Dalla tenebra alla luce
Nella «Veglia di Riconciliazione» fatta nella basilica superiore di S. Francesco la sera del 23 aprile si è realizzata una sorta di meditazione e sacra rappresentazione. Eccone il testo.

Vorremmo che questa veglia ci aiutasse a passare dalla nostra condizione di tenebra interiore all’accoglienza della pace e della luce del Signore.
Cercheremo di guardare alle nostre paure e al nostro male interiore e ci lasceremo guidare dalla Sua Parola che sola ci può riconciliare con Lui, con noi stessi e coi nostri fratelli.
Tante sono le voci che esprimono le nostre paure: tante sono le situazioni in cui il male bussa alla nostra porta. Riascoltiamo queste voci che sono le nostre stesse voci.

La solitudine
Sono qui ancora una volta in mezzo a tante persone, eppure mi sento solo, nessuno si accorge di me, nessuno si prende cura di me. Sono in questa stanza vuota.
Sono a casa mia e non c’è un cane, ancora da solo.
Con chi esco? Con chi faccio questa cosa? A chi racconto quello che mi è successo? Chi potrà ascoltare la mia preoccupazione?
Quando mi verranno a trovare? Non mi chiama mai nessuno! Il tempo non mi passa mai…

La malattia
Non mi aspettavo questa malattia, non so come affrontarla, mi fa paura, la mia vita cambierà.
Questa malattia è anche una sofferenza, ma parlare della mia sofferenza è duro.
Perché proprio a me? Non ho fatto niente di male!

Il peccato
Non potranno mai perdonarmelo! Se gli altri sapessero chi sono e quello che ho fatto!
Ma cosa ho fatto poi di male? Sarà davvero importante davanti a Dio?
Dio mi punirà per questo?!

La paura del futuro
Non ce la farò mai! Che senso ha andare avanti? Che cosa accadrà quando non ci sarò più? Sembra proprio non ci siano prospettive.
Non cambierà mai niente.

La paura di non essere amati
Guarda come sono, non potrò mai piacere a nessuno. Se fossi diverso… se fossi migliore… Se fossi più capace…, ma così, chi mi potrà amare?
Gli altri si allontanano sempre da me, a volte mi sembra che mi guardino come qualcosa da disprezzare.

La morte
Morte. La morte. Che cosa significa morire? Perdere tutto. Perdere gli amici.
E poi?
Il vuoto. Non c’è più niente. Morte e sono solo?
Vita, desidero vita, è tutta la vita che desidero questo, e cosa resta?
E poi, perché? Perché perdere tutto? Perché proprio adesso?

SALMO 12

L’uomo cerca di liberarsi dal male

Molti sono i nostri tentativi di liberarci dal male, vorremmo farlo da soli, ma ci scontriamo coi nostri limiti e con la nostra impotenza, ci sembra di riuscirci, vediamo un bagliore, ma poi torna il buio.

  • Basta! Devo liberarmi, dipende tutto da me, so che non posso più contare su nessuno.
  • Devo liberarmi, devo strappare da me tutto questo.
  • Devo vincere la solitudine, la paura… telefonerò a qualcuno, a persone capaci che mi possono aiutare.
  • Non ho bisogno di essere perdonato da nessuno. Con le mie colpe me la vedo io.
  • Meglio non pensare al futuro. Meglio vivere alla giornata.
  • Meglio non dipendere da nessuno, non ho bisogno di nessuno.

GEREMIA 17,5-8

Il Signore ci libera dal male

Tu, Signore, ci liberi dal male, da ogni male, ci prendi per mano, ci porti con Te ad affrontare le nostre paure, ci dai la forza di vincerle. Questo ridona luce alla nostra vita e ci permette di donare luce ai nostri fratelli.
«Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può dar frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. lo sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui fa molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla». (Gv. 15-4,5)

La solitudine
Sono qui ancora una volta in mezzo a tante persone, eppure mi sento solo, nessuno si accorge di me, nessuno si prende cura di me.
«Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». (Mt. 28,20)

La malattia
Non mi aspettavo questa malattia, non so come affrontarla, mi fa paura, la mia vita cambierà.
«Gesù rispose: Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va in pace e sii guarita dal tuo male». (Me. 5,34)

Il peccato
Sarà davvero importante davanti a Dio? Dio mi punirà per questo?!
«Gesù le disse: Donna, nessuno ti ha condannata? Ed essa rispose: Nessuno, Signore. E Gesù le disse: Neanche io ti condanno; và e d’ora in poi non peccare più». (Gv. 8,10-11)

La paura del futuro
Che cosa accadrà quando non ci sarò più? Sembra proprio non ci siano prospettive.
«Ora se Dio veste cosi l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. (Mt. 6,30-32)

La paura di non essere amati
Guarda come sono, non potrò mai piacere a nessuno. Se fossi diverso… e fossi migliore… se fossi più capace…, ma così, chi mi potrà amare?
«Non temere perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni.

Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare;
poiché io sono il Signore tuo Dio, il Santo di Israele, il tuo salvatore.
Io do l’Egitto come prezzo per il tuo riscatto, l’Etiopia e Seba al tuo posto. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo».
(Is. 43,lb-4a)

La morte
Il vuoto. Non c’è più niente. Morte e sono solo?
«lo sono la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi tu questo?» (Gv. 11,25- 26)

Liberati dalla paura ci riconciliamo con Dio e con i fratelli

Risorti alla luce che ci libera dalle tenebre delle nostre paure, ci rivolgiamo al Padre con le parole che Gesù ci ha insegnato
«Padre nostro…»
«Ci riconciliamo con Dio e con i fratelli scambiandoci un segno di pace».
canto: «Ho la pace come un fiume».

Dalla tenebra alla luce ultima modifica: 1995-06-02T11:52:25+00:00 da Redazione

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