La casa di Emma è stata aperta il 26 gennaio scorso, in viale Puccini, quarto piano con ascensore, 95 mq più garage: ospiterà per due fine settimana al mese, dal sabato alle 10 alla domenica alle 17, giovani dai 18 ai 35 anni con disabilità intellettive.

In tutto 14 – residenti nei 21 Comuni dell’Ambito 9 – che si alterneranno, sia maschi che femmine, in gruppi di 6, accompagnati dagli educatori del progetto È tempo di andare.

Si tratta del secondo appartamento dedicato al vivere fuori casa, l’altro si trova in viale del Lavoro – ma è in affitto – per favorire un percorso di lento e graduale distacco dal contesto familiare in una situazione, comunque, inserita nella quotidianità del quartiere come modello di autonomia diffusa che fa proprio del territorio e del vicinato il suo punto di rilievo.

L’appartamento prende il nome dalla signora Emma Petrini, ospite della casa di riposo, deceduta due anni fa, che attraverso una donazione lo ha lasciato all’Asp Ambito 9 con un «atto di straordinaria generosità, lei era una persona difficile…», ha sottolineato il direttore Asp 9, Franco Pesaresi, intervenuto all’inaugurazione con l’assessora comunale Marialuisa Quaglieri e Cristiana Pesaresi, responsabile dell’Unità operativa disabilità dell’Asp 9.

Presenti anche i futuri ospiti, una rappresentanza del condominio e di quello di viale del Lavoro per sancire una giornata di festa che rappresenta la forza della rete attraverso la quale si è potuto realizzare questo progetto.

Una rete composta da Asp 9, Umea Asur Av 2, Coos Marche con la fattiva collaborazione del Rotary Club – presente il past president Egiziano Jencinella -, la Cat Impianti e Coltorti Tende.

Se puoi sognarlo puoi farlo” recita la frase impressa su alcune magliette che erano lì, nella Casa, e lo stesso direttore Pesaresi lo ha rimarcato affermando che «stiamo sperimentando percorsi diversi, molti ne parlano ma noi li facciamo e siamo molto soddisfatti dell’esperienza del primo appartamento, dove i ragazzi riescono anche a cucinare da soli e a impegnarsi per varie ore».

«Una giornata di gioia – ha detto un’entusiasta assessora Quaglieri, che ha tagliato il nastro insieme alle future ospiti Rebecca Avenali e Maria Rita Di Palma -, possiamo chiamarli come vogliamo questi progetti ma il succo è quello di rendere autonome queste persone. Stiamo dando una risposta reale e concreta e abbiamo coinvolto anche altri soggetti con i quali è bastata soltanto una telefonata a dimostrazione che il territorio risponde e lo fa al meglio».

Gli educatori del progetto sono Mariano Fagioli, Silvia Tobaldi, Ilaria Stronati, Marzia Pennisi, Alvaro Sandroni, Gianluca Breccia e Marco Scarponi. I ragazzi e le ragazze ospitati vivranno in loro compagnia questa esperienza di condivisione propedeutica alla costruzione di una identità personale, svolgeranno attività, visiteranno luoghi, staranno fuori.

E si sposteranno con Donata una Lancia Fedra da 7 posti donata, appunto, dai genitori di una ragazza che partecipa al progetto.

Fonte: QDM Notizie

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Jesi, una casa per incentivare vita autonoma di persone disabili ultima modifica: 2019-01-29T14:28:46+00:00 da Redazione
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