«Era nel mondo degli odori che Flush passava la gran parte della vita. L’amore era soprattutto odore, la forma e il colore erano odore, la musica e l’architettura, il diritto, la politica e la scienza erano odore. Per lui anche la religione era odore». Con queste parole Virginia Woolf conclude la biografia del cane Flush. Era il 1933, non si trattava di un’esperta cinofila o veterinaria, eppure la scrittrice aveva colto qualcosa di eterno e profondo. Questa capacità di relazionare contesti, odori, emozioni e il concretizzarsi poi in esperienza, in legame, in affettività mi ha da sempre fatto sentire in grande empatia con il mondo “odoroso” dei cani, spontaneamente il mio.

Ero ancora adolescente, infatti, quando ho imparato a sviluppare questa competenza: associare odori a ricordi, profumi a emozioni. Avevo da poco 11 anni e la morte di mia madre generò un periodo molto difficile e profondamente sensibile. In quei mesi di grande confusione emotiva, un pomeriggio mi ritrovai, non so neanche io come, dentro l’armadio dei cappotti invernali di mamma; la cassaforte dei suoi odori e dei miei ricordi più primordiali.

Trascorsi tanti pomeriggi della mia gioventù lì dentro, nel buio delle emozioni più cieche, in mezzo a quel caos di fragranze, imparai a rielaborare ricordi e a trovare chiavi di lettura da portarmi nel mondo degli adulti. In quell’angolo di casa trovai un modo del tutto personale per poter fantasticare ancora con la presenza di mamma e riuscii a tatuare dentro di me un legame indissolubile che mi era sfuggito via per sempre.

Mi chiamo Giovanni Iannò, sono educatore e addestratore cinofilo, fondatore della scuola ComuniCane; prima a Milano e da circa 10 anni a Reggio Calabria ho come obiettivo professionale quello di diffondere una cultura nella gestione del rapporto uomo-cane privilegiando l’aspetto relazionale sia in ambito educativo che addestrativo. Seguire i primi passi incerti di una nuova famiglia e il loro cucciolo è per me motivo di grande responsabilità, calarsi nelle realtà familiari e trovare soluzioni che accontentino le esigenze di pelosi e non, è la parte più creativa e stravagante del mio lavoro.
Saper dosare motivazioni e talenti esistenti per creare delle relazioni funzionali, privilegiando collaborazione, attitudine e autostima andrà a completare un percorso educativo troppo importante per il benessere del nostro cane. Tutto questo sarà garanzia di innescare un circolo virtuoso di esperienze e condivisioni sempre nuove per tutto l’arco della vita del cane.

In ambito addestrativo mi prendo cura nel migliorare le relazioni di persone con disabilità motoria e i loro cani, aiutandoli a creare un rapporto sempre più stimolante e funzionale, con il grande obiettivo: autonomia.
La mia più grande passione resta il nosework, gli odori e le emozioni che ne scaturiscono, artefici certamente di questa fortissima empatia. Dopo tante esperienze col cane su maceria, ho trovato la mia dimensione, innamorandomi perdutamente, nel preparare cani da allerta diabete ed epilessia e tutte le dinamiche relazionali che orbitano in torno a esse. Si tratta di un viaggio speciale e dal doppio significato. Il primo, quello più visibile, l’aspetto funzionale sanitario, fornire un supporto ausiliare all’individuazione di eventuali crisi all’orizzonte, aumentare la prevedibilità e la tranquillità del nucleo familiare; ritagliando al cane un ruolo impegnativo e gratificante.

Il secondo è l’aspetto relazionale. Avere la consapevolezza di favorire la nascita di legami unici e indissolubili, soprattutto nei bambini: è tangibile la sensazione di quanto sia arricchente la relazione con il proprio cane «speciale», una crescita in cui il diverso (il cane) diventa aiuto e amico, e la malattia diventa pretesto e scoperta di valori stupendi.
Son contento di aver ridato luce a quell’armadio. Son contento di aver ridato voce a quel bambino. Son contento di aver reso parte di me quegli odori e quelle emozioni.

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n. 157, 2021

SOMMARIO

Editoriale
Grido di pace di Cristina Tersigni

Focus: Mai per caso
Quel riserbo che ha conquistato mio figlio di Nicla Bettazzi
Il mio Pato, che si fa sempre trovare di Simona Greco
Da quell’armadio di Giovanni Iannò
L’arte di rialzarsi di Laura Coccia
Chiediamo a Zampetta e Romeo di Nadia Pastori
Mirtilla e il capitano di Serena Sillitto

Intervista
Messe le basi, è tempo di ricostruire di Giulia Galeotti
Viale di Valle Aurelia di Rita Massi

Testimonianza
Fanny, che vede un futuro per se stessa di Melanie Castellani

Associazioni
Tutti portano, tutti ricevono di Cristina Tersigni

Spettacoli
E se essere sordi fosse un superpotere? di Matteo Cinti

Archivio
Maria e i delfini di Nicole Shulthes

Dialogo Aperto n. 157

Libri
Lotta per l'inclusione di Enrichetta Alimena
30 giorni per capire l'autismo
di Mélanie Babe, Marine Baroukh e Charline Dunan
ArcheoCasilina di AA.VV.
La cura dell'amore
di Eva Feder Kittay

Diari
La cosa più bellissima di Benedetta Mattei
Parlo di quello che so di Giovanni Grossi

La newsletter

Ogni mese inviamo una newsletter
Ci trovi storie, spunti e riflessioni per provare a cambiare il modo di vedere e vivere la disabilità.
Se prima vuoi farti un'idea qui trovi l'archivio di quelle passate.

Da quell’armadio ultima modifica: 2022-06-08T12:49:03+00:00 da Giovanni Iannò

Ogni mese inviamo una newsletter

Ci trovi storie, spunti e riflessioni per provare a cambiare il modo di vedere e vivere la disabilità.

Se prima vuoi farti un'idea qui trovi l'archivio di quelle passate.

Ti sei iscritto. Grazie e a presto... anzi alla prossima newsletter ;) Se ti va, quando la ricevi, facci sapere che ne pensi. Ci farebbe molto piacere.