Prenotata e vaccinata

Cari amici, sono contenta di scrivere che il giorno 11 maggio ho fatto il vaccino! Sul braccio sinistro ed è andato tutto ok. La sera, prima di andare a letto ho preso una compressa di tachipirina e poi ho dormito bene ed il giorno dopo non avevo più dolore. Spero di andare in vacanza con mia sorella in Puglia nel mese di luglio… se lei sarà a lavoro staremo a Roma e spero che con Fede e Luce ci potremo vedere e andare a fare i campi estivi. Distanziati da un metro e portando sempre la mascherina. Il secondo vaccino era per il 1 giugno ma poi lo hanno spostato al 15 giugno. Ho fatto quello Pfizer. Mi ha prenotato mia sorella, presso il sito della Regione Lazio, la notte che hanno aperto la mia fascia di età. Il giorno della vaccinazione ero un po’ agitata, perché avevo un po’ di paura ma poi è andato tutto bene.

In tutto il mondo festeggiamo

Cara Redazione, vi mando una breve, ma sentita, riflessione pensata dopo aver “vissuto”, insieme a voi, le celebrazioni del triduo pasquale per ricordare l’anniversario dei 50 anni dalla nascita del movimento di Fede e Luce.

È stato necessario un grande lavoro preparatorio e un grande impegno da parte degli organizzatori per concretizzare, in via telematica, il programma di quei giorni, che per necessità, ha dovuto sostituire il nostro incontro in presenza a Lourdes, pensato a questo fine. Avevo avuto il privilegio di essere stata individuata come rappresentante della provincia della Lombardia. Ho cercato di collegarmi e di seguire con l’aiuto del libretto stampato per l’occasione, il più attentamente possibile, tutti gli avvenimenti e ho dedotto che non si poteva fare di più e meglio.

Rimane, pur tuttavia, il dispiacere di non aver potuto partecipare in presenza, insieme a mio figlio Francesco, agli incontri e alle preghiere che sono state fatte. Non è finito questo difficile e lungo periodo di solitudine e di paura che abbiamo vissuto e stiamo vivendo ancora e, quanto, ci avrebbe fatto bene al cuore e alla mente poterci abbracciare e sostenere!

La cosa che più mi ha emozionato è stato il collegamento del giorno 1 aprile: vedere materializzarsi sullo schermo il viso, il nome, la voce, la nazionalità degli altri invitati dei tanti Paesi e nazioni del mondo è stato uno spettacolo indimenticabile. Il nuovo canto creato per l’occasione In tutto il mondo festeggiamo cantato da quasi tutti i partecipanti faceva da sfondo alla gioia che lo schermo emanava. Non ho dubbi: continuiamo a camminare e a sostenerci, sapendo che Fede e Luce continua nel tempo, poiché è una benedizione del Signore.

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n. 154, 2021

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SOMMARIO

Editoriale
Nove punti di Cristina Tersigni

Focus: Guardami, questa/questo sono io
Inneschiamo la valanga? di Giulia Galeotti
Cosa c'è sotto gli aggettivi di Laura Coccia
Con gli occhi di Corrado di Giorgia Fontani
Chi mettere al centro dell'obiettivo? di Enrica Riera
Eliminarli dalla nostra vista di Vittore Mariani

Intervista
Far vivere il luogo (e le persone) di cui si è custodi di Cristina Tersigni

Dall'archivio
Quel vecchio signore che non conosciamo di Marie Hélène Mathieu

Testimonianza
Mio figlio, che non voleva vedermi piangere di Grazia Maria Romanini

Associazioni
Quante cose possono nascere intorno a un libro di Cristina Tersigni

Fede e Luce
Piccole cronache dalla Lunigiana dalla Provincia di Kimata

Spettacoli
Incapace di reinventarsi di Claudio Cinus
Arriva Pablo, che vede il mondo a modo suo di Matteo Cinti

Dialogo Aperto

Libri
Maneggiare con cura di Marco Bove
Una specie di scintilla di Elle McNicoll
E poi saremo salvi di Alessandra Carati
Quello che non uccide
di David Lagercrantz

Diari
Padel, una parola che non si capisce di Benedetta Mattei
Tornando a casa di Giovanni Grossi

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Dialogo Aperto n. 154 ultima modifica: 2021-08-29T10:44:59+00:00 da Redazione

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