Sono seduta sulla terrazza del Miravalle, un ristorante di montagna dove sono venuta per prendere un aperitivo con mio marito. Sono in vacanza, in un paesino dolomitico; il nome «Miravalle» mi invita a contemplare la bellezza che mi sta davanti: cielo, montagne, nuvole, fieno, fiori e voci di bimbi e silenzio.

Poi, all’improvviso le nubi, grandi, bianche su un cielo terso, si addensano, si fanno scure: il sole e il cielo sono spariti. La pioggia prima appena accennata, si fa copiosa e la valle si copre di nero.
Come accade nelle nostre vite; spensierati, sereni, tranquilli, i nostri animi all’improvviso si coprono di una nera caligine che si trasforma in lacrime a stento trattenute e in pianto, un pianto che sembra non aver fine: avviene così per l’annuncio dell’handicap del figlio, di una grave malattia, di una morte, di un distacco imprevisto…

Mi avvio verso casa e già in lontananza le cime delle montagne si fanno rosate mentre le nubi si rarefanno e ricompare il sereno.
Come accade nelle nostre vite: quando ormai sfiduciati per il troppo penare, abbiamo perso la speranza di riveder spuntare il sole nel nostro cuore. Tanto invasi dal dolore, dagli insuccessi, dalle sventure nostre e del mondo, non abbiamo più spazio per accogliere il positivo che ci circonda. Troppo intenti a guardare solo quel punto nero che offusca tutto il resto. Le sventure, le rinunce, i sacrifici, hanno forse annullato in noi il desiderio di cose nuove, diverse, mai provate, al punto di impedirci di vederle?

Non sarà allora il momento di riaprire gli occhi dell’animo, per cercare di vedere e di ammirare con stupore quanto ogni giorno, ogni ora accade di bello e di buono in noi e intorno a noi?

Come è successo a noi preparando questo numero.
Una neuropsichiatra dei servizi pubblici, capace di penetrare con umanità nella vita di una famiglia sconvolta da un figlio disturbato nel comportamento, progetta e allestisce quella «insperata casa» dove accoglierlo, e inoltre diventa tanto amica di quella famiglia da descriverne i componenti con tratti delicati e realistici insieme.

Una mamma vedova, che per trent’anni ha vissuto, quasi da sola, un eroismo quotidiano accanto a suo figlio tanto difficile, cercando una soluzione per il suo futuro, giunta alla disperazione, ha visto quasi all’improvviso compensati i suoi indicibili sforzi: il ragazzo è ora accolto in una comunità alloggio dove vive sereno.
Alcuni giovani, chiusi da sempre nel loro bozzolo autistico, considerati incapaci di autonomia di pensiero, misteriosi nel loro silenzio, iniziano a comunicare, attraverso il computer, i loro sentimenti e i loro desideri, sconvolgendo e disarmando chi li ha avuti vicini da sempre.
Una piccola, umile suora albanese, fa parlare di sé il mondo intero: più conosciuta e più potente dei grandi di questo mondo in forza di quell’Amore che le ha fatto accogliere e assistere i più poveri e i più diseredati fra gli uomini, chiama attorno a sé in pochi anni, seimila consorelle.
Lo scrittore giapponese, Kenzaburo Oe, premio Nobel per la letteratura, padre di un giovane autistico, ci parla del suo figliolo e della dedizione di sua moglie, con osservazioni che credevamo proprie solo delle nostre case.

Queste sono le occasioni di meraviglia che OMBRE E LUCI offre ai suoi lettori in questo inizio di anno augurandosi che sapremo trovare ancora insieme nel nostro faticoso quotidiano molte piccole e grandi occasioni per stupirci e per essere grati.

Mariangela Bertolini, 1998

Mariangela Bertolini

Nata a Treviso nel 1933, insegnante e mamma di tre figli tra cui Maria Francesca, Chicca, con una grave disabilità.
È stata fra le promotrici di Fede e Luce in Italia. Ha fondato e diretto Ombre e Luci dal 1983 fino al 2014.

Tutti gli articoli di Mariangela

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.63, 1998

Sommario

Editoriale

Sapersi meravigliare di M. Bertolini

Il melograno

Roberto trova un'altra casa di L. Cusimano
Ora può riposare di M. I. Sarti
Roberto, chi sei? di M. Cusimano
Giorno di festa al Melograno di N. Schulthes

Altri articoli

Impossibile tacere
Isolamento infranto di A.M. Vexiau
Sinceramente increduli di C. Colaizzi
Catechesi facilitata di Don A. Lonardo
I nostri grandi amici: Maria Teresa di B. Morgand e N. Herrenschmidt
Congresso mondiale dei movimenti ecclesiastici 1998a cura di D. Mitolo

Libri

Hikari – «Una famiglia», O. Kenzabuto

Rubriche

Dialogo aperto
Vita Fede e Luce

Sapersi meravigliare ultima modifica: 1998-09-30T14:17:10+00:00 da Mariangela Bertolini
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