Erano i primi di settembre del 2023 quando Margherita Tercon ha pubblicato un annuncio per una produzione cinematografica che cercava un attore autistico con un’età scenica di 30-40 anni. Bisognava inviare un videotape di presentazione a lei, che poi lo avrebbe girato alla produzione.

Con mia sorpresa, fui subito contattato. Mi inviarono un copione da recitare in un altro videotape da mandare loro e, dopo poco, ricevetti una telefonata: mi volevano il giorno dopo a Roma, agli studi di Tiburtina, per un provino dal vivo per La Vita Grandi (disponibile su Netflix). Mi pagarono il biglietto dei mezzi pubblici, mi vennero a prendere alla stazione e, una volta agli studi, incontrai direttamente la regista, Greta Scarano. Non avevo idea di chi fosse. Presente gli interessi ristretti? Ecco, la stessa cosa poi mi è successa quando ho lavorato con Lorenzo Flaherty in Le Ali Invisibili (disponibile su Rai Play), non lo conoscevo prima di lavorarci. Il vantaggio è che non ho avuto pressioni.

Durante il provino, Greta mi fece ripetere la scena del videotape e me ne fece provare altre due. Fu lì che scoprii che il film era basato sulla storia di Margherita e di suo fratello Damiano. Mi fissarono un altro provino due giorni dopo, lo stesso giorno in cui ero a Roma per partecipare all’Aut Art Festival, una grande manifestazione che dà spazio agli artisti autistici per raccontare l’autismo attraverso l’arte.

Con mia grande sorpresa, un altro attore presente al festival era conosciuto dalla produzione. Scoprii che quella sera sarebbero venuti al teatro del festival per vedere il suo spettacolo. All’inizio pensavo fosse solo un incontro tra amici, ma poi, vedendo la performance di Yuri Tuci, mi chiesi perché mai la produzione stesse ancora perdendo tempo con me quando conoscevano un attore autistico così bravo. Anzi, molto più bravo di me. A oggi lo chiamo amichevolmente maestro.

Eppure, mi chiamarono per altri due provini. Nel frattempo, iniziai a fare amicizia con Yuri e scoprii che anche lui stava facendo i provini per La Vita da Grandi. A quel punto era evidente che il favorito fosse lui – e ripeto, è più bravo di me. Quando la scelta ricadde su di lui ne fui felice perché Yuri era la persona giusta.

Ma questa esperienza mi diede una tale energia che, poco dopo quei provini, riuscii anch’io a ottenere il mio ruolo da protagonista in Le Ali Invisibili. Per la prima volta, capii che non facevo schifo a recitare. Il problema non ero io, ma il modo in cui il mondo del cinema guardava agli attori autistici. Ai provini, spesso chi provinava non accettava le mie caratteristiche autistiche: l’introversione e la difficoltà a comunicare con persone sconosciute venivano scambiate per mancanza di professionalità. Così, finivo per fare un eccessivo masking, recitando due ruoli: oltre alla parte assegnata, dovevo anche interpretare un neurotipico che sta facendo un provino, per mascherare il fatto che sono autistico.

Solo in seguito ho realizzato che esiste una barriera culturale nel mondo del cinema, ed è una barriera invisibile. Ma la cosa più bella è che, in Le Ali Invisibili, ho avuto modo di raccontarla.

Ultimamente poi sono tornato anche al teatro, nella sede del già citato Aut Art Festival mi sono esibito in coppia con Niccolò Centioni (celebre per il personaggio di Rudi Cesaroni) in uno spettacolo comico intitolato La Diagnosi dove lui interpreta, in un ipotetico «mondo al contrario» un normopsichiatra infantile che si occupa appunto di «bambini normali» e io un padre autistico molto agitato per la notizia della diagnosi di normalità ricevuta per mio figlio. Il teatro in quell’occasione si è riempito di rumorose risate. Io spero davvero che questi due film cambino la coscienza di chi lavora nel mondo dello spettacolo e aprano finalmente le porte anche a noi autistici. Perché sappiamo essere attori molto bravi. Dopotutto, maestri del cinema come Anthony Hopkins e Dan Aykroyd lo hanno dimostrato oltreoceano.

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.171

 

Di provini, porte ed energia ultima modifica: 2025-08-20T10:55:01+00:00 da Niccolò Scarnato

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