Buon pomeriggio, i miei cari lettori, nell’ultimo pezzo vi avevo accennato che avrei detto come sarebbe andato il viaggio a Pompei. Beh, è andato benissimo! A parte qualche intoppo che per come la vedo io si poteva evitare, però va bene così.
A Pompei c’erano tutte le comunità italiane e alcune estere, ma soprattutto una cosa che mi ha colpito è stata rivedere la mia prima comunità. E vedere i giovani che collaboravano con gli scout, che per la prima volta conoscevano Fede e Luce. Un’altra cosa bellissima è stato vedere come tutti quanti si sono messi in gioco ad esempio durante il laboratorio di pasticceria che ho adorato tanto perché, chi mi conosce bene lo sa, a me piace molto cucinare. Fare dei dolci o cucinare il salato per tutti mi ha fatto sentire utile, diciamo, per le varie comunità. Ho dato qualcosa di me a tutti quanti, non solo a chi mi conosce.
Però c’è stata una cosa che mi ha segnato tanto, come ho detto anche nella testimonianza che vedete qui sotto. Ero presente lì fisicamente, però il cuore stava a Roma con il nostro grande Pietro. E perdonatemi se vi dico che questo pellegrinaggio lo dedico a lui, perché anche se lui non c’era… non c’era fisicamente, però era con noi con lo spirito.
Che dirvi: lascio parlare le foto, i video, perché… scusate, ci sono emozioni che non si possono raccontare. I sentimenti si possono raccontare fino ad un certo punto, però queste sensazioni che ho vissuto io in questi giorni a Pompei, sono nel parere che vanno vissute. Vanno vissute perché poi ci fanno crescere. La cosa bellissima è stata vedere tutte le comunità riunite nel santuario di Pompei durante la veglia del sabato sera. È stato molto significativo poiché Fede e Luce si basa sulla preghiera, e vedere tutte quelle luci con il buio che brillavano è stato bellissimo! D’altronde il nostro motto è proprio “meglio accendere una luce che maledire all’oscurità”. Alla prossima!


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