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Vincenzo

di Egidio | 26 luglio 2011 | Commenta (0) | Inserisci commento
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Quante volte ho pianto in silenzio e con grande risentimento verso Dio per la sorte del mio bambino. 
Ora che ha 32 anni mi accorgo del grande dono che ho avuto. Ho avuto il messaggero del Dio vivente accanto a me. 
Certo, lo visione della vita dal punto di vista terreno non poteva non portare alla disperazione per via delle tante differenze e delle difficoltà che in Vincenzo sono troppo evidenti. Gli sguardi, i compatimenti, i compiacimenti della gente per l'opera che io svolgevo, non facevano che aggravare la mia già precaria condizione psicologica. 
Non mi è mai bastato fare tutto, dico tutto il possibile per rendere agibile la vita di Vincenzo, non per la mia gratificazione ma solo per ottenere un risultato che desse a Vincenzo il beneficio dell'autonomia. 
Devo confessare che il progetto non mi è riuscito però non demordo. 
In compenso, la sensibilità di Vincenzo mi ha gratificato di tutti i sacrifici fatti per riuscire. 
Vincenzo ha compreso la mia disperazione e si è assunto la responsabilità di quanto gli accade. Infatti, molte volte, quando mi vede arrabbiato (per qualsiasi motivo) lui si scusa dicendomi "papà non ti arrabbiare". 
In queste poche parole ho sempre letto la sua volontà di ritenersi unico 
responsabile dei miei stati d'animo. Ed io questo lo capivo e cercavo sempre di dissuaderlo da questo suo pensiero. 
E allora Vincenzo ha cambiato tecnica. Ha cominciato a parlare positivamente chiedendo addirittura pareri su di lui del 
tipo: "Sono bravo io?" 
Al che ho capito che se io avessi avuto almeno un decimo della sua sensibilità sarei stato cento volte più felice. 
Ora che me lo ha fatto capire posso anche cominciare a vivere. Ho un angelo che si preoccupa per me: VINCENZO 

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