi Fede e Luce. Il nostro grazie è davvero immenso e guardiamo avanti con fiducia. OL

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.170

Disegno di Papa Francesco, mano bambino

 

Verso Pompei per i 50 anni di Fede e Luce in Italia ultima modifica: 2025-07-29T16:37:06+00:00 da Angela Grassi

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