AVVISO

Inchieste promosse dall’Arca internazionale hanno accertato gravi responsabilità di padre Thomas Philippe (la prima nel 2015) e di Jean Vanier (2020) nei confronti di diverse donne. Qui il comunicato più recente che condanna senza riserve queste azioni «in totale contraddizione con i valori che Vanier sosteneva» e con «i principi fondamentali delle nostre comunità».

Nostalgia di Comunione – Nuovi movimenti: sette cristiane o segni dello Spirito

Jean Vanier - Edizioni Piemme 1999, p. 63

Mi sembra di non avere mai conosciuto una persona esente da questo desiderio di accoglienza totale, di accettazione incondizionata, che mi viene spontaneo chiamare nostalgia di comunione. Nostalgia perché all’inizio della nostra vita terrena c’è un grembo materno ad accoglierci e forse anche perché all’inizio del mistero senza confini di ogni vita umana c’è la comunione trinitaria di Dio. È dunque la nostra origine, fondata su una comunione, che noi inseguiamo sempre nella nostra vita e che cerchiamo di costruire nei nostri rapporti d’amore e di amicizia che ahimè, sono disseminati di difficoltà e spesso falliscono miseramente.

Eppure niente riesce a spegnere del tutto la fiamma leggera di questo desiderio di comunione, una speranza che a volte ci sembra insensata ma insieme ci dice che sì, è proprio a questo che siamo destinati.

Molti gruppi oggi offrono all’uomo rifugio per le sue incertezze, calore umano per la sua solitudine, ma sono tutti ugualmente adeguati alle sue aspettative più profonde? Jean Vanier ci aiuta, in un piccolo libro, a farne discernimento, ci aiuta a giudicare: e noi sappiamo che possiamo fidarci di lui.

Egli ci dice che in alcuni di questi gruppi ci sono dei tratti, più o meno accentuati, propri di una setta piuttosto che di una comunità: quali sono?

  1. La chiusura verso il mondo esterno: solo il capo viene considerato l’ispiratore, il detentore della verità e la sua autorità è indiscussa.
  2. La forte spinta verso il proselitismo, la ricerca continua di nuovi membri perché il gruppo si sente unico portatore di verità e salvezza.
  3. La conseguente divisione della società in buoni e cattivi con l’impossibilità di mantenere relazioni al di fuori del gruppo.
  4. Coscienza, libertà e capacità critica individuali vengono manipolate e sacrificate: si ubbidisce a degli slogan piuttosto che tentare di approfondire insieme la verità.
  5. Le persone angosciate e fragili sono attirate da queste comunità, ma la loro angoscia, anche se placata, non viene realmente sanata mentre diviene per loro impossibile lasciare il gruppo.

Queste caratteristiche rendono dunque il gruppo settario e pericoloso, non più di reale aiuto per 1 suoi membri.

J. Vanier osserva che anche in una comunità cristiana, soprattutto ai suoi inizi, possono essere presenti alcuni di questi elementi negativi, ma se il gruppo cresce e matura, essi devono attenuarsi e sparire mentre sempre più si evidenzieranno i tratti positivi che lo distinguono.

  1. La persona è incoraggiata ad utilizzare tutte le risorse disponibili nella Chiesa e nella società in vista di una sua migliore formazione umana e cristiana.
  2. I membri, invitati ad entrare, possono provare e valutare se e quanto sia loro utile l’appartenenza al gruppo: se l’esperienza non fosse positiva sono aiutati ad uscirne pacificamente.
  3. La comunità incoraggia i suoi membri ad aprirsi agli altri, ad offrire calore e amicizia a chi ne sente più acerbamente la mancanza, a mettersi in contatto con altri cristiani, con altri movimenti a cui accompagnarsi.
  4. L’autorità viene esercitata sempre più come discernimento e dialogo; ogni persona deve crescere e assumersi più responsabilità nella propria vita e nella vita della comunità.

Mi dispiace molto di dover restringere in poche righe ciò che J. Vanier spiega e chiarisce così bene nel suo libro e questo mi spinge a raccomandare di leggerlo. Sono convinta che il tema della comunione ci riguarda tutti, dai giovani che si preparano a formare una famiglia alle persone anziane che possono scoprire come illuminare di nuova luce la parte più importante della vita. Perché sentiamo che solo in questo clima di affettuosa comunione possiamo costruire e definire la nostra umanità, possiamo prendere coscienza dei nostri limiti, accettiamo di venire contraddetti, ci sentiamo desiderosi di imparare e crescere, diveniamo finalmente noi stessi in grado di offrire a nostra volta calore, sostegno, amicizia (anche) agli altri.

Lucia Bertolini, 2000

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.72

Sommario

Editoriale

Un Natale speciale di M. Bertolini

Medici e disabilità

Medici o stregoni? di C. F. Klieman
Perché non ci capiamo? di Adriana Duci
Nati due volte di Giuseppe Pontiggia
Blessings di Mary Craig

Altri articoli

Nessuno escluso: il natale del laboratorio l'Alveare di Penna Blu
Oggi, la famiglia...?! di André Roberti
Casa Blu di Huberta Pott e Natalia Livi
Nessuna Pietà di Vito Giannulo
La tragedia di Giovanni e Chiara di Caterina Bórdon
Tutto è possibile di Chiara

Nostalgia di Comunione – Nuovi movimenti: sette cristiane o segni dello Spirito ultima modifica: 2000-10-25T18:10:32+00:00 da Lucia Bertolini

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