Anche quest’anno, per sfruttare al meglio il tempo libero durante le feste, ecco qualche suggerimento su cosa guardare al cinema o sulle piattaforme; non storie natalizie, ma storie vere (o ispirate alla realtà) che possono anche far riflettere, oltreché intrattenere.

C'era una volta mia madre (Ken Scott, 2025)

C’era una volta mia madre
al cinema dal 4 dicembre
In Francia, l’avvocato Roland Perez è conosciuto per le sue presenze in radio e televisione, e per l’autobiografia Ma mère, Dieu et Sylvie Vartan da cui il regista canadese Ken Scott ha tratto questo film di grande successo oltralpe. Roland nacque in una famiglia popolare di origine marocchina, con un piede torto congenito che secondo tutti i medici gli avrebbe impedito di camminare; sua madre non accettò la diagnosi, si ostinò a non fargli usare un tutore e cercò in ogni modo una soluzione medica, contro il parere di tutti. Un atto d’amore incondizionato per un figlio al quale voler offrire a tutti i costi le stesse opportunità di chiunque altro, o un involontario inno all’abilismo da parte di una madre incapace di accettare che il figlio potesse affrontare la sua vita con una disabilità motoria? In questa storia di amore materno, profondo e commovente ma a tratti soffocante, le contraddizioni morali non mancano, se si osserva il film andando oltre un primo livello puramente emotivo.

La Piccola Amélie (Maïlys Vallade e Liane-Cho Han, 2025)

La piccola Amélie
al cinema dal 1° gennaio
Versione addolcita del romanzo in parte autobiografico di Amélie Nothomb, è un film di animazione raccontato dalla bambina protagonista che si chiama proprio Amélie, nata in Giappone da una famiglia belga: nei suoi primi due anni e mezzo non ha alcun controllo di sé e il suo corpo resta immobile, poi come per magia recupera il tempo perduto imparando velocemente a muoversi, a parlare, a interagire con l’ambiente circostante. I giapponesi hanno la credenza che fino a tre anni tutti i bambini siano come degli dèi; quindi, Amélie si sente davvero una piccola dea e come tale prima osserva, poi sperimenta, tutto ciò che può, tra scoperte belle (il cioccolato) e brutte (lutti e separazioni). La delicatezza dei disegni morbidi e colorati, adatti a meravigliare il pubblico più giovane, dà vita a un racconto tenerissimo dell’infanzia; forse è proprio così che la vorremmo ricordare da adulti, se potessimo tornare indietro ai nostri primi tre anni. A confermare che il film diretto da Maïlys Vallade e Liane-Cho Han è adatto a tutte le età, qualche mese fa è arrivato il prestigioso premio del pubblico per il miglior film europeo della sezione Perlak al Festival di San Sebastián.

Deaf President Now! (Nyle DiMarco, Davis Guggenheim, 2025)

Deaf President Now!
su Apple Tv
Nel 1988, la Gallaudet University di Washington fu teatro di grandi proteste studentesche. Sebbene molto partecipate, furono relativamente silenziose: è un istituto per studenti sordi, l’unica università degli USA con i corsi nella lingua dei segni statunitense (ASL, American Sign Language). Le proteste si scatenarono quando fu nominata alla presidenza una donna udente anziché uno dei due candidati sordi, decisione in linea con quanto sempre fatto ma ritenuta non più accettabile da una generazione di studenti consapevoli delle proprie capacità. Alcuni leader della protesta si sono fatti intervistare per ricordare quelle settimane decisive per il movimento dei diritti civili: ovviamente si esprimono tutti nella lingua dei segni, con la voce dei doppiatori a tradurre le loro parole. Colpisce, in questo documentario (diretto da Nyle DiMarco e Davis Guggenheim) che ricostruisce tutti i fatti da più punti di vista, la divisione incolmabile tra una comunità sorda orgogliosa e matura, e un ambiente accademico risoluto nella convinzione che i sordi avessero invece bisogno di essere supervisionati.

Chris Hemsworth: un memorabile viaggio on the road (Disney+, 2025)

Chris Hemsworth: un memorabile viaggio on the road
su Disney+
Famosissimo per il ruolo di Thor nei film tratti dai fumetti Marvel, l’attore australiano Chris Hemsworth ha affrontato la notizia della diagnosi di malattia di Alzheimer del padre nella maniera che meglio conosce: coinvolgendolo in un documentario. La terapia della reminiscenza (secondo cui stimolare l’emergere dei ricordi può aiutare il benessere di chi ha disturbi cognitivi e rallentare il decorso della malattia) viene messa concretamente in pratica grazie a un viaggio assieme di padre e figlio, nei luoghi dove la famiglia aveva vissuto in passato; i due si spostano in motocicletta, anche nelle zone selvagge del nord australiano, raggiunti solo successivamente dalla madre dell’attore. La macchina da presa riprende i momenti buoni e quelli meno buoni, senza poter davvero stabilire in anticipo cosa filmare. Per Chris Hemsworth, il tuffo nei ricordi del padre (e suoi) è anche un modo per creare nuove esperienze condivise, catturate per sempre nelle immagini di quest’opera, che in futuro potrebbero essere utili a lui stesso, se dovesse sviluppare la stessa malattia del padre e i suoi figli dovessero trovarsi nella situazione che oggi è la sua.

Pulse (Netflix, 2025)

Pulse – stagione 1
su Netflix
Le serie di ambientazione ospedaliera hanno tutte, più o meno, gli stessi ingredienti. Questa ha cercato di affrontare temi fortemente contemporanei sin dal primo episodio: un pronto soccorso di Miami, dove si parla sia inglese sia spagnolo (primo tema: le migrazioni), è travolto da un problema di molestie sul lavoro (secondo tema: i diritti delle donne) e da un’emergenza dovuta a un uragano che colpisce la città (terzo tema: i cambiamenti climatici). La vera novità, nella ricerca di realismo, si vede già dopo un paio di minuti, quando compare il personaggio di Harper Simms, una specializzanda in medicina d’urgenza che usa una sedia a rotelle. Jessy Yates, giovane attrice con paralisi cerebrale nel suo ruolo finora più importante, ha imparato da veri medici con disabilità come simulare credibilmente le procedure mediche dal suo particolare punto di vista, mai mostrato prima. Parlando del personaggio, che offre uno squarcio realista inedito per questo genere, ha detto: «La disabilità di Harper chiaramente viene fuori, ma non è la sua principale fonte di conflitto. Il che riassume abbastanza bene la mia esperienza con la disabilità». Piaccia o meno questa serie, però, è meglio non affezionarsi troppo ai personaggi, perché non ci sarà una seconda stagione.

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I film (e la serie) da vedere durante le feste ultima modifica: 2025-12-23T10:50:37+00:00 da Claudio Cinus

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