Con uno stile semplice ma preciso e efficace, Fabien Toulmé si affaccia al mondo del fumetto per la prima volta con una storia intima e personale, raccontando l’arrivo della figlia Julia nella sua vita, una bambina con sindrome di Down.

Per una serie di motivi, papà e mamma non vengono a conoscenza della condizione di Julia se non dopo diversi giorni dalla nascita, quando i medici chiariscono i dubbi di Fabien al riguardo, che si era reso conto della particolare fisionomia della figlia. In questo scenario, quindi, entrambi i genitori elaborano la notizia dell’handicap con una difficoltà ancora maggiore rispetto al normale, visto che fino a quel momento, esami alla mano, ogni possibilità che Julia nascesse con la sindrome di Down era stata esclusa.

Tuttavia, il bello del breve racconto di Fabien è proprio l’analisi umana che fa di sé stesso, in cui affermazioni dure e sincere vengono espresse senza ipocrisie, facendo breccia nel cuore del lettore, anche violentemente, per rivelare la fragilità di un genitore. Un argomento insolito per la nona arte e una riuscita testimonianza di un papà.

Recensione di Matteo Cinti

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Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n. 141, 2018

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Non è te che aspettavo ultima modifica: 2018-02-21T12:57:34+00:00 da Redazione
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