Dialogo aperto n. 57

Altri gruppi

Ho letto or ora «Ombre e Luci» (n. 55) e ancora una volta ammiro la puntuale serietà e semplicità con la quale sapete affrontare gli argomenti anche più ostici.
Poco prima di Natale ho avuto la gioia di un appuntamento festoso con il gruppo FEDE E LUCE di Abano: davvero numeroso e vivo, fresco di iniziative e ricco di presenze di tutte le età. Ringrazio il Signore! E mi piacerebbe (e lo vado dicendo) che anche altrove, in città e in diocesi, altri gruppi potessero accendersi (ne esiste solo un secondo a Conselve).
Mons. Franco Costa

Un abbonamento per un amico

Cari amici di «Ombre e Luci», rispondo alla vostra lettera del 25 ottobre 1996 anche per chiarire il mio silenzio.
Ho a lungo apprezzato la vostra rivista e ho tentato, nell’ambiente che frequentavo, di diffonderla e di rilevarne i pregi. Quella che voi chiamate nella lettera la vostra «lotta per un cambiamento di mentalità nei confronti delle persone disabili» è ancora adesso anche per me un impegno. Quella che è mutata è la mia condizione personale e il mio ruolo occupazionale. Ho da anni lasciato il mio luogo d’origine, perdendo i punti di riferimento di un tempo, e soprattutto il mio impegno per la causa comune non è più da volontario, ma professionale. E, starei per dire purtroppo, il peso emotivo è ben più gravoso nella situazione attuale. La problematica della sofferenza umana mi è così vicina da darmi spesso l’impressione di essere saturo. Di qui l’allontanamento dalla vostra proposta che, al di là della mia situazione, continuo a considerare alquanto valida e ricca. E per questo che «regalo», inviando l’assegno allegato, un abbonamento di un anno a un amico disabile.
Dott. Salvatore Russo

Un dono per vivere

Vorrei dedicare a tutti i lettori di OMBRE E LUCI questa preghiera di un sacerdote spagnolo. Il suo nome è Atilano Alaiz e il libro da cui è stata tratta è «Amicizia, un dono per vivere». Edizioni Paoline – L. 12.000. Vi mando queste informazioni perché a me è piaciuto tanto e voglio consigliarlo a tutti coloro che, come me, credono nell’amicizia, quella vera… Quella che, secondo le sagge parole di un antico proverbio tedesco, «non gela in inverno».
Marzia

Grazie a Te, Dio vasaio,
perché creasti l’amicizia e la plasmasti col calore delle tue mani. Grazie perché hai messo vicino a me la presenza affabile degli amici. Sono accanto a me per arginare le mie gioie e le mie amarezze.
Stringono fra le loro mani le mie cinque dita, vuote di abbondanza e piene di necessità.
Insieme ai miei amici arrivi Tu, mascherato da vagabondo, da sognatore, da uomo addolorato.
Le loro palpebre applaudono i miei successi e si chiudono dinanzi ai miei peccati. La loro voce calma le mie lagrime e addolcisce le mie mancanze.
Senza di essi Tu te ne vai come se non fossi mai venuto, il tempo rimane senza lancette, le mamme senza cuore, i fiori senza colori.
Grazie, Dio,
del bacio e della lettera; dell’abbraccio e della presenza; del segreto e della fiducia. (…)
Atilano Alaiz

Dialogo aperto n. 57 ultima modifica: 1997-03-25T08:14:53+00:00 da Redazione
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