L’appuntamento per la partenza era alle 8 alla chiesa di Sant’Anna. La sera precedente con mia madre abbiamo preparato la valigia, cercando di far entrare tutto il necessario per questi quattro giorni in una piccola valigia perché c’era poco posto nella macchina, ma noi ce l’abbiamo fatta.
28 luglio. Mio padre mi ha accompagnato, puntuale come sempre, e mi hanno fatto andare con la sorella di Giacomo. In macchina con noi c’erano anche Marcella e il marito di Enza. Il viaggio non è stato lungo ma molto bello, il cielo era sereno e c’erano tanti uccelli che volavano. Arrivati a Tricase abbiamo trovato anche altri gruppi, tanti ragazzi e ragazze. Per prima cosa abbiamo sgombrato la valigia e preparato il letto e poi siamo andati in piscina a fare la prima nuotata mentre le cameriere preparavano i tavoli per il pranzo che è stato molto interessante, spaghetti alla carbonara e pollo. Nel pomeriggio siamo stati impegnati con vari giochi.
29 luglio. Oggi è il mio compleanno, compio cinquant’anni! La giornata è cominciata con la telefonata della mamma e di papà, degli altri parenti, degli amici dell’Archivio di Stato dove io ho lavorato tanti anni fa. Anche don Michele era al telefono e parlava con “qualcuno”. Mi passa il telefono e – non ci crederete! – al telefono c’era il nostro vescovo, monsignor Giuseppe Favale che mi dice: “tanti auguri, Efrem!”. Sono rimasto sbalordito e ho detto: “Eccellenza, grazie, non mi aspettavo anche gli auguri del vescovo!”. Dopo, io, Etta e Marcella siamo andati a fare una passeggiata. Ad un certo punto è squillato il telefono di Etta: “potete tornare…”, dicevano. Siamo tornati, ed ecco un’altra sorpresa: tutta la veranda era piena di palloncini colorati, sul tavolo una torta-gelato. Mi hanno messo in testa una corona con un grande “50” e cantavano tanti auguri. Quando ho visto tutto questo mi sono commosso e ho cominciato a piangere a singhiozzi e dicevo: “monelli, monelli!”. Insomma sarà difficile dimenticare questa bella festa che proprio non mi aspettavo.
30 luglio. Oggi siamo andati ad Alessano, il paese del Vescovo don Tonino Bello. Siamo andati a visitare la sua tomba e la chiesa dove il parroco conosceva anche don Gerardo Serra che è un mio zio, amico del vescovo Tonino Bello. Marilena ci ha ricordato una delle frasi più belle di don Tonino: “ognuno di noi è un angelo con una sola ala, possiamo volare solo tenendoci abbracciati”. Abbiamo concluso la passeggiata ad Alessano con un gelato offerto da me per ringraziare della festa di compleanno. La sera abbiamo fatto le valigie per ritornare a Monopoli il giorno dopo. Ma prima abbiamo fatto festa dalle 9 a mezzanotte, io ho letto un’intenzione e alla fine abbiamo anche cantato Quante stelle, quante stelle, Dimmi tu la mia qual è, io non voglio la più bella basta sia vicino a te. E mi sono ricordato della mia infanzia.
31 luglio. La vacanza è finita, ci siamo un po’ abbronzati, siamo stati bene ed ora ritorniamo a casa con un po’di nostalgia ma molto contenti


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