Eccoci alla seconda selezione di film da Venezia 82 (qui la prima parte). Con la pioggia e con il sole, davanti al tappeto rosso del Palazzo del Cinema, al Lido di Venezia, c’è sempre qualcuno che si ferma per ore o addirittura per giorni: sono i cacciatori di autografi e di selfie con le star del cinema. E i film della Mostra del Cinema? Per essi c’è un altro pubblico, che invece riempie le sale. Pubblico pagante e accreditati hanno l’imbarazzo della scelta, ci sono film su tutti gli argomenti: ad esempio, le dittature comuniste, il colonialismo, le biografie di personaggi storici. La Mostra permette sempre di fare un bel ripasso dai libri di storia.
Orphan
Venezia 82 – Concorso

Orphan di László Nemes – Venezia 82
Il regista ungherese László Nemes si è ispirato alla biografia di suo padre per mettere in scena una vicenda che inizia con la Seconda Guerra Mondiale e prosegue negli anni immediatamente seguenti la repressione sovietica della rivoluzione in Ungheria del 1956. Un ragazzino nato durante il conflitto mondiale, convinto che suo padre ebreo sia stato internato dai nazisti e ancora speranzoso nel suo ritorno a distanza di oltre dieci anni anni, scopre che la madre gli ha sempre mentito quando un altro uomo sostiene di essere il suo vero padre. Il thriller familiare – il presunto padre, anche quando prova a essere premuroso, è una figura possente e minacciosa che disgusta il ragazzino – si mescola al clima dí generale paura e sfiducia di un paese sottomesso con la forza da una potenza estera. L’accettazione forzata della realtà per quel che è, quando il desiderio di cambiamento viene frustrato, spinge la vicenda verso chiaroscuri (esteriori e interiori) angoscianti ma inevitabili.
Mother
Orizzonti – Concorso

Mother – Entre Chien et Loup – Venezia 82
Non ci si poteva aspettare un’agiografia di Madre Teresa da parte della sua connazionale macedone Teona Strugar Mitevska, ma neppure un’opera di pura finzione, da una regista che aveva già realizzato tempo fa un documentario sullo stesso soggetto e ha messo in scena molte delle informazioni raccolte nelle interviste a chi l’aveva conosciuta. Mother è concentrato nello spazio di una settimana cruciale del 1948, in cui Madre Teresa (Noomi Rapace) era in attesa dell’approvazione del Vaticano alla sua richiesta di fondare un ordine monastico: affronta una crisi quando scopre che la sua più fidata consorella è incinta. Questo è un fatto che la regista non ha confermato come vero ma è servito per mettere in scena le idee cui Madre Teresa era fortemente legata, pur mettendone in scena anche i dubbi: rigida sui doveri delle donne come sul compito di aiutare sempre e comunque i più deboli e indifesi, proprio nell’intransigenza trovava le fondamenta della sua forza morale.
Dinții de lapte (Milk Teeth)
Orizzonti – Concorso

Dinți de lapte (Milk Teeth) – Emma Mogos (Credits Sabina Costinel) – Venezia 82
Romania, aprile 1989: una bambina scompare nel nulla. Ad affrontare l’attesa e la paura, una madre che non si accontenta delle indagini della polizia comunista, un padre rassegnato, una sorella che deve proseguire la sua comune vita da bambina pur consapevole del peso dell’assenza. Nelle ultime fasi di un regime così cupo da avvolgere interamente la vita dei rumeni, questo piccolo dramma familiare, diretto da Mihai Mincan, riporta a una dimensione intima il senso opprimente dell’attesa di un cambiamento che sembra non arrivare mai, e la paura che gli orrori del passato non possano essere del tutto superati.
Nuestra tierra
Fuori Concorso – Non Fiction

Nuestra tierra (Landmarks) di Lucrecia Martel – Venezia 82
Lucrecia Martel ha lavorato per anni al documentario su Javier Chocobar, membro della comunità indigena Chuschagasta, del nord dell’Argentina, ucciso durante un violento alterco con un gruppo di persone bianche che pretendevano il possesso delle stesse terre reclamate storicamente dagli indigeni. Le immagini del processo sono solo il punto di partenza di un’esplorazione appassionata del rapporto della comunità con la propria storia e la propria terra: radici molto più profonde delle espropriazioni messe in atto dai conquistatori europei. La memoria di un popolo ha più forza delle leggi imposte con la forza, in un film che tenta di riscrivere in modo più giusto la questione storica irrisolta del colonialismo.
Boomerang Atomic
Fuori Concorso – Cortometraggi

Boomerang Atomic di Rachid Bouchareb – Venezia 82
Una raccolta di materiali d’archivio, raccolti dal regista franco-algerino Rachid Bouchareb, ci presenta le testimonianze dei test atomici svolti dalla Francia negli anni Sessanta nelle sue colonie nordafricane, in particolare nel Sahara algerino. Dai video di allora si percepisce un’indifferenza totale nei confronti di quei territori e degli abitanti (anche se si sosteneva, a torto, non ce ne fossero), tutto per il presunto bene superiore dei francesi. Non furono test indolori e le popolazioni autoctone ne pagano ancora le conseguenze, come si vede nelle scene finali. È un ottimo sistema, usare parole e immagini dei colonizzatori per smascherare l’ipocrisia delle azioni di chi ha abusato della propria forza contro chi era considerato inferiore e indegno di attenzioni.
