1989 -2025: ha una lunga storia vissuta assieme La Scintilla, nata dal sogno di costruire un luogo di sostegno e presenza che non lasciasse indietro nessuno. Ispirata dall’esperienza delle comunità di Fede e Luce a Napoli, l’associazione, ospite del Pio Monte della Misericordia (storico palazzo nel centro della città), è frequentata da 40 persone con disabilità e dalle loro famiglie, 20 tra dipendenti e collaboratori, 20 volontari. Due i progetti principali: un co-housing per il Dopo di noi per il futuro di 7 adulti e uno spazio quotidiano di formazione e autonomia per 30 persone.
Sono tante le attività realizzate in ascolto dei desideri delle persone coinvolte: laboratori con artigiani per cuoio e pelletteria, creta, gioielleria, cucito; laboratori con maestri e artisti di teatro, percussioni, danza; attività motorie guidate da esperti di ginnastica e yoga; e, soprattutto, percorsi di professionalizzazione per accompagnatori/trici turistici in cinque siti storici e museali, come addetti/e di caffetteria e di vendita in fiere e mostre cittadine.
L’idea che ispira i progetti de La Scintilla è quella di conoscere il territorio, tessere legami, costruire relazioni che permettano esperienze di inclusione dei giovani con disabilità cognitiva e con disturbi del neuro-sviluppo. E farlo insieme a professionisti motivati e sensibili impegnati in varie realtà, per realizzare spazi di piena partecipazione di giovani altrimenti tagliati fuori dal mondo. Gli educatori, gli operatori e i volontari lavorano da facilitatori nel percorso che ciascuna persona con disabilità compie verso la realizzazione di sé, delle proprie competenze e aspirazioni, e nell’organizzazione del tempo libero.
Dal cinema del sabato sera alle vacanze, per accompagnarli verso una vita gioiosa, indipendentemente dai limiti imposti dalla condizione di disabilità. Un’attenzione particolare viene dedicata alle famiglie e a quanti si occupano delle persone con disabilità attraverso percorsi di accompagnamento educativo, personalizzati e di gruppo: qualunque cambiamento ha origine nella famiglia e si realizza attraverso essa.
L’associazione, che non si avvale di convenzioni pubbliche, si finanzia grazie ai tanti amici che la sostengono, alle famiglie che contribuiscono, ai progetti con enti e fondazioni bancarie e con la Legge 112/2016 che permette l’esperienza della residenzialità indipendente.
Molte cose sono cambiate rispetto agli inizi, a fine anni Ottanta: se allora si era orientati a realizzare luoghi di amicizia e di incontro che potessero rappresentare uno spazio di vita serena fuori dalla famiglia, oggi invece i ragazzi desiderano autonomia, la vita come tutti, un fidanzato o una fidanzata, una casa, un lavoro. Noi facciamo di tutto per sostenerli con nuova creatività nella realizzazione di quanto possibile. Ciò che resta alla fine di ogni giorno è la sensazione chiara che quella felicità possibile è nello sguardo di affetto, accoglienza, rispetto e fiducia che possiamo offrirci uno con l’altro.
Uno sguardo che si realizza a partire da quel senso di appartenenza, dal volersi bene con fedeltà quotidiana, nella condivisione comunitaria in cui ognuno offre in dono ciò che è. In tutto questo, maestri e maestre sono proprio le persone con disabilità che sanno condurci per mano nella dimensione profonda di affidamento e semplicità.
Il sogno iniziato con Fede e Luce tanti anni fa continua oggi in forme e modi differenti, ma con la stessa certezza: è il mondo di tutti, con i suoi meccanismi di dominio economico e di performance sempre più massacranti, ad aver bisogno di essere trasformato per ritrovare spazi di umanità autentica grazie alla forza di chi, in teoria, è più debole. OL
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