Ancora mi ricordo la prima volta che ti ho incontrato ad un campo di Fede e Luce, uno dei primi fatti a Gagliano Aterno. E dove, come tema, era stato scelto “Il piccolo principe”. La prima volta che ti vidi, fu stranissimo perché mi eri apparso come un essere alieno, un gigante, ma dall’animo buono. Quell’anno, mamma mia, è stato fantastico, il primo dove ho realizzato cosa significa essere Fede e Luce. Il nostro legame è partito da lì. Ti ho conosciuto perché fosti tu il mio angelo custode. Tu che molto spesso mi beccavi in cucina a spizzicare e mi chiedevi di passarti un biscotto e poi ce la svignavamo insieme. Sei stato uno di quelle persone che cambiano la vita… La mia fortuna sicuramente è stata il poter crescere tra le tue attenzioni e insegnamenti. Da lì è cominciato tutto. Da Gagliano Aterno. Ci tenevamo in contatto durante l’anno mandandoci lettere da Roma a Lecce e quando ci siamo trasferiti a Roma la cosa più bella era poterti avere vicino e sentirmi chiamare tesoro mio. Mi mancheranno quelle parole… mi mancheranno quei tuoi abbracci che mi facevano sentire la cosa più protetta al mondo, mi mancheranno i tuoi cazziatoni e tutte quelle volte che invece mi hai elogiato e motivato quando nessuno era in grado di farlo…

Non dimenticherò tutte le volte che tu e Pietro Bigari ci avete messo un sorriso sul viso e non dimenticherò la tua forza d’animo, il tuo non mollare davanti a nulla perché, ti assicuro, che questa è la parte migliore che tu mi hai lasciato. La caparbietà, la forza di lottare anche se ci sta poca speranza, il sorriso e la gioia che ci hai regalato, il saper motivare nel fare del nostro meglio, sono cose che non verranno dimenticate. Se sono cocciuta, sfacciata, dall’animo gentile – proprio come dicevi tu:” bella, tosta e brava”- è anche merito tuo. Adesso sono qui in Germania a scriverti questa lettera con ancora mille domande e mille che probabilmente troveranno risposta durante il mio cammino. Mi avevi promesso che non avresti mollato e non lo hai fatto fino all’ultimo. Adesso sono io che ti faccio una promessa: ti prometto con tutto il mio cuore di portare dentro di me tutti i tuoi insegnamenti e di vivere la vita al meglio, come tu mi hai insegnato a fare. Il dolore è tanto ed è grande… io non ho perso solo un amico o il capitano. Io ho perso il MIO capitano… colui che più di molte altre persone ci stava nei momenti più bui, molte volte sotto forma di padre nei momenti in cui ne avevo bisogno e che con uno sguardo capiva cosa avevo in mente. Non è da tutti. Il nostro legame non potrà mai morire in quel senso… farò in modo che anche i miei figli un giorno conoscano la storia di un gigante buono che era un Capitano, un gladiatore che era pronto a tutto pur di aiutare il prossimo.

-di Benny, 2015

Questo articolo è tratto da
Ombre e Luci n.132, 2015

SOMMARIO

Editoriale

Nessuno resti solo di Cristina Tersigni

Speciale - Nessuno resti solo

Figli delle stelle di Stefano Di Franco
Te lo ricordi frate’? di Francesco Iellamo
Ehi campione, come va da lassù? di Benny
Con gli occhi di un bambino di Emanuele Mendola
Una piccola barca di Domenico e Filippo Pescosolido
Cose che sapevi? Omelia di p. Paul Gilbert

Dossier - Fuori dell’acquario?

Fuori dell’acquario di Rita Massi
All'interno: interviste di Lorenza, Alessandra, Riccardo, Lorenzo, Tiziano, Tiziana, Marco, Gabriele, Piercosimo, Efrem, Angelo, Laura, Chiara, Francesco, Andrea, Paola, Veronica, Livia.
Un altro anno di Giovanni Grossi

La lezione del femminismo di Nicla Bettazzi
Siamo tutti un po’ supereroi di Emanuele Mendola
Amici di Simone di Francesca

Rubriche

Dalle Province n.132
Viola e mimosa di Giulia Galeotti

Ehi campione come va da lassù? ultima modifica: 2015-12-19T10:19:50+00:00 da Benny
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