Negli anni Settanta un religioso dell’Ordine dei Figli dell’Immacolata Concezione portava cure e assistenza medica in una delle comunità più povere dell’Africa, a Sangmelima in Camerun. Era fratel Clemente Maino, missionario e infermiere, un dokita, dottore, secondo la lingua locale bulu. Clemente moriva nel 1974 dopo avere assistito con grande dedizione i malati di lebbra; i suoi amici in Italia vollero continuare la sua opera di assistenza e promozione dei diritti fondamentali delle popolazioni, a cominciare da quegli stessi luoghi. Chiamarono la onlus Dokita, in memoria del loro amico e ne hanno fatta un’associazione che si occupa di cooperazione internazionale. Perché quel che crediamo indispensabile per i nostri bambini sia realizzabile anche dove non esistono le condizioni economiche e sociali che noi conosciamo e diamo per scontate.

 

 

Sono passati trent’anni e da allora, in una comunione di intenti ben amalgamata, l’associazione laica porta un sostegno tangibile ai centri di assistenza dove opera la congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, in 13 paesi tra i 4 continenti, grazie alle donazioni raccolte proprio in Italia. “Mani tese” indispensabili, le descrive suor Laura Figueroa, argentina, responsabile di uno dei tre centri del Camerun, il Foyer de l’Esperance, nel Sud del paese. Qui ci si occupa prevalentemente di bambini e adolescenti, orfani in condizioni di particolare vulnerabilità e affetti da disabilità motorie. Dokita collabora anche alla gestione di un centro per la riabilitazione e il confezionamento di protesi e dell’unica scuola per bambini ciechi del Paese. Aiutare un bambino a camminare attraverso una protesi cambia la sua vita: nella possibilità di non dipendere troppo da altri, per recarsi a scuola e costruirsi un futuro diverso e fecondo. Tra quelle popolazioni, la causa maggiore di disabilità sono le gravi malattie infettive e virali che, quando superate, lasciano gravi conseguenze nel corpo e un futuro di emarginazione e povertà. Malattie da noi quasi dimenticate, come poliomielite, morbillo, lebbra, malaria, per la cura delle quali mancano strutture adeguate.

 

 

L’associazione è da sempre dedita alla difesa delle fasce di popolazione più deboli: donne, bambini, ammalati e quanti vivono a rischio di esclusione sociale. Nei suoi centri si combatte l’emarginazione dei bambini con disabilità con l’accoglienza, il supporto sanitario e fisioterapico di alta qualità e con l’istruzione. Perché i bambini abbiano le possibilità che conosciamo e auspichiamo per i nostri bambini e possano essere davvero tutti uguali. Con in mano le uniche armi che vogliamo veder loro imbracciare: un quaderno, un libro, tanta voglia di giocare, imparare a scoprire e conoscere il mondo.

La Newsletter

Ombre e Luci è anche una newsletter
Ci trovi storie, spunti e riflessioni per provare a cambiare il modo di vedere e vivere la disabilità.
Se prima vuoi farti un'idea qui trovi l'archivio di quelle passate.

Il blog di Benedetta

Un nuovo post ogni mese

L'archivio di Ombre e Luci

Bastano 2€ al mese per sostenere Ombre e Luci. Dona subito.


Costruire un mondo diverso, uguale per tutti ultima modifica: 2020-01-22T14:30:47+00:00 da Cristina Tersigni

Ogni mese inviamo una newsletter

Ci trovi storie, spunti e riflessioni per provare a cambiare il modo di vedere e vivere la disabilità.

Se prima vuoi farti un'idea qui trovi l'archivio di quelle passate.

Ti sei iscritto. Grazie e a presto... anzi alla prossima newsletter ;) Se ti va, quando la ricevi, facci sapere che ne pensi. Ci farebbe molto piacere.